“Vent’anni di Ovosodo”: serata finale tra attori ed emozioni

Il regista al pubblico : "Mi fate battere il cuore"

ovosodo sky cinema
Serata finale. Foto di gruppo

LIVORNO – “Ovosodo è il cuore misterioso di questo popolo. Il popolo di questa città che ha dato tanto a questo film e che dà il meglio quando esprime le sue personalità, i suoi talenti che sono tanti per fortuna”. Paolo Virzì sale sul palco per ringraziare il pubblico e tutti coloro che hanno reso possibile la lunga festa di “Vent’anni di Ovosodo“. La rassegna ha spento i riflettori ieri sera con la proiezione di “Ovosodo”, già trasmesso il 18, giorno dell’inaugurazione.

Ieri sera, sul palco insieme a Virzì, nel pratone della Fortezza Nuova, erano presenti anche molti personaggi che hanno recitato nel film. È un ringraziamento sincero quello espresso dal regista di “La pazza gioia”; mentre gli applausi scrosciano si lascia andare alle emozioni: “Mi fate battere il cuore – ha detto – ed è un grande regalo sapere che una cosa come un film, destinato a essere consumato nell’arco di una breve stagione, è invece qualcosa evidentemente ancora viva, questo grazie al cuore e all’anima dei tanti talenti che hanno dato vita a quest’opera”.

Ed eccoli gli attori della pellicola chiamati uno a uno da Giorgio Algranti, “il Carlo Conti del Pontino” come lo definisce in maniera scherzosa Virzì, perché ha svolto il ruolo di presentatore di tutte le serate dedicate agli incontri tra pubblico e cast: Fabio Vannozzi (Furio), Emanuele Barresi, Isabella Cecchi, Alessio Fantozzi (Ivanone), Carlo Virzì (fratello di Paolo, regista e musicista), Matteo Campus (Piero da piccolo), Maria Grazia Taddei, che nel film si occupa di far nascere la sorellina di Piero, e che esprime il suo affetto per Virzì: “A Paolo voglio un gran bene, è bravo, è gentile, ce l’ha tutte”. E poi ancora: Fabrizio Brandi, Monica Brachini, Francesco Bruni, che ha scritto il film con Virzì, Edoardo Gabbriellini (Piero), Marco Cocci (Tommaso) e Regina Orioli (Lisa). E sembra davvero di tornare a venti anni fa perché gli attori non sono cambiati quasi per niente come Edoardo Gabbriellini o Regina Orioli, molto emozionata. A ognuno di loro Ovosodo ha regalato qualcosa di speciale: l’occasione per sfondare nel cinema o semplicemente l’ebbrezza di aver recitato in un film che, nel 1997, alla Mostra del Cinema di Venezia ha vinto il Leone d’argento nella sezione Gran premio della giuria.

“Questo evento ha permesso di riaprire uno spazio chiuso da molto tempo – ha detto Toto Barbato, organizzatore della manifestazione, anche lui nel cast di Ovosodo, e anima del The Cage – dopo aver riaperto il teatrino di Villa Corridi. Il pratone della Fortezza ci piace e come si vede il Pontino da qui non si vede da nessuna parte”. Poi, insieme a Giorgio Algranti, ha ringraziato anche Ester Ligori, assistente e segretaria di Virzì, non presente alla rassegna.

“Grazie di questa bella festa – ha infine detto il regista – che cos’è questa forza misteriosa che ha permesso al film di avere una vita così lunga? Non saprei neanche dirlo. Ovosodo è la rabbia che si trasforma in ironia, è il sentimento di esclusione di un destino subalterno che si trasforma in coraggio, in forza, è la malinconia del disincanto che si trasforma in una specie di dolcezza e di forza che ti fa coraggio e che ti dà un abbraccio solidale come un vecchio amico. Grazie di cuore a tutti voi per averci voluto bene”.

Valeria Cappelletti

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