Tuscany Medieval Festival: la magia del medioevo ha fatto tappa a Livorno

Una tre giorni dedicata alla storia, usanze e tradizioni

Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 10:38

  • foto e articolo di Glauco Fallani

LIVORNO – Nei giorni 10, 11 e 12 maggio per i numerosissimi appassionati e curiosi che sono intervenuti in Fortezza Nuova c’è stata la possibilità di fare un vero e proprio salto nel medioevo grazie al Tuscany Medieval Festival.

Scopo della White Company a.p.s. di Livorno, organizzatrice dell’evento, è stato quello di creare un ecosistema di interessi legati soprattutto al Medioevo che risultasse attraente per diverse nicchie d’interesse. L’intenzione è stata quella di far conoscere vari aspetti della storia, delle usanze e delle tradizioni di uomini, popoli e società di quel tempo in un ambiente ricco di stimoli, divertimento, ma anche di cultura e divulgazione storica.

Tanti e variegati elementi differenti hanno fatto parte della ricca kermesse e sono stati motivo di attrazione ed interesse per i moltissimi visitatori che durante i tre giorni sono intervenuti: musica e concerti, attività per le famiglie, spettacoli dal vivo di varia natura, folklore, mercati, artigianato, food, sport, competizioni, rievocazione e divulgazione storica.

Il circuito internazionale di Buhurt (competizioni sportive di combattimenti medievali full-contact), organizzato da Magna Carta, ha presentato la Giostra di Giovanni, un torneo a cui hanno partecipato cavalieri e combattenti giunti da vari paesi europei per sfidare quelli italiani.

Molto ricco è stato il corteo con tutti i 300 figuranti del “Tuscany Medieval Festival” che sabato, dopo la benedizione dei cavalieri davanti al Duomo, ha sfilato fino alla Fortezza Nuova percorrendo via Grande.

Appassionante come sempre è risultata ormai l’immancabile giostra a cavallo, durante la quale coraggiosi cavalieri si sono sfidati in “singolar tenzone” senza esclusione di colpi.

Tra i tanti gruppi e performer musicali presenti si è distinto il gruppo folk metal italiano Furor Gallico, che, nel concerto di domenica sera, a chiusura, ha fatto ascoltare brani tratti dal suo nuovo album “Future to Come”.

Particolare interesse ha destato l’allestimento di accampamenti militari di compagnie mercenarie e di eserciti regolari del XIV e XV secolo. Tutto è stato ricostruito fedelmente, dalle cucine da campo alle armerie, dagli attendamenti agli addestramenti cercando di riprodurre al meglio la vita quotidiana degli uomini e delle donne del tempo.

Particolarmente apprezzato dal pubblico è stato il grande mercato allestito con più di 60 espositori, dove artigiani da tutta Italia hanno messo in vendita minuteria e oggettistica di vario genere caratterizzata dall’alta qualità artigianale.

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