Dignità e precarietà del lavoro, al Vertigo va in scena “7 minuti”

Intervista al regista Marco Conte. Testo scritto da Stefano Massini

7 minuti
La locandina dello spettacolo
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – Sette minuti cosa sono nella vita di una persona? Sono un soffio di vento. Eppure quei setti minuti possono avere una grande importanza se si parla di lavoro. Scritto da Stefano Massini, lo spettacolo, che si chiama proprio “7 minuti“, andrà in scena al Teatro Vertigo (via del Pallone, 2) il 25 e il 26 novembre e l’1-2-3 dicembre. Atto unico, adattamento e regia di Marco Conte, questa rappresentazione narra di un gruppo di donne che lavorano in una fabbrica gestita da nuovi proprietari. I datori di lavoro, per mantenere tutti i posti, chiedono alle operaie di rinunciare a sette minuti della loro pausa pranzo. Una richiesta che inizialmente pare alle donne accettabile ma che cela sotto sotto problemi legati alla dignità personale: cosa succederà se accettano questo compromesso? A quanti altri dovranno poi sottostare? Precarietà del lavoro, diritto al lavoro, sono i temi al centro di questo spettacolo teatrale dai risvolti drammatici di cui ci ha parlato Marco Conte in un’intervista.

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Marco Conte

Come mai la scelta di questo spettacolo?
Per un duplice motivo: nella nostra Compagnia ci sono tantissime donne e ragazze, si spazia dai 19 ai 70 anni, quindi cerchiamo di valorizzarle e quando ho letto questo testo ho pensato subito che poteva fare al caso; poi mi ha colpito molto la scrittura fantastica di Stefano Massini. Inoltre è un testo di una grande attualità perché si parla di precarietà del lavoro, di cambi di gestione, di operai in consigli di fabbrica che devono votare, ci sono tutte le basi per aprire un dibattito sul lavoro.

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Un momento delle prove

“7 minuti” è stato portato in scena da Alessandro Gassman con Ottavia Piccolo e altre attrici, e ne è nato anche un film. Rispetto a questa versione, ci sono delle novità?
Ho cercato di mettermi in gioco sul testo, anche perché mi piacciono le sfide, se si va sullo scontato non si cresce e non ci si confronta. Quindi come faccio di solito, ho cercato di dare alla regia un tocco personale: in realtà questo testo sarebbe per undici donne, invece io l’ho fatto diventare per dodici. Il personaggio principale, Blanche, la portavoce del consiglio di fabbrica, ha molti dialoghi che, da un lato, sono molto accorati e passionali, dall’altro più tecnici, legati al lavoro e gli orari, perciò ho cercato di valorizzare la parte di Blanche più appassionata e accorata, togliendo tutte le parti tecniche e inventandomi la presenza di una consulente sindacale. Per cui tutte le parti più tecniche le farò dire a questo personaggio, anche per lanciare un blando messaggio ai sindacalisti di oggi che forse hanno un po’ perso quella capacità di tutelare gli interessi dei lavoratori, cercando il compromesso.

Tornando al discorso dell’attualità del tema legato al mondo del lavoro. Il fatto che si parli di donne acquista maggiore valore secondo lei?
Certo, per tutto quello che si sa sulla differenza di trattamento lavorativo tra uomini e donne e per il fatto che le donne, quando arrivano a casa hanno anche tante cose da fare e questo viene fuori nello spettacolo. Inoltre nel testo sono presenti anche straniere: polacche, turche e iraniane.

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La locandina dell’evento

Come sarà dunque lo spettacolo?
Intanto la scenografia è molto stilizzata, non abbiamo voluto fare troppa ambientazione perché il mio intento è di concentrare tutta l’attenzione dello spettatore sulle attrici. Abbiamo cercato di lavorare molto sulla naturalezza della recitazione. Non ho messo musiche ma un ticchettio di orologio in alcuni momenti, che richiama sia i sette minuti, sia il tempo che scorre, sia la tensione di dover decidere tutto in un’ora. Il testo è molto discorsivo con momenti di tensione molto alti e di silenzi, è appassionato, con un finale sconcertante.

Sul palco saliranno: Laura Persico (Blanche), Carla Ciocca (sindacalista), Bianca Santi, Silvia Peluso, Rebecca Luparini, Rubina Sarri, Malgorzata Jachna, Letizia Limitone, Elisa Puccini, Elisabetta Papallo, Irene Pantani e Lucia Tomasi. Scenografia: Patrizia Coli. Luci: Ugo Zammit e Luigi Liberti.

Orari: 25 novembre, 1 e 2 dicembre ore 21.30; 26 novembre e 3 dicembre ore 17.30.
Biglietti: 12 euro intero, ridotto 7 euro. Venerdì 1 dicembre biglietto unico al costo di 7 euro.

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