“Telefonami un libro”, a Livorno arriva la cabina libreria

Un'iniziativa che vuole premiare la socializzazione

cabina libreria
Nino Bozzi e Giovanni Neri, autori del progetto insieme a Michela Tanfoglio
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Pubblicato ore 18:10

LIVORNO – Le cabine telefoniche ormai oggetti inutilizzati, ricordi di un passato lontano, quando ancora non avevamo i cellulari possono tornare a vivere grazie a un’idea che, dopo essere nata a New York ed essersi diffusa in molte città del mondo, arriva anche da noi: si tratta del progetto “Telefonami un libro” nato da Giovanni Neri, giornalista e scrittore, autore del giallo pulp “Capraia Akbar” e di “Diario di un cane felice”, Nino Bozzi, patron della casa editrice livornese Ctl e Michela Tanfoglio, fondatrice dell’agenzia letteraria torinese EditReal. Insieme hanno scelto una vecchia cabina del telefono, quella davanti alla Baracchina Bianca, per trasformarla in una piccola biblioteca a disposizione di tutti.

Giovanni Neri mostra i libri

“In tempo di Covid, annoiati e bloccati in casa, in tanti hanno riscoperto il piacere di gustarsi un libro – chiosa Nino Bozzi – e lo dimostra l’aumento delle vendite online, ma questa è una iniziativa che vuole premiare la socializzazione del libro, la voglia di condividerlo e di farlo conoscere agli altri perché non c’è niente di più bello che segnalare a un amico o a anche a uno sconosciuto un volume che ci è piaciuto”.

Con questo progetto, spiega Michela Tanfoglio: “Chiunque può prelevare il libro che preferisce dalla cabina rimettendolo poi al suo posto, in modo che possa essere letto anche da qualcun altro, oppure può anche tenerlo, ma sostituendolo con un altro, in modo da dare vita a un ciclo che deve autoalimentarsi”.

“Credo che il piacere che dà un libro con le sue pagine da sfogliare e da rileggere sia una cosa unica – conclude Neri – In un momento in cui le notizie volano un secondo dopo l’altro sul web, toccare, aprire e tenere fisicamente nelle proprie mani e magari conservare un libro, è una sensazione più che piacevole”.

Prendere un buon libro, recarsi alla Terrazza Mascagni o al moletto di San Jacopo e leggerlo, con l’arrivo della primavera e con quindi le belle giornate, può diventare una buona abitudine.

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