Storia di Livorno città del mondo, incontro allo Chalet di Ardenza

Interverranno Alfonso Maurizio Iacono ed Enrico Mannari

Uno scorcio del quartiere Pontino al tramonto
Uno scorcio del quartiere Pontino. Foto: Valeria Cappelletti
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LIVORNO – Questo pomeriggio alle ore 17.30 lo Chalet della Rotonda di Ardenza ospita la conferenza dal titolo “Ieri: Storia di Livorno nella sua autoironica Identità, da Leghorn a Città intelligente nella globalizzazione“, organizzata dal Caffè della Scienza N. Badaloni di Livorno e da La Nuova Limonaia di Pisa.

Interverranno: Alfonso Maurizio Iacono, dell’Università di Pisa, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere; Mario Cardinali, direttore di Il Vernacoliere; Enrico Mannari, docente Luiss School of Government e Claudia Pavoletti, direttore Intel sicurezza per l’Europa, Medio Oriente e Africa. Modera Paolo Nannipieri, presidente Caffè della Scienza e Università degli Studi di Firenze. Ingresso gratuito.

In “Breve storia di Livorno”, Furio Diaz scriveva nella Premessa: “Livorno ha origini medievali, è stata tra Seicento e Settecento ora il primo, ora il secondo porto per volume di traffico della riva nord del Mediterraneo e lo statuto di porto franco concesso nel 1676 da Cosimo III fu imitato da altri porti italiani ed europei. La tolleranza di cui godevano le comunità non cattoliche era nota in tutta l’Europa e suscitava l’ammirazione degli intellettuali più aperti già prima di ricevere il plauso delle Lumières. In questo clima nella seconda metà del Settecento l’editoria livornese stampò il gran libro di Beccaria, la terza edizione dell’Encyclopédie e altre opere illuministiche di avanguardia, sgradite agli indefessi difensori della tradizione. Nel 1849 Livorno fu una delle poche città italiane in cui le idee democratiche godettero di un consenso di massa e una delle pochissime che tentarono la resistenza armata contro gli austriaci…”.

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