“Una mostra che scandalizzò”, quella prima personale di Modì chiusa per oscenità

Saranno proiettate anche le immagini delle opere che nessuno vide

modigliani londra
Amedeo Modigliani, “Nudo sdraiato sul fianco sinistro” 1917 (dettaglio).
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LIVORNO – Mancano ormai pochi giorni alla chiusura della mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” e questo pomeriggio 13 febbraio, alle ore 17.30, al Cistenino di Città è previsto l’evento intitolato “Una mostra che scandalizzò” a cura di Umberto Falchini (studioso d’arte) e Maurizio Mini (giornalista).

Si tratta di un incontro che affronterà un aneddoto che coinvolse il giovane Amedeo Modigliani: siamo a Parigi, lunedì 3 dicembre 1917, è pomeriggio, al numero 50 di rue Taitbout, IX arrondissement, le persone fuori della Galleria di Berthe Weill, aspettano impazienti e curiose di vedere, per la prima volta, quei ritratti, quei colli lunghi, quei nudi, così sensuali e belli, realizzati da quel giovane pittore livornese appena trentatreenne di nome Amedeo Modigliani. Quella di Parigi è la prima mostra personale dell’artista ma fu chiusa per oscenità prima che le porte della Galleria si aprissero per volere di uno zelante commissario di Polizia.

Nell’occasione saranno proiettate e commentate le immagini delle opere di Modigliani che avrebbero dovuto far parte della mostra ma che nessuno vide. Prima della proiezione gli attori Riccardo de Francesca e Eleonora Zacchi, direttrice del centro artistico Il Grattacielo, leggeranno alcuni brani tratti dalle memorie di Berthe Weill su ciò che successe fuori della galleria tra la stessa Weill e il solerte commissario di polizia che ordinò la chiusura della mostra.

L’evento è promosso dall’associazione culturale “Franco Ferrucci” in collaborazione con Erasmo Libri e il patrocinio del Comune di Livorno.

Ingresso gratuito.

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