Firenze ospita una mostra imperdibile: 19 vere e proprie perle dell’arte italiana

L'epsosizione al Museo del Novecento

"Autoritratto", Amedeo Modigliani
Share

Pubblicato ore 07:00

  • articolo e foto di Glauco Fallani
  • Carlo Carrà: "Il lago"

FIRENZE – Allo scopo di celebrare degnamente i dieci anni dall’inaugurazione dell’attuale sede in piazza Santa Maria Novella, negli accoglienti locali del Museo del Novecento è in corso una memorabile mostra dedicata alla storia della Collezione Alberto Della Ragione.

L’esposizione dal titolo “Ritorni-da Modigliani a Morandi” è stata ideata da Sergio Risaliti, dal 2018 direttore del Museo e brillantemente curata da lui stesso in collaborazione con Eva Francioli e Chiara Toti.

C. Carrà, “La camera incantata”

Fin dalla prima idea l’obiettivo da raggiungere è apparso difficile ma chiaro: cercare di riunire con l’attuale collezione “Alberto Della Ragione”, che ha sede permanente nel Museo, una serie di opere dalle quali l’ingegner Alberto si era nel tempo dovuto separare.

Prestigiosissime opere che per vie diverse sono arrivate a far parte delle collezioni di alcuni dei principali musei di Arte contemporanea in Italia e nel mondo. Musei nei quali ancora oggi si trovano gelosamente conservate. Obiettivo, dunque, ben difficile da raggiungere ma, grazie al prezioso ed abile impegno dei curatori nel tessere i rapporti di fiducia con i tanti prestatori, si è riusciti brillantemente a portare le opere a Firenze. Risultato? La bellissima rassegna della quale sto parlando. Diciannove vere e proprie perle di arte italiana del primo novecento provenienti da ogni dove e approdate nelle sale delle ex-Leopoldine al secondo piano del museo.

F. Casorati: “Ragazza seduta”

Tra tutte senza dubbio spicca l’unico autoritratto dipinto da Modigliani. Un’opera magnifica tra le più valutate al mondo, già facente parte della collezione dell’ingegner Della Ragione, eccezionalmente prestata dal Museo di Arte Moderna e Contemporanea di San Paolo in Brasile. Una tela che mancava dall’Italia dal 1946. Su di essa il Maestro livornese, ormai largamente provato dalla malattia, riporta una posa del tutto inconsueta, atta a mettere in risalto il volto emaciato di tre quarti ed il busto di profilo concedendo a se stesso quello sguardo che innumerevoli volte aveva posato sugli altri. Un capolavoro, insomma, che da solo ripaga ampiamente il viaggio fino a Firenze ed il costo del biglietto.

Ma, come dicevo prima, le opere esposte sono diciannove, tutte di altissimo livello create da Artisti tra i più noti. Carlo Carrà è presente addirittura con tre dipinti, Renato Guttuso con quattro, Scipione con due. E poi ancora sono presenti opere di Ardengo Soffici, Felice Casorati, Renato Birolli, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Massimo Campigli, Pietro Marrussig, Achille Funi e Giorgio Morandi.

O. Rosai: “Omino in sacrestia”

a tener presente che oltre alla notevolissima Mostra della quale stiamo parlando c’è, nello stesso palazzo, la possibilità di ammirare la già di per sé importantissima collezione permanente del Museo ricca di opere straordinarie tra le quali (sono veramente moltissime e di sublime livello) mi limito qua a ricordare le sorprendenti sculture di Lucio Fontana (conosciuto dai più per le celeberrime “Attese” talvolta erroneamente definite “Tagli”) e un importante corpus di opere di Ottone Rosai.

“Ritorni. Da Modigliani a Morandi”: visitabile fino al 15 settembre a Firenze presso il Museo del Novecento
in piazza Santa Maria Novella.

© Vietata la riproduzione