Daniela Morozzi nel cast della nuova fiction di Rai1: “Interpreto Suor Donata, un ruolo molto empatico”

Da questa sera insieme a Vittoria Puccini

daniela morozzi la fuggitiva
Daniela Morozzi. Foto: Gianni Ugolini
Share

Pubblicato ore 12:00

  • di Sandra Mazzinghi

Da un piccolo ruolo si può arrivare al grande successo: lei era il sogno erotico dell’adolescente Piero Mansani, il personaggio di “Ovosodo“. Non ha iniziato in un film qualsiasi, certo, sto parlando di “Ovosodo” di Paolo Virzì, del 1997.

L’ho chiamata al telefono la vigilia di questa seconda Pasqua in lockdown, e la simpatia che ho provato è stata immediata ed è andata ben oltre di quella che provavo per lei dai tempi di “Distretto di Polizia“. Sto parlando di Daniela Morozzi, attrice fiorentina, molto amata, brillante e poliedrica. Daniela ha una vivacità che ti acchiappa subito.

daniela morozzi la fuggitiva
Foto: Gianni Ugolini

Daniela Morozzi fa parte del cast de “La fuggitiva” in onda stasera su Rai1, una fiction con regia di Carlo Carlei, che come lui stesso definisce “è un omaggio al coraggio delle donne”.

Noto che il coraggio delle donne è un tema molto attuale, l’ultimo libro di Dacia Maraini, per esempio, scritto insieme a Chiara Valentini, si intitola proprio così “Il coraggio delle donne” ed è una riflessione sulle piccole grandi azioni che le donne hanno compiuto nei secoli per determinarsi e per determinare un cambiamento culturale che le ha portate ad essere persone.

Daniela, raccontaci qualcosa della fiction…

Sarà una serie molto figa, come serie rientra nel processo di rinnovamento della Rai. È una storia impegnata con una grande regia, Carlo Carlei. È una “action” e ha una parte anche melodrammatica, come dice il regista, nel senso che c’è tutta la storia di una donna, interpretata dalla bravissima Vittoria Puccini, e del rapporto con suo figlio. Ho letto tutte le sceneggiature, bellissime. Racconta di una donna che viene accusata dell’omicidio del marito, una donna che è stata adottata in Italia e che ha avuto un’esperienza in Bosnia durante la guerra, racconta anche un dramma, dunque.

Mi sembra di capire che sarà una serie molto dinamica!

Sì, Vittoria Puccini sarà una sorta di Nikita e per questo ruolo ha studiato tantissimo e non solo si è allenata per la corsa, ma anche per le tecniche di combattimento.

Tu che ruolo hai?

Sono Suor Donata, un piccolo ruolo, ma importante nella serie. Gestisco una casa famiglia dove la protagonista è stata da piccina. Viene da me per ricostruire il suo passato, sono il suo punto di riferimento da quando era piccola. Sono quella che crede subito alla sua innocenza e mi affida la cosa più importante che ha, suo figlio.

Un bel ruolo, Daniela…

Sì, è un personaggio molto piccolo, ma importante nella vita della protagonista. Dà l’avvio alla storia perché Suor Donata accoglie la protagonista mentre sta scappando dall’accusa. Un bel ruolo… a volte può succedere che capitino ruoli un po’ più insignificanti, invece questo aveva un senso e le scene con la protagonista erano molto belle.

Sei felice di aver lavorato in questa “action”?

Sì, è stato molto piacevole e poi è stato anche un rientro in Rai, un rientro nelle fiction. È stato un po’ come riaprire una porta insieme a un grande regista come Carlei e a una grande attrice come Vittoria Puccini e anche con altri attori molto giovani come Pina Turco. E poi anche la produzione, la Leone Film che ha sempre fatto lavori di grande impegno, anche sociale.

Come ti sei preparata per il ruolo di Suor Donata?

Ho letto la parte e ho pensato che era molto “mia”, un ruolo molto empatico. Una donna molto accogliente e determinata.

