Sanremo. Mahmood, Blanco ed Elisa: cosa dicono i brani che al momento sono al primo e al secondo posto in classifica

Due canzoni che parlano di amore

Elisa, Mahmood e Blanco
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Pubblicato ore 12:38

  • di Valeria Cappelletti

SANREMO – Sono i primi due brani in classifica. “Brividi” di Mahmood e Blanco (al numero uno nella classifica generale di ieri sera, 3 febbraio) e “O forse sei tu” di Elisa (al numero due nella classifica generale di ieri sera, 3 febbraio) hanno ottenuto il consenso sia della Sala Stampa che del pubblico da casa e della Demoscopica 1000 (le mille persone scelte per rappresentare al meglio la popolazione italiana). Ma cosa dicono i due testi? Cerchiamo di capirli meglio.

Prima, di seguito inseriamo la classifica generale di ieri sera dei 25 cantanti in gara:

1 Mahmood e Blanco, 2 Elisa, 3 Gianni Morandi, 4 Irama, 5 Sangiovanni, 6 Emma, 7 Massimo Ranieri, 8 Fabrizio Moro, 9 La rappresentante di lista, 10 Dargen D’Amico, 11 Michele Bravi, 12 Ditonellapiaga e Rettore, 13 Aka7even, 14 Achille Lauro e Harlem Gospel Choir, 15 Noemi, 16 Rkomi, 17 Matteo Romano, 18 Iva Zanicchi, 19 Giovanni Truppi, 20 Highsnob e Hu, 21 Giusy Ferreri, 22 Le vibrazioni, 23 Yuman, 24 Ana Mena, 25 Tatanai.

“Brividi”

Mahmood è milanese, di padre egiziano e madre sarda, ha vinto nel 2019 il Festival con il brano “Soldi” ed è arrivato secondo all’Eurofestival; Blanco, pseudonimo di Riccardo Fabbriconi, classe 2003, sembrava che dovesse sfondare nel mondo del calcio, ma poi ha scelto la musica.

Il brano è stato scritto dai due cantanti insieme a Michelangelo, pseudonimo di Michele Zocca, produttore di Blanco. Il brano affronta il tema della paura e dell’incapacità di amare (“Non so dirti ciò che provo, è un mio limite/Per un ti amo ho mischiato droghe e lacrime”). Il timore di sbagliare in una relazione che a volte può diventare opprimente  (“Vivo dentro una prigione”) e che, solo nell’abbandono potrebbe trovare pace (“E pagherei per andar via, Accetterei anche una bugia”). Nel testo (e poi viene esplicitato meglio nel video, visibile dopo il testo in questo articolo) vengono messe a confronto una relazione tra due uomini e una tra un uomo e una donna. Molto bella la contrapposizione tra una visione onirica rappresentata dal sogno di volare e dalla bicicletta di diamanti e una visione più reale e spesso più dura che si ritrova nelle parole “Tu, che sporchi il letto di vino/Tu, che mi mordi la pelle”.

Ho sognato di volare con te
Su una bici di diamanti
Mi hai detto sei cambiato,
Non vedo più la luce nei tuoi occhi
La tua paura cos’è?
Un mare dove non tocchi mai
Anche se il sesso non è
La via di fuga dal fondo
Dai non scappare da qui
Non lasciarmi così
Nudo con i brividi
A volte non so esprimermi
E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre
E ti vorrei rubare un cielo di perle
E pagherei per andar via,
Accetterei anche una bugia
E ti vorrei amare ma sbaglio sempre
E mi vengono i brividi, brividi, brividi
Tu, che mi svegli il mattino
Tu, che sporchi il letto di vino
Tu, che mi mordi la pelle
Con i tuoi occhi da vipera
E tu, sei il contrario di un angelo
E tu, sei come un pugile all’angolo
E tu scappi da qui, mi lasci così.
Nudo con i brividi
A volte non so esprimermi
E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre
E ti vorrei rubare un cielo di perle
E pagherei per andar via,
Accetterei anche una bugia
E ti vorrei amare ma sbaglio sempre
E mi vengono i brividi, brividi, brividi
Dimmi che non ho ragione
Vivo dentro una prigione
Provo a restarti vicino
Ma scusa se poi mando tutto a puttane
Non so dirti ciò che provo, è un mio limite
Per un ti amo ho mischiato droghe e lacrime
Questo veleno che ci sputiamo ogni giorno
Io non lo voglio più addosso
Lo vedi, sono qui,
Su una bici di diamanti, uno fra tanti.
Nudo con i brividi
A volte non so esprimermi
E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre
E ti vorrei rubare un cielo di perle
E pagherei per andar via,
Accetterei anche una bugia
E ti vorrei amare, ma sbaglio sempre
E mi vengono i brividi, brividi, brividi.

“O forse sei tu”

Il brano di Elisa, vero nome Elisa Toffoli, è un inno all’amore e a come questo sentimento riesca a far superare le difficoltà che si incontrano nel quotidiano, tanto che comunque è sempre primavera (“Sarà che tra tutto il casino sembra primavera”). La cantante è tornata sul palco dell’Ariston da concorrente dopo 21 anni dalla vittoria del Festival nel 2001 con il brano “Luce (tramonti a nord est)”.  La canzone racconta di come si crea un’alchimia, una chimica tra due persone al punto da sentirsi vicini anche quando si è lontani (“E se domani partirai/Portami sempre con te/Sarò/Tra le luci di mille città/Tra la solita pubblicità”), c’è in quest’ultima strofa un vago ricordo di “Vattene amore“, brano cantato da Mietta e Amedeo Minghi nel 1990 al Festival classificandosi terzo (“E il tuo nome sarà il nome di ogni città/…/Il tuo nome sarà su un cartellone che fa della pubblicità”). Dopo il testo, il videoclip (leggi dove è stato girato).

Sarà che il tempo poi, alla fine, proprio non ci sfiora
O forse è solamente il cielo quando si colora un po′ di più
O forse sei tu
O forse sei tu
Ti capirei se non dicessi neanche una parola
Mi basterebbe un solo sguardo per immaginare il mare blu
E niente di più, uh-uh
E niente di più, uh
E chiedimi tu come stai
Se ancora io non l’ho capito
E se domani partirai
Portami sempre con te
Sarò
Tra le luci di mille città
Tra la solita pubblicità
Quella scusa per farti un po′ ridere
E io sarò
Quell’istante che ti porterà
Una piccola felicità
Quella stupida voglia di vivere sempre
Sempre, uh-uh
Sarà che tra tutto il casino sembra primavera
Sarà che la vertigine non mi fa più paura e guardo giù
O forse sei tu
O forse sei tu
E chiedimi tu come stai
Se ancora io non l’ho capito
E se domani partirai
Portami sempre con te
Sarò
Tra le luci di mille città
Tra la solita pubblicità
Una scusa per farti sorridere
Sì che sarò
Quell′istante che ti porterà
Una piccola felicità
Quella stupida voglia di vivere sempre
Mille volte
Ti ho cercato, ti ho pensato un po′ più forte
Nella notte ancora
Mille volte
Quella musica risuona in ogni parte
Nella notte
Forse sei tu
Tra le luci di mille città
Tra la solita pubblicità
Quella scusa per farmi un po’ ridere
Forse sei tu
Quell′istante che mi porterà
Una piccola felicità
Quella stupida voglia di vivere
Sempre
Sempre
Quella stupida voglia di vivere

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