Ritmo veloce, incalzante, “M/T Moby Prince 3.0” ha debuttato con un nuovo allestimento

Andato in scena in Fortezza Nuova con nuova regia e nuovi interpreti

Un momento dello spettacolo. Foto: Donati
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Pubblicato ore 14:00

  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Nella serata di apertura di Effetto Venezia c’è stato spazio anche per uno spettacolo commemorativo della tragedia del Moby Prince. Infatti è il 30° anniversario (1991-2021) di quella drammatica notte in cui persero la vita 140 persone quando il traghetto Moby Prince entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno. Una storia quindi che ci riguarda come città e che dopo tre decenni rimane avvolta nel mistero, perché non si è ancora trovata una risposta definitiva sulle reali cause e sugli eventuali responsabili, e i parenti delle vittime, ancora attendono verità e giustizia.

Lo spettacolo si è svolto all’interno della Fortezza Nuova, curato da Francesco Gerardi e Marta Pettinari e interpretato da due attori, Lorenzo Satta e Alessio Zirulia, che da soli hanno tenuto in piedi lo spettacolo. Prima dello spettacolo il pubblico presente è stato invitato ad applaudire la memoria dei 140 morti. Poi ha avuto inizio “M/T Moby Prince 3.0“, e uno dei due attori, vestito di nero è entrato in scena e ha iniziato a recitare un monologo mentre l’audio emetteva un rumore di onde del mare che ci introducevano nell’atmosfera della rappresentazione. Entrato il secondo attore, il monologo è diventato una narrazione a due voci.

Alessio Zirulia e Marta Pettinari. Foto: Staff spettacolo

“M/T Moby Prince” ha debuttato a Livorno il 28 ottobre 2006 al Teatro Goldoni ed è stato rappresentato nei principali teatri italiani, tra cui il Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa, il Teatro Stabile di Torino, l’Arena del Sole di Bologna. Quindici anni dopo e in occasione del 30° Anniversario della tragedia, lo spettacolo debutta in un nuovo allestimento, con un testo radicalmente rivisto e aggiornato, una nuova regia e due nuovi interpreti, riaffermando l’attualità di una delle tante tragedie senza colpe né colpevoli accadute nel nostro Paese e purtroppo rimossa col passare del tempo dalla nostra memoria collettiva.

Lorenzo Satta. Foto: Staff spettacolo

Purtroppo lo spettacolo è stato subito guastato da scrosci di pioggia che, tuttavia, non hanno scoraggiato gli attori che imperterriti hanno continuato a seguire l’evento fino alla fine, e neppure il pubblico: chi si era portato l’ombrello, chi si è riparato con qualcosa, chi ha abbandonato la sua sedia per mettersi al riparo sotto una fronda, ma gli spettatori sono rimasti a gustarsi la recita.

La narrazione ha ricostruito gli eventi della tragedia, le indagini successive, il processo, e il mistero rimasto irrisolto, ponendo molti interrogativi, e non pochi sospetti. Mentre gli attori raccontavano, alternandosi sul palco, o a volte, in scena insieme, sullo sfondo venivano proiettate delle immagini, le foto e le riprese televisive reali dell’epoca. Le voci dei due attori si miscelavano alle registrazioni di audio vere delle richieste d’aiuto, che dalla Moby Prince venivano trasmesse verso la capitaneria di porto. Ritmo veloce, incalzante, per evocare il pàthos, della tragedia.

Al termine dello spettacolo, lunghi applausi.

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