Spettacolo di danza Orientale alla Rotonda di Ardenza

Si rifletterà sulla figura emblematica di Ipazia

LIVORNO – Domani, 25 luglio, alle ore 21 alla Rotonda di Ardenza  andrà in scena lo spettacolo di danza orientale “Ipazia: donne vestali del Mediterraneo”, ideato, diretto e coreografato da Nada Al Basha, che ha già raccolto notevole successo di pubblico presso la Fortezza Vecchia.

Si tratta di un vero e proprio excursus artistico e culturale in cui, attraverso la danza, saranno messi in luce aspetti legati alla storia e alla tradizione dei Paesi mediorientali e, più in generale, dell’area del bacino del Mediterraneo.

Già alcuni anni fa alla Festa dell’Unità si era riflettuto sulla emblematica figura di Ipazia, matematica, astronoma e filosofa di Alessandria d’Egitto, martire della libertà di pensiero; stavolta ci si affida alla maestria di Nada Al Basha, che ha concepito questo emozionante spettacolo con l’intento di far conoscere la danza orientale in tutte le sue molteplici sfaccettature, al di là di ogni pregiudizio, e di mettere al centro la donna e la figura femminile, l’autenticità, l’armonia e la bellezza del linguaggio del corpo, nonché l’innata capacità femminile di tramandare e custodire con cura il sapere e le tradizioni.

Lo spettacolo, ad ingresso libero e gratuito, vedrà la partecipazione di alcune allieve dei corsi di danza orientale di Livorno e Lucca di Nada Al Basha e vanterà la partecipazione della compagnia di danza orientale Karabà, composta dalle danzatrici: Aurora Rappelli, Ambra Tirrò, Giulia Calloni, Eva Malvolti, Claudia Cerase e Michela Bendinelli. 

La parte dei reading sarà a cura di Arianna Obinu, membro dell’ Osim (Osservatorio Studi Internazionali sul Mediterraneo) ed esperta di Diritto Islamico.

La serata, promossa dall’associazione CeSDI LIVORNO (Centro Servizi Donne Immigrate), sarà aperta dalla conferenza “Donne e Diritti”, che vedrà coinvolti tra i relatori la Presidente del CeSDI, Shahrazad Al Basha, e il Professor Ahmed Habouss, docente di Antropologia Culturale presso l’Università Orientale di Napoli.

A cura della redazione

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