Gli attori-detenuti in “Ubu Re” al Teatro delle Commedie

L'opera scritta da Alfred Jarry è una denuncia contro la tirannide

Al Nuovo Teatro delle Commedie i detenuti attori presentano Ubu Re

LIVORNO – Il Nuovo Teatro delle Commedie presenta, sabato 3 e domenica 4 novembre alla 21.30, lo spettacolo “Ubu re” che lega l’arte scenica alla detenzione: sul palco di via Terreni infatti saliranno gli attori-detenuti del carcere di Castelfranco Emilia e di Modena insieme agli attori del Teatro dei Venti.

Inserito all’interno dello Sharing Lab Festival ideato da Pilar Ternera e NTC, “Ubu re” è tratto dall’opera dello scrittore francese Alfred Jarry vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

Ubu è un personaggio creato da Jarry nel corso della sua adolescenza. Questa figura a cui Jarry diede connotati fisici, con numerosi disegni e con cui finì per identificarsi, è il cardine della sua opera teatrale, caratterizzata da una rottura radicale con il linguaggio e le convenzioni sceniche tradizionali.

Pubblicata nel 1896 “Ubu re” si lega al concetto di uomo e potere. Padre Ubu è un uomo che cerca di raggiungere il potere politico ed economico con ogni mezzo. Spinto anche dalla moglie, Ubu riesce a sottrarre il potere al re Venceslao e a instaurare un regime crudele con il solo intento di arricchirsi. Una denuncia contro la tirannide del mondo, un testo ancora molto attuale.

Ingresso 7 euro. Biglietti acquistabili anche online.
Info e prenotazioni 05861864087 – info@nuovoteatrodellecommedie.it

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