Tra danze simili alle onde del mare e battute, i Mayor in infradito celebrano Mascagni

In scena il nuovo spettacolo diretto da Lamberto Giannini

Un momento dello spettacolo: Foto: Gabriele Giari
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Pubblicato ore 14:00

  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Una serata dedicata a Mascagni quella del 2 agosto, andata in scena proprio nel giorno della sua morte. “Mascagni e le infradito” il nuovo spettacolo della Compagnia Mayor Von Frinzius presso la Fortezza Vecchia, nel tipico stile di Lamberto Giannini, che ha scritto e diretto lo show con la collaborazione di Raffaele Casali, Gabriele Reitano, Marianna Sgherri e Silvia Angiolini.

L’apertura è sulle struggenti note della “Cavalleria Rusticana”; sul palcoscenico due ragazzi sulla sedia a rotelle. Ma com’è noto, gli spettacoli gianniniani si svolgono non solo sul palcoscenico, ma anche in mezzo al pubblico: ecco dunque ragazzi e ragazze vestiti di nero e calzanti infradito che camminano in mezzo agli spettatori, improvvisamente una delle attrici mi sfila il tappo della biro con la quale prendo appunti e che avevo calzato sul retro della penna, strappandomi un sincero sorriso (il tappo mi verrà restituito, ovviamente, dopo pochi secondi), allorché tutti salgano sul palcoscenico. Un ragazzo va al microfono e recita un monologo (i monologhi saranno tutti ben scritti e recitati in modo adeguato dagli attori).

Gli attori vestiti di nero si muovono o danzano davanti ad uno sfondo anch’esso nero, purtroppo diciamo che la scelta del nero su nero non facilita la percezione delle movenze. Lo spettacolo prosegue con la partecipazione dello stesso Giannini che al microfono precede le messe in scena, e interagisce spesso con gli attori per divertire il pubblico. Alcuni attori fingono di cantare opere mascagnane, limitandosi a mimarle. Un altro attore viene chiamato sul palco e interpreta un divertente esperto di Mascagni intervistato da un altro attore. Il finto esperto di Mascagni, risponde all’intervista con una immaginaria lingua straniera di cui ovviamente non si comprende nulla, ma che viene fintamente tradotta da un’altra attrice che impersona una traduttrice. Lo sketch diverte i presenti che ridono e applaudono. Tutti gli attori si mettono a terra è si muovono ondeggiando mentre un’attrice recita un monologo; i movimenti oscillanti degli attori richiamano l’idea dei flutti del mare di Livorno, sempre con musiche di Mascagni sullo sfondo.

La rappresentazione vuole ripercorrere gli aspetti più rilevanti di Pietro Mascagni, seguono delle messe in scena sul rapporto tra il musicista e Livorno, i suoi vizi, il fascismo, i figli, etc. Con attori che vengono invitati da Giannini a recitare delle poesie sull’amore o monologhi sulla critica sociale sulla contemporaneità.

Il pubblico sembra per lo più, apprezzare: ride e applaude. Alla fine una sorpresa. Giannini ringrazia della sua presenza una spettatrice speciale: Irene Vecchi atleta livornese, schermitrice, fresca delle Olimpiadi di Tokio dalle quali è putroppo tornata a casa senza medaglie, perché giunta quarta, ma giustamente Giannini fa notare che arrivare quarti alle Olimpiadi è già un grande risultato. Scrosciano gli applausi per l’azzurra. Finisce lo spettacolo e l’intero cast della Compagnia Mayor Von Frinzius viene ringraziato dal pubblico con battiti di mani.

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