La fine di un amore… quando la canzone affronta temi drammatici

Tanti artisti italiani e stranieri le hanno composte e cantante

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  • di Stefano Lucarelli:

Esistono canzoni più o meno belle ispirate da fatti drammatici: la fine di un amore, la morte di qualcuno etc. Ogni andiamo a prendere in esame qualcuna di queste canzoni che all’ascolto fanno venire voglia di compiere gesti apotropaici.
Prometto che la prossima settimana andremo a trattare di canzone allegre.

1) TEARS IN HEAVEN – Eric Clapton

È una canzone che Clapton incise nel 1992 e dedicata alla memoria del figlio Conor, nato da una breve ma intensa relazione che il chitarrista ebbe con la showgirl Lory Del Santo.
Il 20 marzo del 1991 il piccolo, 4 anni appena, stava giocando nella sua cameretta in un appartamento situato al 53° piano di un grattacielo a New York. La mamma si trovava in un’altra stanza, mentre la domestica che stava pulendo casa, aveva aperto le enormi finestre. Un atto che si rivelò fatale, dato che in pochi minuti il piccolo Clapton si avvicinò alle grandi vetrate aperte, e perdendo l’equilibrio, precipitò da oltre cento metri.
Il singolo valse ad Eric Clapton, nel 1993, tre Grammy Awards: Canzone dell’anno, Registrazione dell’anno e Miglior interpretazione vocale maschile.

2) TOM TRAUBERT’S BLUES (4 SHEETS IN THE WIND IN COPENHAGEN) – Tom Waits

Bellissima e struggente canzone – evitate di ascoltarla se siete giù di morale, ndr – che fa parte dell’album “Small Change” del 1976, fu scritta da Tom Waits mentre si trovava a Londra.
Waits disse che il nome era quello dell’amico di un amico il quale era morto in prigione e che il sottotitolo della canzone (“Quattro fogli al vento a Copenaghen”) si riferiva al periodo che Waits aveva trascorso a Copenaghen, in Danimarca, dove aveva incontrato la cantante e violinista danese Mathilde Bondo, la quale aveva suonato il violino durante l’apparizione di Waits in un programma della TV danese, tant’è che nel brano è presente un riferimento alla famosa canzone folk australiana “Waltzing Matilda”. La Bondo affermò di essere orgogliosa di essere stata la musa ispiratrice di una canzone così commovente e bellissima.

3) YESTERDAY – The Beatles

Famosissima canzone scritta da Paul Mc Cartney, ma come sempre accreditata alla coppia Lennon/Mc Cartney, fu pubblicata nel 1965 all’interno dell’album “Help”. Il testo parla di un amore passato e definitivamente concluso, fatto questo che fa provare molto dolore e grandi pene allo sfortunato protagonista. Alcuni critici sostengono che la canzone sia stata ispirata dalla precoce morte della madre di Paul. Yesterday, nel 1999, secondo una votazione svoltasi sul secondo canale radio della BBC, è stata considerata la canzone più bella del ventesimo secolo. È inoltre la canzone con il maggior numero di cover registrate (più di 1600!) e, nel secolo scorso, soltanto negli Stati Uniti, ha avuto oltre 7.000.000 di passaggi radio-televisivi.
Secondo MTV e la rivista musicale Rolling Stone è la canzone pop n. 1 di tutto i tempi.

4) SCISSORS CUT – Art Garfunkel

Canzone scritta da Jimmy Webb (quello di “Mac Arthur Park”) venne pubblicata nell’omonimo album di Art Garfunkel nel 1981. Già la title track – bellissima come tutto il resto dell’album – è parecchio triste, ma è tutto l’album ad essere pervaso da una grande malinconia. Il disco è infatti dedicato all’attrice Laurie Bird, già compagna di Art, trovata morta, suicida, nel 1979 nell’appartamento del cantante mentre questi si trovava in Europa.
Garfunkel uscì moralmente devastato da questo tragico avvenimento ed affermò che la Bird era stata la cosa più bella che gli fosse capitata in vita sua. Sul retro della copertina dell’album c’è il primo piano del volto di Laurie Bird, una foto tagliata a metà come se fosse stata sottoposta ad uno “scissors cut” (taglio di forbice), come quello che aveva subito la vita della sventurata attrice.

