Covid-19. Appello dei medici dell’AUSL di Parma: “Chiudere tutte le fabbriche almeno per due settimane”

Le misure di prevenzione devono essere ancora più "stringenti’’

ausl parma chiede chiusura di fabbriche italiane
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay
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Pubblicato ore 16:00

Di seguito pubblichiamo una lettera che ci è stata inviata da Mauro Olivieri, infermiere da 35 anni presso l’AUSL di Parma (una delle zone d’Italia tra le più colpite dal Coronavirus) e da un gruppo di operatori sanitari della medesima Usl che chiedono di chiudere tutte le fabbriche e gli stabilimenti italiani per almeno due settimane per eseguire un’adeguata opera di sanificazione di tutti i comparti.

“Nelle terapie intensive si sono attraversate tante fasi critiche – scrive Mauro – come quelle della SARS ne 2003 e dell’A/H1/N1 del 2009, ma non abbiamo mai vissuto un periodo così drammatico, come quello determinato dall’ultima infezione da COVID-19. È assolutamente la prima volta che ci troviamo di fronte ad un virus così tenace e che colpisce, contrariamente alla convinzione più diffusa, persone di tutte le età che necessitano di assistenza respiratoria con l’ausilio di respiratori. Per questo motivo, come operatori sanitari, abbiamo deciso di inviare questo appello”:

“L’epidemia in corso di “coronavirus’’ che sta imperversando soprattutto sulle regioni del nord Italia, dove sta mettendo letteralmente in ginocchio il sistema sanitario regionale di vaste aree, sfortunatamente colpirà presto anche le regioni a sud dell’Appennino, come i contagi in aumento fra Toscana e nord Marche stanno dimostrando.

Il rispetto delle regole imposte dal decreto ministeriale, quali il mantenimento della distanza di sicurezza, e di limitare al minimo i contatti e gli assembramenti di persone, risulta particolarmente difficoltosa nei luoghi di lavoro, pur usando i dispositivi di protezione individuale messi a disposizione, spesso, purtroppo, di qualità dubbia e/o non idonea, come purtroppo capita persino nelle stesse strutture ospedaliere. Anche gli spostamenti per
recarsi nei suddetti luoghi di lavoro, nei parcheggi, etc… si creano inevitabilmente occasioni di contatto, che andrebbero evitate.

I lavoratori specialistici degli ospedali, dai medici, agli infermieri, agli operatori socio sanitari, impegnati 24 ore su 24, e con turni massacranti, principalmente nelle sale di rianimazione e terapie intensive, ma a cascata su tutti i reparti di sub intensiva o di degenza, che ormai ricoverano in prevalenza malati covid-19, a discapito di persone affette da altre patologie, ritengono che le misure di prevenzione debbano essere ancora più “stringenti’’,
affinché non si arrivi ad un collasso totale del sistema sanitario nazionale a cominciare dai piccoli ospedali di provincia (con scarsa capienza posti letto…) sino a quelli più grandi. E l’unico modo è rimanere a casa.

L’appello che, come operatori sanitari, lanciamo ai responsabili delle fabbriche e degli stabilimenti che, secondo decreto, potrebbero rimanere aperte, è quello invece di chiudere ugualmente per almeno due settimane e di eseguire adeguata opera di sanificazione di tutti i comparti, per la sicurezza dei tutti i lavoratori, e per aiutare gli operatori sanitari nella lotta quotidiana contro questa terribile epidemia, per la quale è necessario un comportamento assolitamenteo responsabile di ogni persona a tutti i livelli lavorativi”.

Qui è disponibile il documento con le firme degli operatori sanitari.

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1 Comment

  1. Sarebbe opportuno chiudere le fabbriche per avere meno contatti e uscire presto da questa situazione che sta portando al collasso la sanità italiana

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