La città di Prato intitola un teatro a Francesco Nuti

Giani: "Ha rappresentato l’identità di noi toscani"

La targa scoperta. Foto: Toscana Notizie
Share

Pubblicato ore 07:00

PRATO – La Toscana celebra Francesco Nuti, un interprete intelligente della toscanità, attore, regista e produttore, intitolandogli un teatro nella sua Prato, la città dove era cresciuto e si era formato. Non un teatro a caso, ma quello delle Manifatture digitali cinema (via Nicola Pisano, 15), fiore all’occhiello di Toscana Film Commission per la produzione, la sperimentazione e la formazione cinematografica e audiovisiva.

“Francesco Nuti – ha detto il presidente Giani – ha rappresentato l’identità di noi toscani in un momento di trasformazione del cinema italiano. È stato il caposcuola di una serie di film indimenticabili, che hanno portato nella cultura popolare e nella battuta quotidiana le nostre caratteristiche, il nostro modo di essere. La cultura cinematografica toscana vede in Francesco Nuti un riferimento assoluto. Perciò il fatto di poter intitolare a lui questo ambiente è una scelta molto bella, che la Regione Toscana condivide e di cui è partecipe, in quanto soggetto a cui risponde la struttura”.

A scoprire la targa, nello stabilimento di via Santa Caterina, anche il presidente della Regione Eugenio Giani, insieme al sindaco di Prato Matteo Biffoni, all’assessore alla Cultura Simone Mangani, al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e alla direttrice di Toscana Film Commission e responsabile dell’Area Cinema di Fondazione sistema Toscana Stefania Ippoliti, al presidente di Fondazione sistema Toscana Iacopo Di Passio. Presente anche la famiglia dell’artista con la figlia Ginevra e il fratello Giovanni. A presentare l’evento e moderare gli interventi, il giornalista e critico cinematografico Federico Berti.

Un video, realizzato dal Comune di Prato, ha ripercorso la carriera dell’artista, a partire dagli esordi come cabarettista con i Giancattivi, negli anni ’80, fino agli ultimi film diretti all’inizio degli anni Duemila.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*