A Venezia arriva il regista livornese Paolo Virzì per presentare “Siccità”

Con Silvio Orlando, Claudia Pandolfi, Max Tortora e Valerio Mastandrea

notti magiche
Il regista Paolo Virzì
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti

VENEZIA – Nel nono giorno della 79esima Mostra del Cinema di Venezia arriva al Lido un pezzo di Livorno molto importante: il regista Paolo Virzì con il suo film fuori concorso “Siccità“. Il film è stato girato durante il primo lockdown a Roma.

La pellicola vede un cast davvero stellare composto da Claudia Pandolfi, Silvio Orlando, Monica Bellucci, Valerio Mastandrea, Max Tortora, Elena Lietti, Tommaso Ragno, Vinicio Marchioni, Diego Ribon, Emanuela Fanelli, Gabriel Montesi, Sara Serraiocco.

Silvio Orlando. Credits: Greta De Lazzaris

A Venezia sono attesi sul red carpet Paolo Virzì, Claudia Pandolfi, Silvio Orlando, Valerio Mastandrea, Diego Ribon, Emanuela Fanelli, Max Tortora e il produttore Mario Gianani.

Trama. A Roma non piove da tre anni e la mancanza d’acqua stravolge regole e abitudini. Nella città che muore di sete e di divieti si muove un coro di personaggi, giovani e vecchi, emarginati e di successo, vittime e approfittatori. Le loro esistenze sono legate in un unico disegno, mentre ognuno cerca la propria redenzione.

“Nel momento in cui le strade delle nostre città erano deserte – commenta Paolo Virzì – ed eravamo chiusi ciascuno a casa propria, connessi l’uno all’altro solo attraverso degli schermi, ci è venuto naturale guardare avanti, interrogandoci su quello che sarebbe stata la nostra vita dopo. Abbiamo iniziato a fantasticare su un film ambientato tra qualche anno, in un futuro non così distante dal presente. Immaginando alcuni racconti da far procedere ciascuno autonomamente, secondo la tecnica del film corale, che man mano scopriamo esser legati l’uno all’altro in un intreccio più grande. Una galleria di personaggi ugualmente innocenti e colpevoli, un’umanità spaventata, affannata, afflitta dall’aridità delle relazioni, malata di vanità, mitomania, rabbia, che attraversa una città dal passato glorioso come Roma, che si sta sgretolando e “muore di sete e di sonno””.

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