Coinvolgente Ottavia Piccolo chiude il Deep Festival con uno spettacolo che non si può narrare

Il maltempo non ha fermato gli spettatori

Ottavia Piccolo racconta una storia vera dedicata al personaggio di Haifa costretta a fuggire dall'Iraq
Ottava Piccolo. Foto di repertorio di Alessandro Botticelli
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  • di Simone Fulciniti

LIVORNO – Non poteva esserci chiusura migliore e più coinvolgente per la seconda edizione del Deep Festival. Nonostante il tempo ‘da lupi’, un folto pubblico ha riempito la sala ‘Canaviglia’ per Withe Rabbit, Red Rabbit, un’esperimento teatrale che sta facendo, con grande riscontro, il giro del pianeta.

Per dirla in due parole, un attore (di peso) viene contattato dalla produzione e messo di fronte ad una sfida complicata: salire sul palcoscenico, aprire una busta che contiene un copione mai letto, e metterlo in scena all’istante, affrontando tutte le insidie che un’operazione come questa può chiaramente presentare. L’autore si chiama Nassim Soleimanpour, un artista iraniano, che, dopo essersi rifiutato di svolgere il servizio militare, si è visto ritirare il passaporto. Per lui la possibilità di viaggiare, vedere il mondo si è infranta su un muro di gomma; ed ha quindi pensato di affidare al suo scritto questa meravigliosa opportunità. Il lavoro, infatti, dall’anno 2011 viaggia, abbattendo qualsivoglia barriera di tempo o di spazio.

A Livorno a raccogliere il delicato testimone è stata la bravissima Ottavia Piccolo, che, dotata di una classe assoluta, ha saputo coinvolgere il pubblico in un percorso più unico che raro, del quale tuttavia, per esplicita richiesta della produzione, non possiamo svelare nessun particolare. Perché parlandone, spiegando o commentando, si romperebbe l’incantesimo, e il castello di carte cadrebbe irrimediabilmente.

Allora ci limitiamo a sottolineare quanto l’autore abbia reso luminoso il valore della parola, della scrittura, la forza delle idee. Che non si possono ingabbiare, ma arrivano sempre a destinazione grazie all’intervento di qualcuno che le intercetta e le distribuisce a coloro che hanno voglia di ascoltarle. Uno spettacolo che arricchisce, al termine del quale lo spettatore ha aggiunto un mattoncino in più al suo bagaglio personale. E soprattutto, Solimanpour, ci ricorda il valore di una parola che troppo spesso diamo per scontata: Libertà.

Ad evento concluso, Ottavia Piccolo, ha scambiato qualche battuta con gli spettatori presenti. Qui sotto il video girato in esclusiva:

 

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