Nancy Brilli: “A cosa servono gli uomini è una commedia brillante sul tema dell’accettazione”

Scritta da Jaja Fiastri e diretta da Lina Wertmüller

Nancy Brilli
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – “A cosa servono gli uomini? A collaborare, la stessa cosa a cui servono le donne, senza collaborazione, non funziona”, partiamo dal finale della nostra intervista a Nancy Brilli per presentare lo spettacolo in scena domani, 7 febbraio, al Teatro Goldoni (ore 21).

L’attrice romana è la protagonista principale di “A che servono gli uomini“, commedia scritta da Jaja Fiastri (storica collaboratrice di “Garinei e Giovannini” con cui firmò, tra gli altri, “Aggiungi un posto a tavola”) per la regia di Lina Wertmüller. Insieme a lei sul palco Daniele Antonini, Nicola D’Ortona, Giulia Gallone, Igi Meggiorin e Fioretta Mari. In attesa di vederla sul palco, l’abbiamo intervistata proprio sullo spettacolo.

Lei interpreta Teodolinda, Teo per gli amici, può raccontarci il suo personaggio?

Teo è una donna che ha deciso di vivere da sola, è molto delusa dagli uomini, ha avuto diverse storie ma si è stancata, pensa che siano dei bugiardi di cui è bene non fidarsi per questo ha deciso di vivere da sola, è contenta del suo lavoro, fa la disegnatrice di graphic novel e l’unica cosa che le manca in questa sua decisione di “singletudine” è un figlio. Scopre che il suo vicino di casa lavora in un laboratorio di fecondazione artificiale e in una maniera un po’ rocambolesca ruba una provetta e rimane incinta. Da quel momento le viene una voglia pazzesca di scoprire chi è il padre del figlio. Pare che lei ha idealizzato, invece scoprirà che è una persona normalissima, anzi è un uomo piuttosto rozzo, non una persona gentile e raffinata, bensì un mammone, egocentrico, donnaiolo e da qui poi si snoda tutta la storia fino a un inaspettato colpo di scena finale.

Presupposti per uno spettacolo molto divertente

È una commedia brillante e comica, si ride molto, ci sono alcuni personaggi scritti in maniera davvero divertente, tutto unito alla musica (i testi sono di Giorgio Gaber, n. d. r.) e agli elementi coreografici. C‘è molto da vedere e il pubblico si diverte.

Il tutto però si lega a temi di grande attualità

Sì, come la diversità, l’accettazione dell’altro e della famiglia. Nella maggior parte dei casi, siamo andati oltre la famiglia allargata, non si parla più di figli di primo, secondo letto, stesso padre altra madre ecc… perché l’affetto si trova dove c’è.

Lina Wertmüller e Jaja Fiastri, due personaggi molto importanti per questo spettacolo

Con Lina abbiamo lavorato insieme soprattutto all’inizio, poi io e Valerio Ruiz siamo stati il suo braccio, lei la mente e abbiamo messo in scena con tutta la Compagnia le idee che avevamo. Jaja è stata per me come una madrina, con lei ho fatto la mia prima commedia teatrale “Se il tempo fosse un gambero” e da quel momento siamo rimaste sempre amiche. Per molti anni mi ha chiesto di interpretare questo ruolo e lo ha fatto anche poco prima di morire, alla fine è stata accontentata.

C’è stato bisogno di qualche cambiamento nel testo?

Abbiamo fatto un nuovo adattamento perché la commedia è dell’88 e si parlava della SIP, immaginate quanto eravamo lontani, non c’erano riferimenti ai computer per esempio, per cui abbiamo dovuto fare degli ammodernamenti e poi anche un adattamento del linguaggio.

Biglietti: posto unico numerato intero euro 28, ridotto euro 26, giovani under 25 euro 16.
La biglietteria del Goldoni è aperta il martedì e giovedì ore 10-13 e il mercoledì, venerdì, sabato ore 16.30-19.30. Telefono: 0586204290.

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