“E questo è niente”, il nuovo romanzo di Michele Cecchini per “chi si lascia amare dalla vita come viene viene”

Protagonista è Giulio, un bambino tetraplegico

Michele Cecchini
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Pubblicato ore 14:00

Si intitola “E questo è niente” e racconta la storia di Giulio, un bambino tetraplegico, una storia di amore e di speranza. Esce oggi il nuovo romanzo di Michele Cecchini, che sul nostro giornale cura la rubrica “La posta del Cacini”, rispondendo alle lettere sotto le (poco) mentite spoglie di Emilio Cacini, il protagonista del suo romanzo precedente.

La scrittura di Michele Cecchini, lieve e insieme cruda, invita a entrare con coraggio nei pensieri e nell’universo di chi non ha voce.

Il libro, edito ancora da Bollati Boringhieri, narra infatti la storia di Giulio, un bambino che si definisce un coso tetraplegico: ha due braccia e due gambe ma non funziona nulla. Dal suo lettino Giulio osserva, rielabora gli scampoli di vita che gli capitano a tiro, intercetta parole e reinventa l’esistenza a modo suo: uno modo che è scherzoso e scanzonato. Attraverso il suo sguardo e i suoi pensieri, si ricostruisce il quadro strampalato dei suoi familiari.

La vicenda è ambientata negli anni 60: i bambini come Giulio venivano definiti infelici, le famiglie si vergognavano di loro e li tenevano nascosti. Così, e questa è storia vera, erano i medici stessi a girare per i paesi alla ricerca dei piccoli pazienti invisibili, per prendersene cura e restituire loro la dignità di persona. Tra questi, Adriano Milani, fratello di don Lorenzo, tra i primi in Italia a battersi perché la sanità si prendesse cura di questi piccoli pazienti. Dopo lunghe battaglie, riuscì ad aprire un centro a Firenze, dove accogliere questi bambini.

Tra gli allievi di Adriano Milani c’era anche il padre di Michele Cecchini.

Una fiaba senza fiabesco, dal tono mai patetico e a tratti scanzonato. L’esistenza raccontata da un bambino che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla felicità e si lascia “amare dalla vita come viene viene“.

L’autore

Nato a Lucca il 28 settembre del 1972. Laureato in Lettere all’Università di Pisa con una tesi su Leopardi e la luna. Insegna materie letterarie in una scuola superiore di Livorno, dove risiede. Tra le sue pubblicazioni: “Dall’aprile a shantih” (2010), “Per il bene che ti voglio” (Erasmo, 2015) e “Il cielo per ultimo” (Bollati Boringhieri, 2019).

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