Mondo Lipu: ecologia urbana e uccelli in città

Per conoscere meglio l'ambiente che ci circonda

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Upupa. Foto: Luigi Sebastiani
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LIVORNO – Ecologia urbana? Sì, perché anche la città è un ecosistema. Dominato dalla presenza delle persone e degli edifici, ma pur sempre un ambiente dove si svolgono i cicli di energia e materia, e dove vivono anche molti altri esseri viventi, animali e piante.

Vogliamo scoprire e conoscere meglio l’ecosistema urbano? Per questo, la redazione insieme alla Lipu, una delle principali associazioni ambientaliste, lancia da oggi una serie di articoli corredati da schede in pdf (trovate il link in fondo alla pagina) che usciranno il secondo e il quarto lunedì di ogni mese.

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Villa Fabbricotti. Foto: Marco Dinetti

Parleremo di uccelli e altri animali che si “inurbano” nelle nostre città, di alberi e verde urbano, di rondini, pipistrelli e altre specie che abitano nei nostri palazzi (e come fare per proteggerli), della gestione delle specie “problematiche” quali il Piccione e il Gabbiano reale. E poi di come realizzare un giardino naturale attorno a casa o nel terreno della scuola, dello stile di guida da adottare per evitare gli incidenti stradali con la fauna selvatica, di come curare gli animali in difficoltà.

Insomma, un progetto ambizioso e importante, che ci permetterà di conoscere meglio l’ambiente nel quale viviamo, di utilizzare i benefici che la natura ci offre per migliorare il nostro benessere psico-fisico, e allo stesso tempo contribuiremo alla tutela della biodiversità. In queste schede la città di Livorno riceverà un’attenzione particolare, sebbene i testi faranno riferimento anche a informazioni scientifiche e dati più in generale; inoltre la Lipu le utilizzerà e divulgherà anche a livello nazionale.

GLI UCCELLI IN CITTÀ: Il nostro viaggio parte parlando degli uccelli che popolano la nostra città. Nonostante la città sia un ambiente difficile per la fauna selvatica, diverse specie si insediano nelle aree urbane. È quello che viene definito inurbamento. Gli uccelli sono facilitati perché la facoltà di volare consente di superare più agevolmente le barriere infrastrutturali costituite dai palazzi e dalle strade.
Esistono due modalità di inurbamento:
attivo – l’animale si sposta dall’ambiente di origine (bosco, zona agricola, mare) verso la città. Di solito la prima fase di avvicinamento avviene in inverno, poiché la specie è attirata dall’isola di calore (le città hanno in media una temperatura di 1-2 °C superiore rispetto agli ambienti circostanti), ma anche dalla maggiore sicurezza considerando che nelle aree urbane la caccia è vietata;
passivo – l’espansione urbanistica accerchia progressivamente gli ambienti delle periferie, e quindi alcuni animali si trovano a vivere circondati dal tessuto urbano.

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Gazza. Foto: Luigi Felcher

LOSERS & WINNERS: Non tutte le specie rispondono allo stesso modo alla irrefrenabile espansione delle città (urban sprawl). Alcuni animali le evitano decisamente, poiché le loro esigenze non sono compatibili con la vita urbana. Altre specie riescono a sopravvivere in alcune situazioni (ad esempio nei parchi più estesi), mentre altre ancora sono penalizzate dalle trasformazioni urbanistiche e dal cemento che avanza, e per questo sono in declino e possono perfino scomparire (losers). Ci sono infine le poche specie “vincenti” (winners) che si avvantaggiano dell’ambiente urbano: le più conosciute sono il Piccione di città, lo Storno, il Gabbiano reale, la Gazza e la Cornacchia grigia. In generale, l’urbanizzazione del territorio porta le comunità ornitiche a omogeneizzarsi, tanto che nei centri storici delle città europee vivono solo poche specie comuni e talvolta abbondanti.

AVIFAUNA URBANA IN NUMERI: Prendiamo come esempio la città di Livorno, la cui area urbana è vasta 39 km quadrati. La griglia cartografica utilizzata dall’Atlante ornitologico si compone di 181 unità di rilevamento di 0,25 km quadrati. Il primo Atlante urbano, svolto negli anni 1992-1993, individuò 58 specie nidificanti. Il secondo studio, effettuato negli anni 2006-2013, ha censito 74 specie nidificanti. Le specie più diffuse sono: Passera d’Italia, Storno, Gazza, Merlo, Capinera. Ventuno specie sono minacciate a livello europeo (SPEC 1-3). Il numero medio di coppie per km quadrati è di circa 346. Le zone più ricche di specie sono le colline sud-orientali (Monterotondo, Montenero) ed il Parco di Stagno (per la legenda con le spiegazioni di alcuni termini clicca qui).

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Gheppio. Foto: Luca Avanzini

SCHEDE DELLE SPECIE: IL GHEPPIO il cui nome scientifico è Falco tinnunculus è il “falchetto” più comune nelle aree urbane, sia in Italia che nel resto d’Europa. Preda lucertole, piccoli mammiferi ed uccelli, che vengono catturati sul terreno. Depone le uova nelle nicchie degli edifici o nei vecchi nidi di gazze e cornacchie. A Livorno è diffuso nel 27% del territorio e nidifica in diversi palazzi storici, in grattacieli, chiese e anche alla Fortezza Vecchia.

COME È CAMBIATA L’AVIFAUNA URBANA: Nel periodo compreso tra il 1980-1990 Piccione di città e Passera d’Italia erano presenti nel centro città; Capinera e Civetta nei parchi urbani e Beccamoschino e Saltimpalo nelle periferie. Oggi invece Piccione di città e Gabbiano reale sono presenti nel centro; Capinera e Upupa nei parchi urbani; Gazza e Storno in periferia.

Per consultare la scheda in pdf clicca qui.

Rubrica a cura di Marco Dinetti (Responsabile nazionale Ecologia urbana Lipu).

Per saperne di più: Atlante degli uccelli nidificanti a Livorno. Ecologia Urbana 25 (1) clicca qui.

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