“Cortona on the move”, la rassegna che promuove la fotografia contemporanea

Ha come tema la relazione tra uomo e ambiente

Un'immagine di un artista in mostra
  • di Manuela De Rosa

CORTONA – Incontro tra spazio, osservatore e visione contemporanea, il festival Cortona On The Move, in provincia di Arezzo, è giunto alla sua nona edizione. Nata nel 2011, la rassegna, attualmente curata da Arianna Rinaldo, si propone di “diffondere e promuovere la fotografia contemporanea”, offrendo occasione di riflessione su alcuni temi del mondo in cui viviamo.

Uomo e ambiente

Questa edizione, iniziata l’11 luglio e ancora in corso fino al 29 settembre, ha come tema la relazione tra uomo e ambiente. Nella cornice del tessuto urbano della città etrusca di Cortona, le sedi espositive si trovano disseminate sul territorio, tra vicoli, palazzi e spazi aperti, creando un percorso che associa alla scoperta del luogo, l’incontro a volte quasi “epifanico” con le immagini e i loro autori. Camminando e cercando su una mappa la posizione delle sedi di mostra, si può avere l’impressione di fermarsi per un attimo dallo scorrere del tempo e dei ritmi dettati dalla quotidianità.

On the Move

L’associazione culturale On The Move, ideatrice e organizzatrice del festival, ha selezionato attraverso un percorso di ricerca, una serie di autori, rappresentativi della fotografia contemporanea internazionale, diversi nelle scelte estetiche e stilistiche, ma concentrati su questioni da loro percepite ormai come urgenze del nostro presente. Ambiente, migrazioni, racconti di catastrofi naturali o personali, si mostrano al visitatore inserite in allestimenti a volte tesi a rinforzare il carattere di esperienza fisica proprio della fotografia, che per quanto elaborata grazie alla tecnologia, resta sempre profondamente legata al suo oggetto di indagine nel processo stesso che ne consente l’esistenza e la realizzazione.

Fotografia e altri media

Un’immagine di un artista in mostra

Arena – Video and beyond” è una sezione che si è aggiunta nel 2018 al fine di sondare le possibilità di scambio tra fotografia e altri media, in un’ottica di transmedialità e dialogo nell’uso dei mezzi espressivi, anche se dotati di propri codici e convenzioni.

Il percorso offre dunque ampie possibilità di scoperta, non mancando una Diana cacciatrice su tela, forse settecentesca, di grande formato, su una delle pareti delle sale di palazzo Capannelli. Mentre fuori i suoni di una convivialità linguistica si intersecano a conferire sonorità allo spazio, all’interno i significati si ridefiniscono, compresi quelli dei fori della trama della tela di Diana, che si intravedono lungo il percorso, contesto al quale il tempo restituisce i suoi anni di storia, contemporanea al mostrarsi e al suo presente.

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