Lettera aperta della Lipu sull’Oasi di Via Goito

Oasi urbana di Via Goito, ultima spiaggia per la natura di Livorno

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LIVORNO – Riportiamo di seguito la lettera aperta mandata alla redazione del giornale dalla Lipu delegazione di Livorno e Settore Ecologia Urbana:

Negli ultimi anni la Lipu, assieme ad associazioni, gruppi ed enti con competenze ambientali, si è attivata per salvare dal cemento il terreno degli orti di Via Goito. A tal fine, il 9 maggio 2016, abbiamo sottoposto al Comune di Livorno la proposta di istituzione di un’oasi urbana, presentata al pubblico presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo il 31 maggio 2016 (e per i cui dettagli rimandiamo al Dossier Lipu sull’Oasi urbana di Via Goito – www.lipu.it).

Successivamente, abbiamo preso parte al tavolo tecnico organizzato dal Comune di Livorno, in cui il nostro contributo è servito a modificare il progetto redatto dalla proprietà, che nella stesura iniziale avrebbe completamente distrutto – tramite la costruzione di alcuni edifici – la parte naturalisticamente più interessante dell’area (cioè il boschetto degli Alaterni), adottando un approccio poco ecologico del terreno, previsto in acquisizione dal Comune per essere destinato a verde pubblico.

Le decisioni che l’Amministrazione Comunale ha infine assunto per via Goito incontrano solo in minima parte le istanze che abbiamo presentato e attentamente argomentato. Non è andata come desideravamo e chiedevamo, per il bene della natura. Per questa ragione, abbiamo declinato la richiesta giuntaci dai tecnici incaricati dell’opera, di collaborare formalmente alla stessa, per quanto di nostra competenza. Non ci sembrava e non ci sembra giusto, per tutto ciò che è stato e per la linea generale che è stata adottata.

Nondimeno, a Via Goito c’è ancora da salvare il salvabile, ovvero far sì che un’oasi urbana possa davvero nascere, nell’area del boschetto degli Alaterni e nelle zone circostanti. A tal fine, ci siamo resi disponibili a fornire, in modo totalmente liberale, i nostri suggerimenti tecnici perché gli interventi vengano realizzati con i giusti criteri e le migliori scelte naturalistiche, con il risultato finale che si possa mantenere almeno un relitto e una testimonianza vivente di ambienti semi-naturali in città, altrimenti del tutto scomparsi dal territorio urbano.

In molte città italiane, le aree che fino a poche decine di anni fa erano aperte e ricche di biodiversità, sono finite sotto al cemento. Livorno, purtroppo, non fa eccezione, se consideriamo cos’è accaduto a Porta a Terra, Magrignano, Banditella, Leccia, Scopaia, Nuovo Centro-Parco Levante e, proprio in queste ultime settimane, tra Viale Boccaccio e Coteto, con la perdita dell’ultimo lembo di vegetazione spontanea che resisteva (per maggiori dettagli consultare il Dossier Lipu su alluvioni e urbanistica – www.lipu.it/news-natura/notizie/16-comunicati-stampa/1109-alluvioni-e-urbanistica-il-dossier-della-lipu).

Ciò, per non parlare del cattivo trattamento cui è sottoposto il verde urbano, con abbattimenti spesso non motivati e potature drastiche, peraltro vietate dagli stessi regolamenti comunali e dalle linee guida ministeriali. È una visione della natura urbana non consona e non al passo con i tempi, che compromette la salute degli alberi e la stessa sicurezza pubblica e danneggia gli ambienti naturali lungo i corsi d’acqua, in nome di una visione distorta della sicurezza idraulica.

Anche in ragione di tutto questo, di tutta la natura che a Livorno abbiamo perduto, il terreno degli orti di Via Goito appare davvero l’ultima occasione, l’ultima spiaggia. Avremmo sperato, per quest’ultima spiaggia, un destino migliore. Ci impegneremo con serietà e le nostre conoscenze affinché il destino non sia del tutto cattivo.

 

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