Uovo alla Pop: l’arte della provocazione secondo Pier Giorgio Curti

Da Duchamp a Salvador Dalì, passando per Marina Abramovic

Pier Giorgio Curti. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 07:00

  • di Glauco Fallani

LIVORNO – Nuovo appuntamento culturale, nel tardo pomeriggio di ieri, 13 novembre, negli accoglienti ambienti situati sugli Scali del Pontino ormai noti come la Galleria delle ragazze di Uovo alla Pop.

Valeria Aretusi, Viola Barbara, Libera Capezzone, Giulia Bernini sono ancora una volta tornate a stimolare l’ambiente culturale livornese invitando lo psicanalista e dottore nell’Arte Pier Giorgio Curti a tenere una conferenza esclusiva sull’Arte vista come fonte di provocazione.

Foto: G. Fallani

Supportato da numerose immagini e con il ricorso a citazioni tratte dalla filosofia e dalla psicoanalisi, il Dottore ha spaziato per oltre un’ora toccando argomenti tra i più profondi: “Aristotele A è non A”, “rapporto tra l’identico e l’estraneo”, “caducità della bellezza”, “canoni estetici”, “rigidità nella stilizzazione, “falsità dell’idealizzazione” e via dicendo.

Si è dunque affrontato il tema dell’Arte nella contemporaneità e di conseguenza si è presa di petto la “provocazione” che ne è l’assoluta protagonista, portando il pubblico presente, nel bel mezzo di una sala particolarmente affollata (ma sempre nel rispetto delle regole anti Covid) a riflettere e porsi una serie di domande: “la pittura e la scultura sono oggi finalmente riusciti a smarcarsi da certi schemi ideali? E se sì, grazie a quali Artisti? Domande importanti alle quali il Dottor Curti, attraverso il percorso tracciato nel dipanarsi della conferenza, ha saputo fornire una risposta articolata.

Si è quindi parlato di Cezanne e di Marcel Duchamp, quest’ultimo, grazie ai suoi ready-made, rompe con la logica aristotelica per entrare a pieno titolo nella logica che caratterizza l’Arte contemporanea. Da lì porre l’accento sui vari tipi di “provocazioni” di Ai Weiwei (provocazioni atte a mettere in discussione il Potere), Marina Abramovic (provocazioni legate a intime esperienze che mettono in discussione l’etica di uno spettatore non più solo passivo), Maurizio Cattelan (provocazioni che mettono alla berlina le grandi Istituzioni) e Salvador Dalì (provocazioni estetizzanti).

Foto: G. Fallani

Provocazioni riprese e portate avanti fino ai giorni nostri da Jeff Koons e Damien Hirst, il primo presente proprio in questi giorni sul territorio italiano con la grande mostra di Palazzo Strozzi a Firenze ed il secondo le cui opere sono state ospitate, addirittura, nella Galleria Borghese a Roma in una grande rassegna di confronto con i capolavori del passato iniziata a giugno e terminata soltanto da pochi giorni.

Le immagini sono di Glauco Fallani

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