Le interviste di Sandra. Francesco Baccini e il suo omaggio a Luigi Tenco

Il cantante genovese si racconta tra musica e passioni

baccini canta tenco
Francesco Baccini. Foto: Alessandro Pagano
Share

Pubblicato ore 07:00

  • di Sandra Mazzinghi

Quando è il periodo del Festival di Sanremo, contenitore ormai di meravigliosi abiti e scenografie ipergalattiche, i nostalgici pensano ai grandi cantanti che sono passati dal palco dell’Ariston. Uno dei più grandi è senza dubbio Luigi Tenco.

C’è un cantautore italiano, partito dai locali notturni mentre al mattino lavorava al porto di Genova, che ha alle spalle una carriera di oltre trent’anni. Un musicista che non si è mai uniformato e che ha sempre rifiutato di appiattirsi al gusto di ciò che trasmettevano in radio. È Francesco Baccini, che i più ricordano per “Sotto questo sole” (cantata in coppia con Paolo Belli) e vincitrice del Festivalbar del 1990 e di cui i più giovani ignorano la meravigliosa produzione successiva, rintontiti dalle canzoni delle giovani e omologate meteore che escono soprattutto dai talent, quei cantanti che io chiamo i figli di Maria.

Foto: Alessandro Pagano

Nel 2020, durante la pandemia, Baccini decide di realizzare un film partendo dalle immagini girate da Michele Burgay durante la tournée nei teatri di “Baccini canta Tenco” (del 2011) e rimaste nel cassetto. Nel film dal titolo “Tu non hai capito niente” per la prima volta si parlerà della vita, delle opere e del pensiero di Luigi anziché della sua morte. È per questo motivo che ho cercato Francesco, non per ricordare il triste epilogo di Tenco quel lontano 27 gennaio 1968, bensì per la sua grandezza, per ciò che di bello ha fatto nella vita.

Sei d’accordo, Francesco? Si inizia a chiacchierare un po’?

“Infatti io parlo della vita di Tenco e non della morte” mi dice subito. “Luigi Tenco era un idealista che pensava di cambiare il mondo, era di quella generazione che da bambino ha vissuto la seconda guerra. Faceva parte di coloro che immaginavano l’Italia in un certo modo, quelli come lui pensavano di andare in una direzione e invece si sono trovati davanti un muro. Tenco era isolato, era più avanti di quella società. Non era facile, si è trovato da solo”.

In un certo senso Tenco ha anticipato il sessantotto?

Certo e aveva capito come sarebbe andata a finire. Tenco è anche sociale nelle canzoni, e anche ironico, ma da questo punto di vista non è conosciuto.

E tu hai fatto una grande cosa per ricordarlo in questo modo…

Sì, il mio concerto “Baccini canta Tenco” è proprio in questa direzione, per far conoscere Tenco a 360 gradi. Lui ha scritto canzoni ironiche e canzoni sociali, ma non è mai passato in quel senso. A quel tempo era un personaggio scomodo, fu censurato dalla RAI, era una sorta di Pasolini che cantava. In quegli anni personaggi del genere non morivano di vecchiaia.

Luigi Tenco non ha mai fatto un tour.. ma dove si esibivano i cantanti?

Nella balera e mi viene da ridere a pensare che Tenco abbia cantato in una balera, eppure lo ha fatto.

Oltre a Tenco, un cantautore che ami?

Enzo Jannacci. È uno dei più grandi in assoluto e tutto questo non gli è riconosciuto. Lui è un personaggio surreale, ha scritto delle canzoni di denuncia, ironiche, ma anche canzoni tristissime. È veramente un poeta. Enzo poteva dire qualsiasi cosa ed era sempre poetico anche quando sembrava che scherzasse. Era una spanna sopra a tutti”.

Genova, la tua città, è il centro della musica d’autore italiana…

Diciamo che è partita da lì, ma in realtà è partita dalla Francia. A Genova è nato un modo differente di scrivere canzoni.

Cosa ti porti dentro di quel mondo?

Tutto. Anche perché Genova è la prima parte della mia vita, ci sono nato e cresciuto. Ho avuto una formazione classica. Crescendo ho cominciato ad interessarmi ai cantautori e a qualche gruppo come PFM e il Banco del Mutuo Soccorso. Poi per scherzo ho cominciato a fare canzoni mie e lo scherzo è diventato serio.

Una strana coincidenza che mi racconta: Baccini è uscito col suo primo album all’età in cui Tenco è morto.

Della musica di oggi ci dice che: “bisogna avere la pazienza di cercare, ma è come cercare un ago in un pagliaio. Adesso purtroppo la musica è solo un sottofondo, una volta la musica era centrale ed era un argomento serio”. Gli dico che dipende anche da chi fruisce della musica, dipende dal pubblico. “Certo e il pubblico mangia tutto, si accontenta, non si fa nessun tipo di domanda, è passivo”.

Francesco, ma non c’è proprio nessuno bravo?

Foto: Alessandro Pagano

Ti dirò che tra il nuovo che mi capita di ascoltare le donne sono più originali degli uomini. Forse perché le donne rischiano!

Com’è la tua vita sociale?

È pari a uno, sono un lupo solitario. La mia vita ai tempi del Covid infatti non è cambiata molto.

Ma il “lupo solitario” non sta mai fermo: Francesco Baccini è sbarcato da circa un mese su TwitchTV e ha inanellato ben due programmi con ascolti destinati ad una costante crescita. Il primo Farmacia Musicale Notturna, prettamente musicale con tanti ospiti tra colleghi, amici, giornalisti e attori; e, il secondo, Nell’occhio del Grifone dedicato alla sua squadra del cuore, il Genoa. Questo il link al canale Twitch TV attualmente in chiaro anche sulla pagina Facebook del cantautore.

Lo saluto, augurandogli buona musica e gli dico che non vedo l’ora che esca il suo film “Tu non hai capito niente” sulla vita di Luigi Tenco. Sicuramente sarà bellissimo!


Sandra Mazzinghi è una giornalista, appassionata di letteratura e arte fotografica. Autrice di tre romanzi, le piace curiosare nella vita dei grandi personaggi. Ha un ufficio stampa che si occupa di promuovere eventi culturali.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*