Karima Ammar e il nuovo album “No filter”, un invito ad accettarsi, senza filtri

La cantante livornese è in tour in Italia

Auditorium Parco della Musica 2021, KARIMA per PDM Records. ©Fondazione Musica Per Roma /foto Musacchio, Ianniello & Pasqualini
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Pubblicato ore 12:00

  • di Valeria Cappelletti

A sei anni di distanza dall’ultimo album, Karima Ammar torna con un nuovo lavoro discografico e si presenta al suo pubblico senza filtri: “No filter” è infatti il titolo del disco uscito il 14 maggio, ma è anche una filosofia di vita abbracciata dalla cantante livornese. Voce potente, tra le pochissime capaci di ottenere risultati eccellenti nel jazz, nel soul, nel blues e perfino nel gospel, Karima si racconta in questa nostra intervista.

Come è nato l’album “No filter” e perché la scelta di questo nome?

La scelta del titolo non è stata per niente facile perché quando poi hai un manager, una casa discografica, un produttore, devi mettere d’accordo un po’ tutti perché non sei libero di fare tutto di testa tua. I titoli da dare all’album sono stati tanti e “No filter” è nato in famiglia, confrontandomi anche con il mio compagno. La scelta è legata al fatto che, nel mondo di adesso sui social è tutto filtrato, c’è Photoshop e io invece volevo qualcosa che raccontasse la verità. Tutti hanno paura della verità, ci spaventa sempre un po’, invece io vorrei portare avanti la bandiera del no filter cioè: accettiamoci per come siamo. Io poi mi ritengo una persona no filtri, nel bene e nel male non te le mando a dire, sono sincera, schietta e non ho neanche paura di mostrare le mie fragilità e le mie debolezze. Anche perché ho capito che mostrando anche questi lati si cresce e si ha molto dalla vita e dalle persone. Vorrei che questo album fosse anche un messaggio per tutte le persone, per tutte le donne ad accettarsi, tornare alle radici e accettare anche l’altro perché poi apprezzo me se arrivo a non giudicare gli altri. Questa scelta si è riversata anche nel disco che è registrato in presa diretta, è tutto completamente in analogico non c’è niente di digitale.

Hai scritto un post su Facebook in cui dici che ci hai messo tanto di te in questo album

È riferito al fatto che per la prima volta, dopo tanti anni che canto, ho avuto la possibilità di intervenire artisticamente. Nel disco infatti è stato scritto produzione artistica Aldo Mercurio e Karima Ammar. Ho avuto voce in capitolo nell’arrangiamento, durante la direzione delle registrazioni in studio e quindi sono stata parte attiva a livello musicale ed ecco perché ancora di più questo disco lo sento figlio mio.

Sei anni dall’ultimo lavoro, in questo tempo ti senti cambiata musicalmente e personalmente?

Musicalmente tantissimo perché ho fatto tante esperienze live, ho suonato con tanti musicisti diversi, ho approdato a nuovi mondi musicali e a nuove collaborazioni con Dado Moroni sempre del mondo del jazz ovviamente, Fabrizio Bosso, ho fatto Umbria Jazz, ho fatto quattro tour in Cina e quindi mi sono anche confrontata con il pubblico non italiano. Anche umanamente sono cambiata, un po’ per le gioie, un po’ per le spostate, inevitabilmente, perché vivo senza filtri, riesco a beccarmi tutte le gioie ma riesco a beccarmi anche tutte le coltellate e quindi le cicatrici ci sono, però sono parte di me.

Cosa provi quando sei in sala di registrazione?

All’inizio è stato difficile, soprattutto per il primo disco, perché ero abituata a fare live, quindi a sentire il contatto diretto del pubblico, invece mi sono trovata in una stanzina di registrazione 2 metri per 2 nella quale dovevo cercare di esprimere le stesse emozioni che provavo durante i concerti. Quindi per i dischi successivi, da Karima in poi, ho sempre cercato di registrare in presa diretta ovvero insieme ai musicisti che suonano con me come se fosse un concerto, ognuno della sua saletta perché anche se non li vedo so che ci sono.

Come avete scelto in brani da inserire nel nuovo album?

All’inizio i brani erano 25, abbiamo fatto una bella scrematura e siamo arrivati a 18 poi siamo arrivati in studio e ne avevamo 13/15. Però io non volevo fare un disco lungo perché preferisco lasciare all’ascoltatore il desiderio di ascoltare una canzone più volte, piuttosto che avere un disco molto lungo che poi magari l’ascoltatore manda avanti perché ci sono troppe canzoni. Alla fine abbiamo deciso per 11. Quando ci lavori in studio, quando provi a suonare, capisci subito se c’è un brano che gira bene o se ce n’è uno che invece fa più fatica, siamo andati molto a istinto, quello che mi piaceva, che emozionava, che raccontava un po’ la mia storia.

Qual è il brano che più ti rappresenta in questo disco

Direi Lately. C’è una orchestra sinfonica di 16 elementi per tre brani Don’t let me be lonely tonight, Feel like making love e Lately e devo dire che quando ascolto Lately mi emoziono. Io sono sempre stata una perfezionista, una super critica nel mio modo di fare, di cantare e quando ascolto un mio album non riesco mai a lasciarmi trasportare fino in fondo perché ho sempre una visione critica e invece “No filter” è il primo disco che ascolto in casa quando cucino, quando faccio pulizie e per la prima volta ascoltando Lately mi sono emozionata e non era mai successo.

Com’è stato tornare sul palco dopo il lockdown?

Una boccata di ossigeno perché veramente abbiamo vissuto un inverno in apnea perché comunque aspetti, aspetti, ti chiedi se poi apriranno o non apriranno. Lo scorso anno quando c’era già il sentore di riaprire, verso aprile-maggio si cominciavano a muovere un po’ di cose e il telefono squillava per i concerti, invece quest’anno si è mosso tutto sempre più tardi per cui c’era il terrore che non si potesse fare niente. Inoltre la maggior parte dei Festival sono pagati dai comuni, dalle regioni e se non ci sono più soldi non si lavora più.

Progetti futuri?

Allora io sì avrai in mente due o tre album, vorrei lavorare a un disco in duo, un disco di inediti, le idee ci sono, però adesso vorrei dare i più possibile suono e vita a “No filter” e poi ora come ora in fase pandemica, programmare è una cosa molto difficile. Mi sto gustando l’estate con il numero maggiore di concerti, di aperitivi al mare, di cene con gli amici, faccio il pieno di tutto il bene, di tutto il positivo che c’è.

Di seguito la tracklist dei brani di “No filter”: 1. Walk on the Wild Side (Lou Reed); 2. Feel Like Making Love (George Benson/Roberta Flack); 3. The Scientist (Coldplay); 4. Come Together (The Beatles); 5. Don’t Let Me Be Lonely
Tonight (James Taylor); 6. Love Of My Life (Queen); 7. Blackbird (The Beatles); 8. Lately (Stevie Wonder); 9. Man in The Mirror (Michael Jackson); 10. Wrapped Around Your Finger (Sting/Police); 11. Tears in Heaven (Eric Clapton).

Prossimi concerti di Karima

Questa sera, 11 agosto, Trentinara (Salerno);
12 agosto Porto Ercole (Grosseto);
18 agosto Spoltore (Pescara)
29 agosto Piacenza
29 agosto Sanremo

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