Riccardo Lettieri, il fotografo che fa venire l’acquolina in bocca

Livornese, ma oramai da molto tempo vive a Milano

Riccardo Lettieri
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Pubblicato ore 12:00

  • di Sandra Mazzinghi

Nella nostra chiacchierata mi racconta che hanno parlato di lui come del fotografo che fa le luci croccanti: Riccardo Lettieri, livornese, ma oramai da molto tempo a Milano, è colui che dal 1997 con i suoi scatti rende meravigliosa “La Cucina Italiana”, mensile di gastronomia e cultura alimentare fondata a Milano nel lontano 1929.

Il tuo inizio?

Cuoca Joëlle Néderlants. Styling Beatrice Prada.

La fotografia era un hobby abbastanza importante fin dai tempi delle scuole medie, mio papà ha sempre fatto foto per divertimento e ha sempre avuto macchine fotografiche. Con i compagni di classe, al liceo scientifico ho cominciato a interessarmi un po’ di più alla fotografia ed ho fatto piccoli corsi per le basi tecniche e a studiarmi la fotografia per conto mio leggendo libri. Mi ero iscritto alla Facoltà di Fisica perché mi interessava l’ottica e tutto ciò che riguardava la luce. Ma non mi sono mai laureato.

E poi?

Contemporaneamente con un mio amico carissimo, di Livorno, Capras (l’artista Stefano Caprina, n.d.r.), ho cominciato a fare un po’ di lavori. In quel periodo ho lavorato un po’ per il Tirreno, un po’ per la Nazione, facevo reportage e anche still life (tecnica fotografica che consiste nel disporre oggetti inanimati su superfici o sfondi creando luci e giochi di forme, n.d.r.).

E poi sei andato a Milano…

Esatto, c’era un mio zio che era un art director, mi ha presentato alcuni fotografi importanti e sono andato per pochissimo tempo a fare l’assistente di un fotografo di still life molto bravo.

Che cosa hai imparato?

A usare tutte le macchine e tutti i tipi di luce.

Ma a Riccardo non piaceva fare l’assistente e così è tornato a Livorno, per vedere se c’era spazio per lavorare, ma Livorno per lui era un po’ stretta e così risale a Milano. E da lì inizia l’ascesa della sua carriera di fotografo.

Che foto facevi?

Cuoca Joëlle Néderlants. Styling Beatrice Prada

Di tutti i generi: casting per la pubblicità, per la moda, per i film. E poi ho iniziato a fare still life.

Che anni sono?

1987-89, in quel periodo ho conosciuto dei bravi direttori della fotografia e del cinema. Loro hanno incentivato ancora di più la mia passione per la luce.

E poi arriva il cibo…

Credo che sia il massimo arrivare a fotografare il cibo!

Raccontami lo scatto del primo piatto

Era per “La Cucina Italiana”, ricordo che era una foto estremamente difficile in studio, una doppia pagina con dei dolci a base di prugne, erano cinque o sei preparazioni, su un piano molto grande per dare l’appetibilità delle cose.

Io che sono golosa di dolci penso che non ci sia un inizio più bello!

Riccardo, che tipo di sinergia esiste tra il fotografo e il piatto che deve essere fotografato?

Eh, questo è molto personale, il mio approccio col piatto parte molto prima del set fotografico, io sto tantissimo tempo in cucina, mi piace vedere il cuoco che prepara: come taglia le cose, come le cuoce, e ascolto tutto ciò che mi racconta di quel piatto.

Parti quindi dalla genesi del piatto?

Assolutamente sì! E poi gli odori! In questo modo arrivi sul set che sai già molte cose di quel piatto.

Cosa rende bello il cibo?

Cuoca Joëlle Néderlants. Styling Beatrice Prada

È una domanda veramente difficile, credo che ogni piatto sia difficile da fotografare. La cosa che mi è stata insegnata dall’inizio, da mio zio art-director è rendere l’appetibilità, ti deve venir voglia di mangiarlo e ciò può dipendere da come lo fotografi: dall’alto, dal basso, dalla luce morbida…

Riccardo Lettieri infatti è un fotografo food professionista e sapientemente sa come impiegare la luce, le ombre, composizione e colori per giungere al risultato migliore: una foto che farà venire l’acquolina in bocca a chi la guarda!

Riccardo, sul set immagino che il tuo sia un lavoro velocissimo…

Certo, il cibo deve essere fotografato nel modo più veloce possibile, appena è stato preparato, perché il cibo è bello appena è fatto.

E poi? Quel cibo si mangia?

Sempre!

Il food che Lettieri fotografa è preparato a volte dalla sua compagna Joëlle Néderlants, una cuoca-pasticcera che lavora per “La Cucina Italiana”. Si sono conosciuti sul lavoro: lei prepara i piatti e lui li fotografa. Una simbiosi perfetta, all’insegna della croccantezza delle immagini.

E con i piatti scenografici immortalati da Riccardo Lettieri, non ci resta che augurare a tutti i lettori di Livornosera.it una bellissima primavera e una buona Pasqua!


Sandra Mazzinghi è una giornalista, appassionata di letteratura e arte fotografica.

Autrice di tre romanzi, le piace curiosare nella vita dei grandi personaggi.

Ha un ufficio stampa che si occupa di promuovere eventi culturali.

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