Pisa. Mostra sul Futurismo, esplosione di colori in cento opere

Da oggi e fino al 9 febbraio sarà aperta al pubblico

a pisa mostra sul futurismo
Balla, "Forme Grido Viva l’Italia", manifesto della mostra. Foto: G. Donati
Share
  • di Gianluca Donati

PISA – Un’esplosione di vividi colori, di immagini dinamiche, una festa di vita! Sono le forti emozioni che ti assalgono alla mostra Futurismo, in esposizione nel suggestivo Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9) e che
sarà visitabile dal pubblico da oggi 11 ottobre al 9 febbraio 2020 e che la Stampa ha potuto ammirare in anteprima.

a pisa mostra sul futurismo
Palazzo Blu

Dopo aver esposto artisti d’elite, quali: Dalì, Toulouse-Lautrec, Modigliani, Warhol, Kandinsky, Picasso, Mirò, Chagall, Escher, il Palazzo Blu ha inaugurato l’anno scorso il ciclo dedicato alle avanguardie, con il Surrealismo. A 110 anni di distanza da quel Manifesto del Futurismo, pubblicato su “Le Figaro” il 20 febbraio 1909, scritto dal fondatore del movimento, il poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti, il Palazzo Blu ha deciso di dedicare al Futurismo, una mostra.

Il Futurismo, cenni storici

Le radici del Futurismo affondano nel Divisionismo, fenomeno artistico italiano, nato alla fine dell’Ottocento e che avrà tra i suoi esponenti anche artisti che diverranno futuristi, come Umberto Boccioni e Giacomo Balla. Attraverso un’evoluzione nel Cubismo, si approderà così al Futurismo, che assommerà al Cubismo, l’idea del movimento dinamico. Sul versante culturale, valoriale e politico, il Futurismo nasce come reazione alla crisi del liberalismo e allo shock della Prima guerra mondiale.

Il percorso espositivo

a pisa mostra sul futurismo
Parole in libertà. Foto: G. Donati

La mostra, curata da Alda Masoero, è stupendamente esauriente, attraverso 100 opere accuratamente selezionate, e che ci fanno comprendere perfettamente lo stile e i contenuti dell’avanguardia novecentesca, le idee di velocità, rumore, l’assordante bellezza della modernità, fino all’elogio dell’interventismo e della guerra, arrivando a una parziale adesione al fascismo delle origini.

La mostra, suddivisa in dieci sezioni, e distribuita tra due piani, si apre su alcune bellissime opere di pittori precedentemente al periodo futurista, dipinti di geni come Balla, Boccioni e Carlo Carrà; tele ancora legate al periodo “divisionista”. Seguendo l’itinerario della galleria espositiva, si giunge così al ritratto in stile futurista del fondatore del movimento, F.T. Marinetti, realizzato dal pittore Rougena Zatkova, quadro che si erge tra libri e tavole parolibere (parole in libertà), del genio marinettiano, come il romanzo capolavoro “Zang Tumb Tumb”.

Foto: G. Donati

Incedendo all’interno della mostra, si resta stupefatti dalla deflagrazione di colori accesi dei dipinti, di pittori come Balla, Boccioni, Carrà, Benedetta Cappa Marinetti (moglie di Filippo Tommaso), Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Fillia (nome d’arte di Luigi Colombo), Enrico Prampolini, Gino Severini, Luigi Russolo, e l’immenso Mario Sironi. Ma anche disegni, progetti, schizzi; le illuminazioni della mostra sono diversificate
da opera a opera, ricorrendo saggiamente a luci meno intense per le opere in carta, onde evitare di deteriorarle.

