Festival di Sanremo 2024: il toccante monologo di Giovanni Allevi

Il grande compositore non suonava da due anni davanti al pubblico

Giovanni Allevi a Sanremo 2024
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Pubblicato ore 11:11

  • di Valeria Cappelletti

SANREMO – È stato uno dei momenti finora più toccanti del Festival di Sanremo 2024 insieme al ricordo di Giò Giò (Giovanbattista Cutolo), il giovane musicista ucciso a Napoli dopo una lite. Ieri sera Giovanni Allevi è tornato a suonare per la prima volta dopo due anni dallo stop dovuto alla malattia (mieloma multiplo) che lo ha colpito nel 2022, “un punto di ripartenza” per il grande musicista, come lo ha definito Amadeus.

Il Maestro è salito sul palco dell’Ariston molto emozionato, accolto da tantissimi appalusi, sulla testa un cappello che lasciava intravedere i folti capelli, un suo segno distintivo, un tempo neri, adesso grigi, ma tornati dopo le cure.

“All’improvviso mi è crollato tutto – ha detto tra gli applausi Allevi – non suono più il pianoforte davanti a un pubblico da quasi due anni (…). Ho perso molto, il mio lavoro, ho perso i miei capelli, le mie certezze, ma non la speranza e la voglia di immaginare. Era come se il dolore mi porgesse anche degli inaspettati doni. Quali? Vi faccio un esempio. Non molto tempo fa, prima che accadesse tutto questo, durante un concerto in un teatro pieno ho notato un poltrona vuota. Come una poltrona vuota? Mi sono sentito mancare. Eppure, quando ero agli inizi, per molto tempo ho fatto concerti davanti a un pubblico i 15 – 20 persone ed ero felicissimo, oggi, dopo la malattia non so cosa darei per suonare davanti a 15 persone (…) perché i numeri non contano, ognuno di noi, ognuno di voi è unico, irripetibile e a suo modo infinito”. Nonostante la malattia, Allevi sorride e trasmette una grande forza interiore.

Il Maestro ha parlato di altri doni: la bellezza del Creato, la riconoscenza verso i medici e gli infermieri, la riconoscenza per la ricerca scientifica, il sostegno della sua famiglia e per l’affetto e la forza che riceve dagli altri pazienti. Allevi ha parlato poi dei bambini ammalati, delle loro famiglie, commuovendosi.

Poi è arrivato il momento di suonare, ma prima si è tolto il cappello e ha mostrato i capelli grigi, ha parlato di giudizi esterni e di quanto siano poco importanti: “Io sono quel che sono (…), cosa sarà mai un giudizio dall’esterno, voglio accettare il nuovo Giovanni” e ha sfilato il cappello tra gli applausi del pubblico che lo ha acclamato.

“Per dare forza e speranza alle tante persone che come me stanno ancora lottando contro la sofferenza, suonerò di nuovo il pianoforte davanti a voi. È un’emozione grandissima. Mi sembra di intuire che siamo più di 15 – ha scherzato – Attenzione però, ho due vertebre fratturate e tremore e formicolio alle dita, però come dissi in un ultimo concerto a Vienna, non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l’anima“.

Clicca qui per vedere il video intero su Rai Play.

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1 Comment

  1. Anche di questo, di lotta allo stigma di chi è stato ammalato di tumore e guarito. Parleremo della legge sull’oblio oncologico, per la lotta alle discriminazioni, con Maria Elena Boschi. Alla Bottega del caffè, viale Caprera 35 alle 17. Valeria se vieni ci fai piacere.

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