Venezia: attesa per Tilda Swinton, Willem Dafoe e “Il signore delle formiche”, quarto film italiano in concorso

Ieri bagno di folla per Harry Styles e il cast di "Don't worry darling"

Elio Germano nel cast di "Il signore delle formiche"
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti

VENEZIA – Al ritmo di “Harry! Harry” ieri, 5 settembre, la folla ha acclamato il cantante e attore Harry Styles insieme a tutto il cast del film “Don’t worry darling“, tra cui la regista e compagna Olivia Wilde. Un pubblico entusiasta ha atteso l’ex cantante degli One Direction tra i più attesi a Venezia. Ieri al Lido è arrivato anche l’attore Colin Farrell tra i protagonisti di “The Banshees of Inisherin”.

Harry Styles

Oggi, presentazione del quarto film italiano in concorso dopo “Bones and all”, “Monica” e “L’immensità”, è la volta di “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio. Pellicola che ha suscitato molta curiosità e che giornalisti e pubblico attendono di vedere. Con: Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese, Sara Serraiocco, tutti attesi al Lido.

Uno spaccato della provincia italiana nei cruciali anni Sessanta, quando il benessere economico non andò di pari passo con l’intelligenza delle cose, con l’apertura dei sentimenti. La famiglia come luogo chiuso, dove i contrasti tra le generazioni restano accesi e conflittuali. Un film sulla violenza e l’ottusità della discriminazione. L’amore sottomesso al conformismo e alla malafede.

Luigi Lo Cascio in “Il Signore delle formiche”. Credits: Claudio Iannone

Trama. Alla fine degli anni Sessanta si celebrò a Roma un processo che fece scalpore. Il drammaturgo e poeta Aldo Braibanti fu condannano a nove anni di reclusione con l’accusa di plagio, cioè di aver sottomesso alla sua volontà, in senso fisico e psicologico, un suo studente e amico da poco maggiorenne. Il ragazzo, per volere della famiglia, venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico e sottoposto a una serie di devastanti elettroshock, perché ‘guarisse’ da quell’influsso ‘diabolico’. Alcuni anni dopo, il reato di plagio venne cancellato dal codice penale: un reato che in realtà fino ad allora era servito per mettere sotto accusa i ‘diversi’ di ogni genere, i fuorilegge della norma.
Prendendo spunto da fatti realmente accaduti, il film racconta una storia a più voci, in cui, accanto all’imputato, prendono corpo i familiari e gli amici, gli accusatori e i sostenitori, e un’opinione pubblica per lo più distratta o indifferente. Solo un giornalista s’impegna a ricostruire la verità, affrontando sospetti e censure.

Al Lido sono attese anche due star internazionali di altissimo calibro: l’attrice Premio Oscar Tilda Swinton (“Le cronache di Narnia”, “Doctor Strange”, “Suspiria” e “Avengers: Endgamee”) e Willem Dafoe. Tilda Swinton è protagonista del film in concorso “The Eternal Daughter” regia di Joanna Hogg con anche Joseph Mydell e Carly-Sophia Davies.

Trama. “The Eternal Daughter” racconta di un’artista che torna nell’antica dimora di famiglia, trasformata in un hotel ma carica di un misterioso passato, qui la donna e la madre anziana affrontano segreti rimasti a lungo sepolti.

Tilda Swinton. RZ6A1610.JPG

Willem Dafoe (“Spiderman”, tra gli altri) è nel cast di “Dead for a Dollar” di Walter Hill con Christoph Waltz, Rachel Brosnahan, Warren Burke e Benjamin Bratt.

Willem Dafoe

Trama. Siamo nel 1897. Dead for a Dollar segue il famoso cacciatore di taglie Max Borlund fin nelle profondità del Messico; qui si imbatte in Joe Cribbens – giocatore d’azzardo professionista e fuorilegge e suo nemico giurato – che Max aveva spedito in prigione alcuni anni prima. Borlund è in missione: deve ritrovare e portare a casa Rachel Kidd, moglie di un ricco uomo d’affari di Santa Fe, rapita e presa in ostaggio. Quando scopre che la donna è in realtà scappata da un marito violento, Max deve fare una scelta: portare a termine la missione disonesta per cui è stato ingaggiato, o farsi da parte mentre spietati fuorilegge mercenari e il rivale di lunga data si fanno sempre più vicini… Max e il suo aiutante Alonzo Poe non hanno nulla da guadagnare se resistono: nulla, a parte l’onore.

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