Si sussulta di fronte ad un’opera maestosa come “Forme Grido Viva l’Italia”, un olio su tela 134×187 cm, quadro che intelligentemente i curatori hanno scelto anche come “locandina della mostra”, un capolavoro che Balla realizzò nel 1915 e che riproduce astrattamente il fervore patriottico della vigilia dell’intervento bellico dell’Italia nella Grande Guerra. Numerose le opere esposte di Balla (che si firmava FuturBalla), tra le tante, l’olio su tela “Pessimismo e Ottimismo” (1923), e il celeberrimo inchiostro, collage e supporti misti su carta appoggiati su tela, “Rumoristica plastica BALTRR” (1914).

a pisa mostra sul futurismo
Boccioni, “Sviluppo di una bottiglia nello spazio”. Foto: Donati

Anche Boccioni è copiosamente rappresentato. Tra le opere più significative la stupenda “Carica dei lancieri” (1915), una tempera e collage su carta incollata su tela; ma è possibile ammirare anche uno dei capolavori assoluti del futurismo, “Sviluppo di una bottiglia nello spazio” (1912), una scultura in bronzo, 38 x 59 x 32 cm.

Le varie sale espositive sono intramezzate da interessanti videoproiezioni di cinedocumentari dell’Istituto Luce, o interviste attinenti all’argomento, o di attori che recitano versi di poesie e opere letterarie futuriste. Particolarmente interessante la sala dedicata all’architettura futurista, con i modernissimi disegni di progetti di città avveniristiche del genio Antonio Sant’Elia, che immaginava delle metropoli progettate su 4 diversi piani: perdonale, ciclistico, automobilistico e tranviario, e con degli ascensori che connettevano i diversi livelli.

a pisa mostra sul futurismo
La scala

Per accedere al primo piano della mostra, si deve salire una scala, i cui gradini sono ciascuno d’un diverso colore, e ognuno riporta un differente nome dei numerosi protagonisti del Futurismo. E così è possibile ammirare altre opere dell’Aeropittura (corrente futurista), non a caso esposte al primo piano: impossibile non segnalare “Cime arse di solitudine” (1936) di Benedetta Cappa Marinetti o “Mistero Aereo” di Fillia; quadri enigmatici, vagamente esoterici, che indagano astrattamente il mistero mistico. Altro pittore “aereopittorico” Gerardo Dottori con opere come “In corsa” (1926).

In fondo a un corridoio, c’è una divertente installazione: c’è un proiettore che riproduce su un’apposita superficie l’immagine del ritratto di Marinetti realizzato da Rougena Zatkova, e una microtelecamera inquadra il visitatore che ammira la proiezione, e lo proietta a sua volta miscelato al ritratto futurista. Il risultato finale è quello di vedere in diretta il proprio volto, fuso con quello del dipinto. Un simpatico gioco che sarebbe senz’altro piaciuto ai futuristi.

La mostra è stata resa possibile dalla quantità e qualità dei prestatori, ben 29, tra i quali figurano la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, con 9 opere; il Museo del Novecento e la GAM di Milano con 16 opere; il Castello Sforzesco di Milano (Civico Gabinetto dei Disegni e Collezione stampe “Achille Bertarelli” con 10 opere); il Mart di Rovereto con ben 21 opere; il Museo Caproni di Trento, con due opere, e altre importanti collezioni pubbliche e private.

Informazioni e biglietti

a pisa mostra sul futurismo
Un momento della conferenza stampa. Foto: G. Donati

Orari: lunedì-venerdì 10.00-19.00, sabato-domenica e festivi 10.00-20.00. La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura.

Biglietti (autoguida inclusa): intero 12 euro, ridotto (gruppi e convenzioni) 10 euro, gruppi adulti (min 10 – max 25 persone) 10 euro, giovani (dai 6 ai 17 anni) 6 euro, Università convenzionate (solo il giovedì) 5 euro, biglietto open 14 euro.
Infoline e prevendita: gruppi 0292897793 (lun-ven 9-18, sab 9-14), singoli 0292897755 (lun-ven 9-18, sab 9-14).

Cellulare 3771672424 –  telefono 0502204650 – info@kinzicacoop.it.

Galleria fotografica

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*