Recensione. “Terrore e miseria del terzo Reich” in scena al Teatro Enzina Conte

In replica stasera, sabato 18, e domani, domencia 19 gennaio

Foto: Teatro Vertigo
  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Ieri sera, venerdì 17, al Teatro Enzina Conte (via del Pallone, 2) è andato in scena lo spettacolo Terrore e miseria del terzo Reich”, dal genio di Brecht, una rappresentazione divisa in tre atti autoconclusivi, ciascuno cioè narrante una breve storia a sé, ma tutti ambientati nella Germania nazionalsocialista, ispirati a fatti realmente accaduti, e tutti legati dallo stesso tema: l’efficacia perniciosa dell’ideologia nazista d’insinuarsi nelle vite private degli individui, minando i rapporti interpersonali e l’unità familiare.

Musiche d’epoca della Germania anni Trenta, accompagnano l’apertura del sipario che svela un palcoscenico inizialmente all’oscuro (come oscuro fu quel periodo storico), squarciato da tre strisce rosse rettangolari verticali sullo sfondo, che evocano gli stendardi nazisti. Lentamente si accendono le luci che rivelano la scenografia essenziale dell’interno d’un appartamento, ma lasciando ben visibili tre fasce sanguigne; i vessilli nazisti simbolicamente rappresentati prorompano nell’intimità della casa e dei suoi abitanti, annullando la separazione tra pubblico e privato, esemplificando l’effetto devastante dell’ideologia e della propaganda. Gli attori recitano davanti a queste lugubri strisce in tutti e tre gli atti, cambiando solo in parte il resto della scenografia.

Il primo atto è “La croce col Gesso” che mette in scena un soldato delle SA che indossando l’uniforme, terrorizza i borghesi presenti, il secondo atto “Lo spione”, che consente al pubblico di prendere fiato attraverso una storia che riesce a strappare brevi momenti d’ironia amara su una situazione che ha del grottesco, e chiude in bellezza con “La moglie ebrea”, quasi un monologo dell’attrice protagonista del racconto, che a volte sembra rivolgersi direttamente al pubblico, come per parlare alla coscienza collettiva.

I personaggi rappresentati, sono operai, cameriere, cuoche, medici, professori, donne borghesi; tutti terrorizzati che la dittatura possa sapere o sospettare qualcosa di sconveniente su ciascuno di loro, logorando i rapporti, i sentimenti, le fiducie reciproche, spingendo i mariti contro le mogli, i figli contro i genitori, in un regime di terrore che sacrifica Dio, famiglia, e – paradossalmente – anche la patria, all’olocausto folle dell’ideologia e del potere del partito. Veramente un’opera teatrale che consiglio vivamente di vedere e rivedere.

Il pubblico, infatti, ha molto apprezzato lo spettacolo, ottimamente diretto da Rebecca Luparini, applaudendo lungamente gli attori, Francesco Carrieri, Lorenzo Luparini, Alice Cecconi, Elisa Puccini, Alberto Fonti,
Rebecca Luparini e Tiziano Ageno.

Lo spettacolo replica sabato 18 gennaio ore 21 e domenica 19 gennaio ore 17.
Informazioni e prenotazioni: 0586210120.
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 7 euro (bambini fino a 12 anni e allievi corsi Vertigo).

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*