Mondo Lipu: il fiume e la sua gestione

Torrenti e corsi d'acqua sono definiti le "arterie del territorio"

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Rio Maggiore. Foto: Marco Dinetti
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Tra gli ambienti più importanti del paesaggio vi sono i fiumi, intesi in senso ampio e quindi comprendenti anche torrenti e corsi d’acqua minori. Sono stati giustamente definiti le “arterie” del territorio, perché sono fondamentali per il ciclo dell’acqua, che a sua volta è uno degli elementi principali per assicurare la vita sul nostro Pianeta Terra.

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Il fiume Po

Anche le civiltà umane si sono sviluppate grazie ai fiumi, tanto che le città più importanti in tutto il mondo sono state fondate lungo le sponde dei corsi d’acqua. Oltre ad assicurare le risorse idriche per usi civili e industriali, sono sempre stati delle vie di comunicazione per trasportare persone e merci. Nell’ambito di quelle che vengono definite le “reti ecologiche” (o infrastrutture verdi) del territorio, i fiumi rappresentano degli ecosistemi di collegamento, in quanto sono habitat “lineari” (stretti e lunghi) che permettono agli animali – ma anche alle piante, attraverso la disseminazione – di spostarsi, riprodursi e propagarsi.

Conoscere il fiume. È importante imparare a conoscere gli abitanti del fiume, scoprendo ad esempio che i pioppi, i salici, l’ontano, il frassino, ma anche diverse specie di canne e tante altre piante piccole e grandi sono le componenti di quella che viene definita vegetazione ripariale.

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Ballerina Gialla

Lungo i corsi d’acqua troviamo uccelli variopinti come il Martin pescatore, la Ballerina gialla e quella bianca, la Gallinella d’acqua e diverse specie di aironi, di cui i più comuni sono l’Airone cenerino e la Garzetta di colore bianco. Poi ovviamente ci sono pesci, anfibi quali rane e rospi, e anche innocui serpenti come la Biscia dal collare.

Tra i mammiferi, un ospite diventato frequente, anche se è stato importato dall’uomo (introducendolo dal Sud America, per quelli che anni fa erano degli allevamenti di pellicce) è la Nutria. Al contrario, la Lontra è originaria del nostro paese ed un tempo era più diffusa, mentre adesso è rara perché è molto sensibile all’inquinamento delle acque ed alle trasformazioni ambientali.

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Il fiume con le sponde artificiali. Foto: Marco Dinetti. www.lipu.it.

Gestire il fiume. Ma siamo in grado di gestire adeguatamente i fiumi, oppure li consideriamo soltanto come fogne a cielo aperto dove far confluire gli scarichi o buttare i rifiuti? Sappiamo rispettarne gli spazi di cui hanno bisogno, mantenendone l’andamento sinuoso con ampie golene e anse che raccolgono le acque in caso di piena, oppure li costringiamo entro stretti argini artificiali lungo un percorso rettilineo e rettificato? La vegetazione lungo le sponde viene protetta e valorizzata, oppure è tagliata per una distorta mentalità che ritiene che in tal modo aumenti la sicurezza idraulica?

Snodandosi sul territorio, i fiumi attraversano anche le città, e qui emergono i conflitti maggiori, perché spesso la costruzione di edifici e centri commerciali occupa gli spazi che prima erano di pertinenza del fiume. Questo consumo di suolo impermeabilizza il terreno e crea non pochi problemi quando vi sono delle precipitazioni molto abbondanti (che a loro volta sono una conseguenza dei cambiamenti climatici). Tanto che la massa di acqua non più contenuta dal fiume che è stato ridotto nella sua ampiezza straripa, provocando allagamenti e alluvioni che causano danni ingenti e purtroppo anche vittime. La nostra scheda (clicca qui) mostra le conseguenze sull’ambiente e sul nostro benessere e sicurezza che derivano da un fiume mantenuto naturale piuttosto che artificiale.

A cura di Marco Dinetti, responsabile nazionale Ecologia urbana Lipu (www.lipu.it)

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