Mondo Lipu. Alberi maturi: sostituire o mantenere? I consigli

Gli studiosi affermano che un albero può “sfidare la morte”

alberi maturi
Leccio
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Nella gestione del verde urbano, la sostituzione degli alberi maturi o senescenti è un tema attuale. Entrano in gioco diverse considerazioni, con la necessità di un approccio complessivo per compiere ogni volta la scelta più giusta. In questo quadro il giudizio degli esperti resta fondamentale, con pareri orientati al massimo rigore ed obiettività, senza condizionamenti di alcun tipo.

La sicurezza dei cittadini

alberi maturiQualsiasi struttura presente in città e nel territorio può essere pericolosa per la nostra incolumità, soprattutto durante eventi meteorologici avversi: impalcature, tralicci, pali, tegole, ed anche alberi, possono abbattersi rovinosamente su persone e cose. Il proprietario o il gestore sono responsabili e devono far si che i rischi siano ridotti al minimo (la sicurezza al 100% non esiste).

Per quanto riguarda gli alberi, non è però accettabile enfatizzare i rischi oltre le evidenze statistiche: con meno di 10 morti all’anno per caduta di alberi (da ricordare che per incidenti stradali si verificano circa 10 morti al giorno) non è razionale che si diffonda una “paura” per le piante.

Efficacia gestionale

Altri aspetti molto importanti sono le valutazioni sulle condizioni e lo stato di salute delle piante, gli interventi agronomici e quelli di messa in sicurezza (tiranti e pali di sostegno, recinzioni per escludere la presenza delle persone sotto alla chioma), tenendo presente il contesto in cui è inserito l’albero, ad esempio un viale o un parco.

Garantire i servizi ecosistemici

Come già riportato nella scheda sulla gestione del verde urbano (clicca qui), il ricercatore americano David J. Nowak ha scritto che un albero maturo rimuove gli inquinanti atmosferici da 60 a 70 volte più efficacemente rispetto ad uno giovane. Quindi occorre considerare che le sostituzioni portano ad una riduzione dei servizi ecosistemici, almeno fin tanto che le piante non avranno chiome sviluppate come quelle che sono state abbattute.

Tutela del paesaggio e della biodiversità

alberi maturiSe venisse applicata la teoria (errata) secondo cui tutti gli alberi in città vanno sostituiti regolarmente ogni poche decine di anni, nel prossimo futuro potremo dire addio agli alberi monumentali che caratterizzano il paesaggio. Perderemo le caratteristiche genetiche che fanno degli alberi vetusti vere “banche del germoplasma” così come le forme di vita ad essi legate: ad esempio, alcune specie di uccelli per vivere necessitano di alberi di almeno 40 cm di diametro.

Concludiamo con una frase dal libro “Plant revolution” di Stefano Mancuso (Giunti, Firenze): l’albero potrebbe virtualmente vivere per sempre; mentre in “Di fronte agli alberi” di Christophe Drénou (Il Verde Editoriale, Milano) si legge: il tiglio può vivere da 1 a 5 secoli, le querce da 300 a più di 2000 anni, ed anche il pioppo può superare 500 anni, tanto che gli studiosi affermano che un albero può “sfidare la morte”.

In ogni caso non vi è corrispondenza dell’età cronologica con lo sviluppo e lo stato di salute, ed è singolare che gli esemplari più vecchi si trovino in posti con condizioni ambientali molto sfavorevoli. Diversamente dagli animali, gli alberi non hanno un orologio biologico interno che definisce l’età massima raggiungibile, tanto che esistono querce di 500 anni che sono senescenti da oltre un secolo, ma continuano ad essere vive.

La scheda

La scheda sulle sostituzioni degli alberi si può scaricare qui.

A cura di Marco Dinetti, Responsabile nazionale Ecologia urbana Lipu.

© Vietata la riproduzione

1 Comment

  1. Per rispettare tutti questi buoni consigli sulla gestioen del verde ci vorrebbero assessori sensibili e uffici comunali adeguati alla bisogna ! E’ quello che manca a Livorno !

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