Mondo Lipu. Falconeria: no grazie. I limiti e le problematiche

I rapaci sono simbolo di libertà e di fierezza

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Falco pellegrino. Foto: Luigi Sebastiani
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La falconeria è un’attività venatoria che utilizza i rapaci, ha origini storiche e si è sviluppata in particolare nel Medioevo, come mezzo di caccia usato dai nobili. Il falco, catturato in natura (spesso illegalmente) o riprodotto in cattività, viene sottoposto ad un addestramento basato su un subdolo “ricatto alimentare” che niente ha a che fare con un rapporto affettivo come quello che si può ad esempio sviluppare con un cane.

FALCONERIA E UCCELLI “PROBLEMATICI”. Riuscite a pensare ad una savana dove la presenza del leone fa fuggire altrove le zebre? Di sicuro il felino morirebbe di fame. Questo per comprendere che prede e predatori convivono necessariamente negli stessi territori, anche se è ovvio che quando un leopardo o un falco sono in caccia, gazzelle e colombacci cercano di nascondersi.

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Piccioni al Duomo di Firenze

La falconeria viene talvolta usata nel tentativo di gestire gli uccelli “problematici” quali piccioni, storni e gabbiani, presso aree urbane, aeroporti e aziende agricole. Chi la propone asserisce che, alla vista dei rapaci, i piccioni se ne andranno altrove, via per sempre. Ma sopra abbiamo detto che questo sarebbe un “assurdo ecologico”, confermato dal fatto che il Falco pellegrino si è insediato allo stato libero come nidificante, in molte città. E questi falchi non fanno “sconti”, perché i piccioni e gli storni li catturano veramente. Ma se andiamo sotto alla cupola del Duomo di Firenze (che è uno dei tanti siti di nidificazione del Falco pellegrino) i piccioni li troviamo, eccome. Quindi la falconeria non funziona, come confermano anche coloro che -privati o enti pubblici- ci sono cascati e l’hanno sperimentata.

A NOI PIACCIONO LIBERI. I rapaci sono il simbolo della libertà e della fierezza. Come possiamo pensare di tenere un’aquila o un falco in gabbia, incappucciato e costretto sul guanto di un falconiere, durante improbabili esibizioni? Il primo motivo per cui diciamo no alla falconeria è di tipo etico. Molto meglio prendere un binocolo e andare a fare “birdwatching” per osservare i rapaci liberi nel loro habitat, mentre volano nel cielo o effettuano incredibili picchiate.

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Deterrente Falkoon

Vi è poi da considerare la tutela della biodiversità, sancita da leggi nazionali e trattati internazionali, poiché ancora oggi le uova e gli adulti dei rapaci (che sono specie protette) vengono rubate in natura per essere destinate a commerci, anche clandestini e illegali.

Spesso capita che i rapaci dei falconieri scappino, perché come già ricordato non sviluppano alcun rapporto affettivo con il “padrone”. Considerando che negli allevamenti vengono prodotti individui ibridi tra specie diverse, questo può causare inquinamento genetico nel caso un rapace di falconeria si dovesse accoppiare con uno selvatico. In altri episodi, come accaduto recentemente in provincia di Arezzo, i rapaci dei falconieri fuggiti mostrano comportamenti anomali e possono essere aggressivi con le persone (determinando un problema di sicurezza pubblica), poiché l’allevamento in cattività ed a contatto con l’uomo può sviluppare un imprinting alterato.

LA SCHEDA. La scheda sulla falconeria si può scaricare qui.

A cura di Marco Dinetti, Responsabile nazionale Ecologia urbana Lipu

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