Premio Ciampi. Cristiano De André: “Ricevere lo stesso premio di mio padre è un’emozione difficile da spiegare”

Ieri sera la fase finale dell'evento dedicato ai 40 del cantautore livornese

Cristiano De André riceve il premio dal sindaco Salvetti. Foto: Cecilia Foschi
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – “Mio padre ha detto di Piero Ciampi che l’unica cosa che ha sbagliato è aver detto che morto un poeta se ne fa un altro, questo non è vero, e se siamo qui stasera è proprio per dire il contrario. Ci mancano entrambi, erano tutti e due selvatici, diretti, figure importanti e di grande umanità”, così Cristiano De André ieri sera sul palco del Teatro Goldoni mentre riceveva il riconoscimento speciale del Premio Ciampi dalle mani del sindaco Luca Salvetti. “Sono salito su questo palco nel 1997 insieme a mio padre – ha continuato – che in quell’occasione venne premiato e a 23 anni di distanza tornare qui per ricevere lo stesso premio è un’emozione difficile da spiegare. È un onore, mi avete fatto un regalo meraviglioso”.

Ieri sera il Premio Ciampi ha regalato al pubblico e anche agli artisti grandi emozioni. Un’atmosfera così carica di sensazioni si respira davvero raramente, sul palco grandi nomi della musica italiana che hanno scaldato il cuore con i vari omaggi al cantautore livornese.

Reverberi e Andrea Pellegrini. Foto: Cecilia Foschi

A dare il via alla serata è stato il pianista Andrea Pellegrini insieme al poeta livornese Aldo Galeazzi che ha proposto un monologo molto critico nei confronti della società. Si tratta di un testo scritto alla fine degli anni ’70 dal poeta Aldo Piromalli e presentato al Festival Internazionale dei Poeti a Castel Porziano (Roma) dal titolo “Affanculo”. Un testo “in perfetto stile ciampiano” come lo ha definito lo scrittore Paolo Pasi, che ha condotto la serata.

Quello che aspetta il pubblico “questa sera è un viaggio in una sorta di macchina del tempo – prosegue Pasi – che va dal jazz al rock” e infatti poco dopo torna sul palco Andrea Pellegrini accompagnato da Nino Pellegrini e Michele Vannucci che propongono tre brani di Piero Ciampi composti da Gian Franco Reverberi, colui che ha scoperto Ciampi, in stile jazz: “Non chiedermi più”, “Il vento si leva” che vede l’entrata in scena di Francesco “Maestro Pellegrini” e “Più di così no” con Tommaso Novi (Gatti Mezzi) e il quasi inedito “In un albergo”. Un crescendo di sonorità che colpiscono diritto all’anima.

Si citava prima Gian Franco Reverberi, presente ieri sera in platea, e chiamato sul palco da Paolo Pasi: “Una serata bellissima – ha esordito Reverberi – con un velo di tristezza perché il Genova ha perso – ha poi scherzato –  Genova ha avuto un ruolo molto importante nella vita di Ciampi così come Livorno, e questo è commovente”.

Omar Pedrini. Foto: Cecilia Foschi

Ma è con Omar Pedrini, ex leader dei Timoria, che si tocca il primo dei punti più alti della serata. “Ciampi è per me un’ispirazione continua e una lezione di umiltà – ha detto – Piango quando ascolto molte delle sue canzoni”. Pedrini ha proposto tra brani di una bellezza indescrivibile: “La follia”, brano struggente, tratto dall’album Pane Burro e Medicine (2006), “Il sole spento” tratto dalla lettera di un detenuto che venne inviata al cantate e contenuta nell’album del 2001 inciso dai Timoria. “Il sole spento” oscilla tra la disperazione e la speranza di un futuro migliore. Infine “Non c’è più l’America” brano di Ciampi. Ad accompagnare il cantante il giovanissimo Simone Zoni.

C’è spazio anche per la poesia, dato che Piero era prima di tutto un poeta, “un poeta dell’assenza e del vino come lo definì Fernanda Pivano – ha detto Paolo Pasi – Un uomo inquieto, mai fermo, uno che scrisse “la morte mi fa ridere, la vita no”. Un poeta che ha trovato nella musica la sua forma di resistenza” e proprio ieri sera sono saliti sul palco anche i vincitori del Premio Ciampi Valigie Rosse: Haydar Ergülen per la sezione straniera con “Poesie scelte (1982-2018)” tradotto da Nicola Verderame e Giulia Rusconi “Atto unico” per la sezione italiana. I due autori hanno ricevuto la targa e letto le loro poesie.

Paolo Benvegnù. Foto: Cecilia Foschi

Si torna alla musica con l’Orchestra Multietnica di Arezzo accompagnata dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi che ha intrattenuto il pubblico parlando di alcuni aneddoti che legarono Ciampi al poeta Moravia, al vino e ha poi spiegato perché il cantautore livornese non ebbe il successo che meritava. È poi la volta della seconda grande interpretazione della serata, quella di Paolo Benvegnù, che accompagnato dall’Orchestra, ha proposto una bellissima “Fino all’ultimo minuto”, brano eseguito con grande trasporto ed emozione.

Arriva presto il momento del rock puro con i La Crus guidati da Mauro Ermanno Giovanardi. La loro esecuzione è quella di un vero concerto da stadio: primo brano è “Come ogni volta” contenuto nell’album “Dentro Me” pubblicato nel 1997, seguono “Nera signora” ancora dei La Crus e poi uno dei brani storici che il gruppo ha portato durante molti dei concerti “Il vino”.

Sono ormai le 23 passate quando sale sul palco Cristiano De André con una carica e un’energia che trasmette alla sua chitarra e al pubblico. Suona “Tu no”, “un urlo di doloro e di amore – dice – che ben mi rappresenta”, prosegue con “Notti di Genova”, un omaggio alla sua città che fu anche quella del padre Fabrizio e di Ciampi e, altro omaggio alla sua terra, con “Crêuza de mä” in lingua ligure. Altro testo molto intenso è stato “Nella mia ora di libertà”.

Il momento della premiazione. Cristiano De André. Foto: Cecilia Foschi

Brani che fanno comprendere la giusta decisione di dare a De André figlio in Premio speciale, è il momento della premiazione, alla presenza degli organizzatori del Premio e del sindaco Salvetti. “Questo è il modo migliore per celebrare Ciampi a 40 anni dalla morte- ha detto Salvetti – in questo teatro in cui le scorse settimane sono successe tante cose importanti, un segnale che sta a significare la volontà dei livornesi di rialzare la testa”.

Ultimi ma non meno importanti sono stati “I letti sfatti“, il gruppo napoletano composto da Jennà Romano e Mirco Del Gaudio hanno cantato i loro brani “La fiamma di una candela”, “Mi sono rotto il cazzo” e l’omaggio a Ciampi “Ha tutte le carte in regola”.

A chiudere di nuovo sul palco Andrea Pellegrini e Aldo Galeazzi. Una serata quella di ieri magica, che ha saputo dare emozioni forti al pubblico, peccato solo che molti abbiano lasciato il teatro nel corso della rappresentazione, senza attendere la fine.

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