Per molti anni sei stata Vittoria Guerra in “Distretto di Polizia”, parlami di quel periodo…

daniela morozzi la fuggitiva
Foto: Gianni Ugolini

Quel periodo è stato bellissimo, mi sono divertita molto, ho imparato tantissimo perché lavorare per dieci anni su un set con quei ritmi è stato impegnativo, ma è stata anche una grande palestra. “Distretto” è stata una grande famiglia, lo è ancora perché con molti colleghi ci sentiamo spesso.

Che hai fatto poi?

Sono tornata a costruire le cose che mi interessano, anche nell’ideazione. E adesso che sono tornata in TV sono più matura.

Ti ha scoperto Paolo Virzì e hai recitato nel film “Ovosodo” e poi in “Baci e abbracci”. Com’è lavorare con un grande regista come lui?

Mi chiamò per fare una cosa piccola piccola in “Ovosodo”, invece poi in “Baci e abbracci” avevo un ruolo bellissimo. Io e Paolo eravamo giovanissimi, eravamo ai primi film. Lui è uno tra i migliori registi, sono stata molto fortunata. Virzì ha la capacità di reinventare la commedia, con spessore e leggerezza. Ha raccontato la vostra Livorno come nessuno!

Un regista con cui vorresti lavorare?

Martin Scorzese, perché se si sogna si sogna in grande. Ma mi piacerebbe lavorare anche con donne registe, per esempio con Jane Campion. E poi se devo proprio sognare allora dico che farei i salti mortali per lavorare con Ken Loach.

Hai lavorato anche con Stefano Santomauro, di Livorno. Che mi dici di lui?

Daniela Morozzi e Stefano Santomauro protagonisti sulla pagina facebook di livornosera
Daniela Morozzi e Stefano Santomauro

Stefano è un bravissimo attore, ha un talento strepitoso, è un uomo di grande intelligenza. Studia molto, crea, è un attore che sa far ridere ma mai in modo banale, un uomo che non si ferma mai. Per me l’incontro con Stefano è stato molto importante, sia umanamente che professionalmente, tanto che mi ha aiutato anche nella stesura del mio ultimo monologo. È un talento che Livorno ha e che dovrebbe valorizzare ancora di più.

Le chiedo che cosa le piace di Livorno è la risposta è molto breve, due sillabe: tutto! “Se non abitassi a Firenze vorrei vivere nella vostra città. Mi piace la sua luce, l’ironia… una città bellissima, è una città che mi fa stare bene!”

Hai amici qui?

Tantissimi, ho lavorato tanto anche con Emanuele Barresi.

Daniela, tu hai un figlio di 13 anni, Filippo. Come fai a conciliare gli impegni lavorativi con il tuo ruolo di mamma?

Ho un compagno straordinario che mi aiuta sempre, mi ha sempre sostenuta. E poi Filippo sa da sempre che questo è il mio mestiere, che quando lavoro sto bene e sa che la mamma prende, va via, ma poi ritorna sempre.

Come hai affrontato il periodo Covid in relazione al tuo lavoro?

Cercando di capire come era possibile dare un senso alla nostra categoria, ho tentato e ancora non ci sono riuscita, e non ci siamo riusciti, di leggere questo tempo nel migliore dei modi, cercando di ripensare anche che collocazione può avere far questo mestiere oggi. Ho combattuto molto, e sto combattendo tuttora, non tanto per la riapertura dei teatri, ma per il silenzio colpevole sulla cultura.

E come potrebbe essere essere impiegato questo silenzio?

Nel ripensare un nuovo modo per stare insieme… A fronte di 500 morti di Covid al giorno mi chiedo il senso del racconto o dei racconti, perché noi di mestiere in fondo raccontiamo storie.

La chiacchierata purtroppo è finita. Daniela mi è rimasta nel cuore, sarà che adoro l’accento fiorentino, adoro Firenze, dove ho studiato e dove vorrei tornare quanto prima.

Daniela, in bocca al lupo, anche per il tuo prossimo importante, e segretissimo, lavoro!

A stasera, su Rai1!


Sandra Mazzinghi è una giornalista, appassionata di letteratura e arte fotografica.

Autrice di tre romanzi, le piace curiosare nella vita dei grandi personaggi.

Ha un ufficio stampa che si occupa di promuovere eventi culturali.

 

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*