Risate e applausi per la prima di Scenari con Paolo Rossi e Bobo Rondelli

Il cantautore livornese ha vestito i panni di Keith Richards labronico

Bobo Rondelli e Paolo Rossi. Foto: D. Fallani
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Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Parte con il botto la sesta edizione di Scenari di Quartiere, non solo per il tutto esaurito, ma soprattutto per le tante risate e per il divertimento che hanno coinvolto il pubblico travolto dalla simpatia di Paolo Rossi. Il cantante e attore di cabaret è salito sul palco di Largo Emanuele Filiberto di Savoia (parcheggio adiacente alla Sinagoga) alle 19.30 circa con “L’operaccia di pane o libertà” accompagnato da I Virtuosi del Carso. Una serata davvero divertente all’insegna del buonumore, elemento essenziale, di cui si sentiva davvero la mancanza. Una fila lunghissima si è formata man mano che si avvicinava l’ora dello spettacolo.

Prima di Paolo Rossi sono saliti sul palco Fabrizio Brandi e Marco Leone, i direttori artistici. Presente tra il pubblico anche il sindaco Luca Salvetti.

“Abbiamo dovuto cambiare la scaletta – ha esordito Rossi – perché non avevamo considerato lo sfiatatoio“, sul lato sinistro del palco infatti una parete confinava con un ristorante ed era presenta un fastidio sfiatatoio che ha creato qualche disagio prima e durante lo spettacolo. Rossi, con il suo modo divertente di raccontare storie ha poi continuato guardando il pubblico che indossava la mascherina: “Dovete prendere le gang comiche mezzo secondo prima e abbassare la mascherina così noi comici capiamo che la battuta è riuscita”. Un’ora e mezzo che ha visto il pubblico sbellicarsi letteralmente dalle risate.

Lo spettacolo è iniziato con Paolo Rossi che ha invitato i presenti seduti in platea ad alzarsi in piedi e a fare alcuni esercizi di ginnastica come alzare le braccia, sposare il busto a destra e poi a sinistra.

Mentre il comico raccontava aneddoti divertenti, dal fondo qualcuno ha urlato “Voce!” e Rossi: “Ma me lo dici adesso? Userò il diaframma che non è un anticoncezionale, ma un muscolo”.

Il punto di maggior ilarità è stato raggiunto quando ha fatto la sua comparsa sul palco Bobo Rondelli. Il cantautore livornese, fresco di nuovo album uscito l’11 giugno, aveva già cantato con Paolo Rossi in Fortezza Vecchia nel 2018 durante la prima edizione del Deep Festival insieme a Cinaski. Paolo Rossi, che indossava un eccentrico gilet oro, ha presentato Rondelli fasciato in un paio di improbabili fousox fantasia dicendo che si trattava di Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stone. Dopo aver cantato insieme, esibendosi in ammiccamenti e balli stravaganti, Rondelli ha detto: “Sono Riccardo da Coteto” e tra il pubblico giù risate.

Ci sono stati anche momenti più seri, come quelli che hanno visto Rossi cantare varie canzoni: una dedicata ai cantastorie e poi la bellissima “La maschera di Arlecchino” di GianMaria Testa.

Non poteva mancare uno sketch dedicato all’omonimo calciatore scomparso a dicembre del 2020: “Faccio vedere la mia carta d’identità al carabiniere che mi aveva fermato, la Nazionale italiana aveva vinto i mondiali da poco e c’era Paolo Rossi tra i giocatori”. Il carabiniere mi guarda ed esclama: “Ma lei è il fratello?”. “Beh, certo, li chiamano tutti Paolo in famiglia” risponde.

Dovete sapere che Paolo Rossi ha anche partecipato al Festival di Sanremo 2007 portando un inedito di Rino Gaetano: “Dopo l’esibizione – racconta Rossi – un fiorentino mi intervista”, e prova a simulare con estrema fatica, la parlata fiorentina e proprio in questa simulazione, l’aneddoto risulta davvero divertente: “Ha ricevutho una telefona’a da Rino Gaetano che s’è ‘omplimentato ‘on lei?”. Peccato che il cantante di “Gianna” fosse morto da tempo.

Domani secondo appuntamento a Villa Mimbelli con Roberto Vecchioni.

Le immagini sono state scattate da Diletta Fallani

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