A Scenari di Quartiere, uno spaccato violento degli italiani immigrati in Belgio

Lo spettacolo intitolato "Italiani cincali" si terrà ad Antignano

Mario Perrotta. Foto: Luigi Burroni

LIVORNO – A Scenari di Quartiere arriva “Italiani cincali“, il racconto dell’emigrazione italiana nelle miniere di carbone del Belgio: un’epopea popolare, fatta di uomini scambiati con sacchi di carbone, di difficoltà, ipocrisia. “Italiani cincali” è il titolo dello spettacolo a ingresso libero, che vedrà protagonista Mario Perrotta, autore ed attore che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali tra cui gli UBU (come miglior progetto artistico e organizzativo, come Miglior attore protagonista).

Perrotta è il secondo protagonista di “Scenari di Quartiere“, dopo Bobo Rondelli. Salirà sul palco questa sera, 8 settembre, alle ore 19 in piazza Castello ad Antignano (in caso di maltempo l’evento si terrà alla stessa ora al Cisternino di Città, Largo del Cisternino). “Cìncali cioè: zingari! – dice Perrotta – Così credevano di essere chiamati gli italiani emigrati in Svizzera. Tutto ciò che narro è basato su fatti realmente accaduti e su rielaborazioni personali degli stessi, che sono anch’esse fatti concreti, se è vero che ognuno di noi non è solo ciò che ha fatto ma, soprattutto, come lo ha vissuto…”.

È il postino, l’unico capace di leggere e scrivere, al quale le donne italiane affidavano le lettere da inviare ai mariti in Belgio, che racconta tutto quello che ha visto, sentito, letto e scritto. Ricostruisce uno spaccato violento e amaramente ironico di un Italia uscita dalla guerra e pronta ad affrontare il boom economico. È così che le sue
storie, così apparentemente personali, ritraggono senza ipocrisia, uno dei capitoli più amari della nostra storia repubblicana.

Alle ore 17.30, nei pressi del palco in piazza Castello, la guida turistica livornese Fabrizio Ottone accompagnerà gli interessati alla conoscenza del quartiere di Antignano. L’iniziativa (gratuita e della durata di un’ora) è organizzata dalla Fondazione Goldoni in collaborazione con l’Associazione Quartieri Uniti Livorno.

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