“Madama Butterfly” al Goldoni, innovativa e audace tragedia pucciniana

Sul palco un doppio cast che unirà giovani e artisti affermati

Madama Butterlfy sul palco del Teatro Goldoni
Il cast. Foto: Augusto Bizzi

LIVORNO – Madama Butterfly di Giacomo Puccini è un dramma intimista e psicologico. La sua straordinaria modernità lo rende ancora oggi uno dei capolavori della drammaturgia musicale pucciniana. L’opera, che chiude la rassegna lirica del Teatro Goldoni, andrà in scena venerdì 29 marzo, ore 20.30 e domenica 31 marzo, ore 16.30.

Madama Butterlfy sul palco del Teatro Goldoni
La presentazione. Foto: Augusto Bizzi

Ieri è stato presentato il doppio cast che unirà giovani e affermate voci pucciniane scoperte e valorizzate dal Progetto LTL Opera Studio, con artisti di grande esperienza, affidati al direttore Stefano Romani.

Un’opera innovativa e le congiure del pubblico

“Madama Butterfly” è uno dei titoli più popolari e rappresentati del catalogo teatrale del grande compositore lucchese, ma anche uno dei più moderni e problematici sia perché la prima rappresentazione dell’opera avvenuta a La Scala il 17 febbraio 1904 si rivelò un colossale fiasco per le congiure organizzate da certe fazioni del pubblico scaligero nei confronti di un musicista ormai approdato alle più alte sfere del talento e della fama, ma anche e soprattutto perché questa “tragedia giapponese” ispirata all’omonima pièce teatrale di David Belasco si rivelò opera dal taglio musicale e drammaturgico audace e innovativo, ancora più moderna e provocatoria della realistica ed espressionistica “Tosca” che aveva debuttato a Roma quattro anni prima.

Madama Butterlfy sul palco del Teatro Goldoni
Un momento delle prove. Foto: Augusto Bizzi

A Livorno “Madama Butterfly” venne rappresentata per la prima volta il 16 febbraio 1913 al Teatro Rossini (15 rappresentazioni) mentre al Teatro Goldoni il 22 dicembre 1938.

La trama

Sul palco si narra la triste vicenda di Cho Cho-san (che significa Madama Butterfly cioè farfalla in giapponese), geisha quindicenne, che va in sposa all’ufficiale di Marina Pinkerton che si unisce a lei solo per gioco e che ripudia dopo un mese per tornarsene in patria. La giovane però lo attende insieme al bambino nato dalla loro relazione. Pinkerton torna ma è accompagnato dalla sua nuova sposa ed è venuto a prendersi il figlio. Cho Cho-san capisce che il suo amore era un’illusione e l’epilogo è di quanto più drammatico si possa pensare.

Il cast

Madama Butterlfy sul palco del Teatro Goldoni
Le prove. Foto: Augusto Bizzi

Sul palco a interpretare Madama Butterfly (Cio-Cio-San) saranno la livornese Silvia Pantani e Yukiko Aragaki; a interpetare Suzuki sarannno Laura Brioli e Mana Yamakawa; Kate Pinkerton sarà la livornese Maria Salvini; F. B. Pinkerton saranno Giuseppe Raimondo e León De La Guardia; Sharpless saranno Sergio Bologna e Carmine Monaco d’Ambrosìa; Goro sarà interpretato dal livornese Didier Pieri; il Principe Yamadori sarà Alessandro Ceccarini; lo zio Bonzo sarà Piermaria Piccini; a interpretare Yakusidé sarà Andrea Marmugi; il Commissario imperiale sarà Paolo Morelli; l’ufficiale del registro sarà Francesco Segnini; la madre sarà Antonella Malanima, mentre la Zia Nicoletta Celati; la Cugina sarà Deborah Vincenti e Dolore sarà Penelope Ondina Coppola.

La regia è affidata ad Alberto Paloscia in collaborazione con Carlo Da Prato. Scene Giacomo Callari, costumi Teatro del Giglio Lucca.
Sul palco l’Orchestra Filarmonica Pucciniana, il Coro Lirico livornese diretto dal maestro Flavio Fiorini.

Biglietti e informazioni sullo spettacolo

Sono ancora disponibili biglietti per entrambe le rappresentazioni presso il Botteghino del Teatro Goldoni (tel 0586204290) aperto il martedì e giovedì 10-13 ed il mercoledì, venerdì e sabato 16.30-19.30.

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1 Comment

  1. Bravissimi. Soprattutto Goro (Pieri) e ovviamente Butterfly (la Pantani).
    Il regista ha voluto dare all’eroina pucciniana un carattere monomaniacale per riportare la storia a qualcosa di moderno, ma quello è stato un errore: la tesi romantica pucciniana è talmente perfetta da uscir fuori indenne da questo tentativo di manipolazione. Quindi: 10 agli INTERPRETI, 0 spaccato al regosta.

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