Matera, la terza città tra le più antiche del mondo

Un'immutata bellezza che viene corteggiata da molti registi per film famosi

Foto di blank76 da Pixabay
  • di Patrizia Caporali

MATERA – Conclusa la kermesse del 2019 che ha visto Matera capitale della cultura europea, la città è stata restituita ai suoi abitanti e a tutti quei turisti che continuano a visitarla, semplicemente attratti dalla singolare bellezza e non perché richiamati dal prestigioso riconoscimento.

Dopo anni in cui è rimasta ai margini del panorama europeo Matera, orgogliosa testimone di 9000 intensissimi anni di storia, terza città tra le più antiche del mondo, dopo Aleppo e Gerico, oggi racconta la sua storia più bella, quella del riscatto, della rinascita.

Infatti, se nell’immaginario collettivo, per un certo periodo, la città è rimasta legata a un passato di degrado e miseria, finalmente il mondo ha saputo riconoscere che il sistema di vita tra i sassi è uno straordinario esempio di ingegneria edilizia, dove è cresciuta una comunità di grande dignità che vanta il lusso di poter vivere nel contesto unico della Città dei Sassi.

Già, ma per Sassi non devono intendersi le singole abitazioni ricavate dalla roccia, ma i due quartieri dove queste abitazioni abitate da migliaia di anni sono situate, perché in realtà i Sassi di Matera sono due, uniti da una circonvallazione che corre al limite del precipizio sulla gravina: il Sasso Barisano a nord della Civita e rivolto verso Bari da cui il nome, e il Sasso Caveoso a sud dell’acropoli cittadina, caratterizzato da abitazioni costruite l’una sopra l’altra, quasi a ricordare la cavea di un teatro.

Trattandosi di una città preistorica non potevano esserci case, ma caverne o grotte create dagli antenati materani e successivamente ingrandite, ma sempre immutate nel corso dei secoli dal susseguirsi delle generazioni, che hanno visto cambiare il materiale per gli oggetti di uso comune: dalla pietra, al legno, dal ferro all’alluminio e alla plastica, ma che sempre hanno continuato a scaldarsi allo stesso focolare.

Una testimonianza di quello che nel passato era il modello della vita sociale, della solidarietà e della collaborazione dei Sassi, sono i vicinati, costituiti da un insieme di abitazioni che affacciano su uno stesso spiazzo, spesso con il pozzo al centro dove si lavavano i panni e il forno dove si impastava il pane.

Vivere qui significava vivere in luoghi estremamente poveri, umidi e malsani, dove spesso convivevano casa e stalla in uno spazio unico e nemmeno tanto grande, diviso dagli arredi. Un solo piatto dove mangiavano tutti, la mangiatoia per l’asino di fronte al letto e, in disparte, il buco che serviva da latrina e letamaio.

Insomma, le condizioni igieniche erano così inadeguate che anche Carlo Levi arriva a denunciare nel suo libro Cristo si è fermato ad Eboli, e viene imposto a circa diciassettemila persone di abbandonare i Sassi per trasferirsi nei nuovi rioni e tornare infine ad abitarli solo a metà degli anni ’80.

Oggi le case di Matera sono una combinazione tra grotte scavate nella roccia e abitazioni costruite di fronte la grotta stessa (da cui il nome casa-grotta) con quel materiale, che non è tufo ma calcarenite, una pietra facile da lavorare, in un degradare e sovrapporsi di case e casette, solo apparentemente caotico, perché in realtà tutto risulta costruito con molti accorgimenti.

Ma l’idea che Matera sia solo Sassi non potrebbe essere più sbagliata. C’è il canyon, il fondaco con le botteghe degli artigiani, i panorami incantevoli che si possono osservare dalla Civita, c’è la cattedrale e la chiesa di San Francesco d’Assisi, ci sono le importanti chiese rupestri. Matera deve essere scoperta lentamente tra salite e discese, godendosi il cielo azzurro contrastante con il bianco della sua pietra o, in altri momenti, il fascino di un cielo tempestoso che incombe su una realtà dal fascino struggente.

Ed è proprio è per questa incredibile, immutata bellezza che spesso viene corteggiata da molti registi per film famosi come la Passione di Cristo, Viva l’Italia, la Lupa, L’uomo delle Stelle, e scelta addirittura da Pier Paolo Pasolini che nel film Il Vangelo secondo Matteo riesce a cogliere, con grande maestria, le peculiarità ambientali e sociali di uno scenario unico al mondo.

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