Robot Fever: il Samurai nell’era dei Chogokin

moderni robot ideati dai maggiori designers di giocattoli orientali ed americani.

FIRENZE – Realizzate da Stibbert tra il 1889 e il 1890 con la collaborazione di Gaetano Bianchi e Cesare Fortini, le Sale Giapponesi riuniscono la collezione di armi e armature, oltre a molti oggetti decorativi, provenienti dal paese del Sol Levante. L’allestimento originario fu in parte modificato nei primi decenni del secolo scorso da Alfredo Lensi, il primo direttore del museo, e da allora questi ambienti non erano mai stati oggetto di un restauro.

Il Museo Stibbert quindi, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che si è fatta promotrice di questa importante opera di ripristino coinvolgendo anche altri sponsor, apre la sezione dell’armeria giapponese completamente rinnovata sia per quanto riguarda gli ambienti e le loro decorazioni che le straordinarie armature dei samurai.

Per celebrare questo importante momento, fino al 10 settembre è visitabile la mostra Robot Fever: il Samurai nell’era dei Chogokin che espone parte degli oggetti più rari e inconsueti raccolti da Stibbert per allestire la sezione giapponese del suo Museo mettendoli a confronto con i moderni robot ideati dai maggiori designers di giocattoli orientali ed americani. La mostra si configura così come un curioso viaggio nella storia di mondi lontani rivissuti sia attraverso le fantastiche storie partorite dalla fervida fantasia dagli scrittori e dei fumettisti novecenteschi, sia attraverso le opere radunate da un intelligente collezionista, quale fu Frederick Stibbert, che seppe dare forma alle appassionanti leggende legate al mondo cavalleresco europeo e a quello dei samurai giapponesi.

A cura della redazione

 

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