Curiosità dal cinema: “Alla ricerca di Nemo”

Vinse l’Oscar come migliore pellicola d’animazione

"Alla ricerca di Nemo": Dory e Marlin
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Pubblicato ore 07:00

  • di Gianluca Donati

Vogliamo parlarvi di alcune curiosità relative a uno dei massimi capolavori di film d’animazione. Personalmente sono un cultore dei classici come “Biancaneve e i sette nani” o “Pinocchio”, ma “Alla ricerca di Nemo” è uno dei rari casi, dove si è, a mio giudizio, eguagliato la qualità del passato. Il film Disney Pixar non è, come noto, realizzato con tecniche tradizionali, bensì, con la computer graphics. L’anno di distribuzione fu il 2003 e non a caso vinse l’Oscar come migliore pellicola d’animazione. Il film ebbe un grande successo ed è diventato subito un classico moderno, al punto da indurre a realizzare un sequel dal titolo “Alla ricerca di Dory” del 2016.

Il film oltre ad essere straordinario sul piano tecnico-formale (disegni bellissimi, colori sfavillanti, animazione perfetta), poggia su una solida trama che ha il merito di essere intrisa di profondo contenuto. Il piccolo protagonista Nemo (un pesce pagliaccio), ha una “pinna atrofica”, ossia, meno sviluppata dell’altra, il che gli rende difficile nuotare come gli altri, ma ciò non impedirà a Nemo di superare questo problema. Il messaggio è evidente: Nemo è un “diverso” ma riesce comunque a crescere e a compiere grandi imprese. Il tema del film è quindi quello della “disabilità”.

Il regista del film è Andrew Stanton è ha rivelato che il film è in parte autobiografico, ispirandosi alla sua personale esperienza di padre. L’iperprotettività di Marlin nei confronti di Nemo è simile a quella che Andrew aveva nei confronti di suo figlio. Quando realizzò che quest’atteggiamento sarebbe stato controproducente per il bambino, decise di inserire questo tema nel film.

L’attrice Megan Mullally (la Karen Walker di “Will & Grace”), era stata scelta per doppiare uno dei personaggi. I produttori però si resero conto che la sua vera voce era profondamente diversa da quella del personaggio di Karen, per cui le chiesero di riprodurre lo stesso tono squillante. L’attrice si rifiutò e fu per questo licenziata.

Il nome del piccolo protagonista, Nemo, in latino significa “nessuno”, ma è anche un omaggio a uno dei più famosi eroi dei romanzi d’avventura, ovviamente, il Capitano Nemo di “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne, dal quale romanzo, sempre la Disney ne produsse nel 1954 una stupenda trasposizione cinematografica diretta da Richard Fleischer.

C’è un aspetto molto curioso nel film che vale la pena approfondire. In realtà la pellicola contiene un errore zoologico. Il personaggio di Marlin (padre del piccolo Nemo), sarebbe dovuta essere femmina. Infatti, i pesci pagliaccio sono in realtà ermafroditi. Quando muore un pesce pagliaccio femmina (come accade all’inizio del film), il maschio cambia genere per compensare la sua perdita e si accoppia con un altro maschio. Per questa ragione, nella realtà, Marlin, dopo la morte della compagna, sarebbe dovuto diventare femmina. Probabilmente però era uno sviluppo narrativo un po’ troppo audace per la Disney.

Nel film è contenuta una gustosa citazione cinefila, il personaggio del grande squalo bianco si chiama Bruce (Bruto in italiano), un nome che rimanda a “Lo squalo” del 1975 di Steven Spielberg, infatti, “Bruce” era il soprannome dato ai modellini di pescecani usato nella pellicola, ispirato all’avvocato di Spielberg, Bruce M. Rame.

Vi ricordate la scena delle tartarughe nel film? Vi siete mai chiesti dove sono dirette? Nella storia quest’aneddoto non è spiegato, tuttavia lo si può dedurre dai gusci delle tartarughe come Guizzo che riportano dei motivi floreali che rimandano alle camice hawaiane.

Il personaggio di Nemo del film del 2003, appare in “Monsters & Co” del 2001, sotto forma di peluche nella stanza di Boo.

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