Omaggio a Tadeusz Kantor, debutto stasera al Cisternino di Città

Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti

uno spettacolo dedicato al regista polacco kantor al cisternino di città
Gli artisti

LIVORNO – Primo dei due appuntamenti dedicati al progetto sul teatro di Tadeusz Kantor, grande regista polacco. Stasera, 31 maggio, alle ore 19.30 al Cisternino di città (Largo del Cisternino, 13) gli allievi dell’Accademia Dimitri (una delle più rinomate accademie di teatro fisico d’Europa con sede a Locarno) proporranno un evento aperto alla cittadinanza e a ingresso libero fino a esaurimento posti (massimo 100, si consiglia di recarsi con largo anticipo).

L’evento andrà in scena anche sabato 1 giugno, e la Compagnia di riserva la possibilità di fare una seconda replica la sera stessa del sabato, se il numero dei partecipanti dovesse essere elevato.

Lo spettacolo (durata 50 minuti circa) sarà un’installazione che partirà dall’esterno del Cisternino per proseguire all’interno, negli spazi dell’edificio; una performance in divenire, in via di sperimentazione con molta improvvisazione che coinvolgerà giovani provenienti da varie parti del mondo.

Sul palco: Dzhuraeva Makhina, Gu Tianyu, König Paula, Larcher Lukas, Pscolkova Marketa, Prod’hom Margot, Wagner Nora, Lunque Jimenez Antonio Ramon e Moeschler Sara.

Il progetto, curato dalla Compagnia Dimitri Canessa e organizzato in collaborazione con il Comune di Livorno, l’Accademia Teatro Dimitri e la Fondazione Teatro Goldoni, ha previsto un periodo di lavoro dal 6 al 17 maggio presso l’Accademia e dal 27 al 30 maggio al Cisternino.

Il teatro di Kantor

I personaggi kantoriani sono una sorta di clown grotteschi, gli stati emozionali normali si trasformano in estremizzazioni emotive, in angosciose, ipertrofie, maschere, ghigni. Sono materia bruta, primaria. L’articolazione verbale umana si mescola alle forme più remote e selvagge (latrati di mute di cani) e sonorità crudeli sviluppandosi in una sorta di gramelot. L’azione è sempre estremamente concreta, anche se non necessariamente realistica. L’immagine però si presenta carica di rimandi poetici, simbolici. La comunicazione avviene essenzialmente attraverso il corpo.

Negli spettacoli di Kantor tema ed elemento costantemente riconoscibile è senza dubbio quello della memoria. Egli cerca di mettere in evidenza che il nostro passato finisce col diventare una riserva dimenticata dove, a fianco dei cliché, dei ritratti di coloro che un tempo ci erano cari, si trascinano alla rinfusa fatti, oggetti, vestiti, volti. La loro morte è soltanto apparente: basta toccarli perché comincino a far vibrare la memoria e a far rima con il presente.

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