Laura Paggini presenta il libro “La danza del lupo”, emozioni forti in una Livorno verace

Quando l'uomo è un predatore che pensa a soddisfare i propri bisogni

laura paggini presenta il libro La danza del lupo al centro donna l'8 marzo
L'autrice Laura Paggini
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Laura Paggini scrittrice livornese torna con un romanzo tutto nuovo “La danza del lupo” (MdS Editore) che presenterà in anteprima domani in occasione dell’8 marzo al Centro Donna (Largo Strozzi, 3) ore 16.30. Interverranno, oltre all’autrice, Giovanna Papucci, che gestisce il Centro ed è presidente dell’Associazione Ippogrifo, Silvia Belli e Sara Venturini, con le letture di Stefania Ughi. Ingresso gratuito.

laura paggini presenta il libro La danza del lupo al centro donna l'8 marzo
La copertina del libro

Laura Paggini, impiegata, un passato da conduttrice radiofonica, nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo “Una gita lunga un giorno“, e nel 2014 “Pesante come una piuma“, con cui ha realizzato un progetto educativo nelle scuole. Noi abbiamo avuto la possibilità di intervistarla per conoscere qualcosa di più su “La danza del lupo”.

Di cosa parla il libro?

Questo romanzo parla di donne, però il protagonista principale è un uomo. Come molto di frequente succede nella vita reale, le donne sono portate, forse per natura, a rendere protagonisti della propria vita gli uomini, finendo per tradire le proprie ambizioni, per arrivare addirittura a ricostruirsi un’identità che non li appartiene e per vivere in una gabbia.

L’uomo è il lupo del titolo?

Sì, esatto, è il classico predatore che utilizza le altre persone solo per soddisfare i propri bisogni che sono tutti materiali senza mai provare scrupolo e compassione, influendo poi nella vita delle persone, nelle loro scelte e costringendole addirittura a cambiare cammino e a doversi ricostruire dentro. Non è il lupo che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi anni e ad amare, un animale sociale e che vive in gruppo, è quello della tradizione popolare, “dell’attenti al lupo!”.

Quando hai iniziato a pesare a questa nuova storia?

In un periodo nel quale accoglievo le confessioni delle mie amiche che si trovavano a vivere situazioni familiari di grandi difficoltà, ascoltare i loro racconti mi ha mosso dentro emozioni molto forti che sono diventate anche mie e sentendo il bisogno di scriverle. Poi, come spesso capita, la storia si amplia, si intreccia e anche se il protagonista principale è Antonio, spero che alla fine del romanzo chi avrà il desiderio di leggerlo, possa considerare anche tutti gli altri come protagonisti, per me sono tutte persone vere.

“Una notte ti sveglia l’urgenza di scrivere. Inizi e sei travolta da eventi e personaggi”, lo hai scritto su Facebook, ti è capitato proprio così?

Sì, tutti i miei libri sono nati in questo modo: si comincia con determinati temi, eventi che mi sono accaduti o di cui ho sentito parlare che mi girano dentro, ci penso durante il giorno, ma evidentemente me li sogno pure, perché poi arriva una notte nella quale io mi sveglio e mi devo alzare e cominciare a scrivere. E man mano che scrivo i personaggi si animano e scorrono davanti a me come le scene di un film, per cui io non faccio altro che descrivere quello che vedo.

“La danza del lupo” è ambientato a Livorno?

pesante come una piuma
L’autrice livornese Laura Paggini

Sì, una Livorno molto verace, quella del libeccio, delle onde che si infrangono sugli scogli e dei tramonti dai colori intensi, passionali e l’ambiente esterno fa da scenario ad azioni che sono altrettanto a tinte forti.

Qual è il senso profondo di questo libro?

Alla base c’è la convinzione che le nostre azioni non solo dirigono la nostra vita ma influenzano le scelte degli altri e in qualche modo ci sopravvivono. Queste azioni possono anche arrivare ad annientare una persona che è costretta a ricostruirsi dopo aver fatto un viaggio nel dolore che comunque, per sua natura, chiede di essere percorso, perché solo così si può superare.

Ci sono dunque anche riferimenti al tema della violenza?

Sì, non solo verso le donne ma in generale è un tipo di violenza che colpisce tutti coloro che ci possono sembrare fragili. Molto spesso si pensa che la vittima è tale perché fragile, invece, semplicemente, non è crudele, per cui se ha la “fortuna” di incontrare una persona crudele ecco che diventa vittima.

Cosa ci puoi dire sulla copertina e sul titolo del libro?

Il titolo è particolare perché la parola danza di solito evoca qualcosa di armonico, in realtà in questo caso è la danza che fa il lupo: individua la vittima, la assale, la annienta e fugge e poi cerca un’altra vittima; l’immagine invece è una felice intuizione di Carmine (Santangelo, n.d.r.) della casa editrice.

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