5) WISH YOU WERE HERE – Pink Floyd

Canzone che dà il titolo all’album del 1975 dedicato al fondatore dei Pink Floyd, Syd Barrett, vittima di gravi problemi mentali dovuti al continuo uso ed abuso di sostanze stupefacenti, che nel 1968 decretarono il suo allontanamento dal gruppo. La musica è opera di David Gilmour, ovvero colui che sostituì Syd Barrett dopo il suo allontanamento, mentre il testo è stato scritto da Rogers Waters. Per la sua stesura Waters disse di essere stato ispirato dalla morte dell’amatissima nonna.
La canzone è stata inserita al 316° posto nella classifica dei 500 migliori brani di sempre secondo la rivista Rolling Stone.

Vediamo adesso alcune tristi canzoni italiane…

1) FIRENZE (CANZONE TRISTE) – Ivan Graziani

Già dal titolo si capisce che non può trattarsi di una canzone allegra!
Il brano del 1980, ci porta ovviamente a Firenze dove si consuma una sfortunata storia d’amore che ruota intorno a tre giovani personaggi che si trovano nel capoluogo toscano per ragioni di studio. Il testo è praticamente un dialogo tra lo studente protagonista ed un suo compagno, studente in filosofia, soprannominato Barbarossa. La ragazza contesa dai due, decide di abbandonare gli studi e tornarsene al suo luogo di origine. Quando anche il Barbarossa, laureatosi, lascerà Firenze, al protagonista non resterà più nessuno a parlargli della ragazza amata, quasi non fosse mai esistita.

2) CANZONE PER UN’AMICA (IN MORTE DI S.F.) – Francesco Guccini

È stata scritta dal cantautore di Pavana (e suonata anche da Equipe 84 e Nomadi) in seguito alla tragica morte dell’amica Silvana Fontana, perita in un incidente stradale. Il titolo inizialmente era “In morte di S.F” ma fu cambiato in “Canzone per una amica anche in seguito alle pressioni fatte dall’ANAS al fine di evitare una cattiva pubblicità in tema di sicurezza stradale (“Lunga e diritta correva la strada…”). Una canzone con un testo molto poetico, che tratta dell’imprevedibilità della vita umana: una giornata nata sotto il segno della spensieratezza e della voglia di vivere, conclusasi con un tragico incidente.
Il fattaccio che ha ispirato la canzone avvenne nell’agosto del 1966. Silvana era in auto con il fidanzato e stava percorrendo l’autostrada del Sole quando l’auto, improvvisamente, sbandò superando lo spartitraffico, piombò su un’auto che proveniva in senso opposto e i cui due occupanti morirono sul colpo. Silvana Fontana morì dopo circa tre ore. Il fidanzato si salvò.

3) ED IO TRA DI VOI – Charles Aznavour

Un altro tipo di tragedia, decisamente meno drammatica di quella narrata sopra, va a consumarsi in questa canzone di Aznavour del 1970. Il testo racconta di un povero Lui che si trova – presumibilmente in un ristorante – con la sua Lei… Ma già alla prima strofa si consuma il dramma: in quel luogo è presente anche un Altro, che, fregandosene della presenza del povero protagonista, corteggia sfacciatamente la donna che è molto felice di farsi corteggiare. All’io narrante di tale triste canzone, con il cuore gonfio di pianto, non resta che prendere atto della fine della storia con la sua amata, ormai già “preda” dell’Altro.

4) NOTTE DI NATALE – Claudio Baglioni

A dispetto del titolo, non si tratta certo di una canzone natalizia per come siamo abituati ad intendere. È vero che è la vigilia di Natale, ma il protagonista non ha alcuna voglia di festeggiare, poiché in lui si sta consumando un dramma: l’abbandono da parte della propria donna. Mentre tutti, alle 23.46 del 24 dicembre, stanno per festeggiare la nascita di Gesù, lui celebra la sua morte interiore, con la neve che copiosamente cade giù aumentando la malinconia. Malinconico il testo e malinconica la musica che lo accompagna accentuando la tristezza della canzone.

5) GLI UOMINI NON CAMBIANO – Mia Martini

Questo brano del 1992 parla delle delusioni raccolte da una donna nei confronti delle figure maschili incontrate nella propria vita cominciando dal padre fino ad arrivare alle storie avute con amori veri o presunti. Storie spesso nate dalla voglia di fuggire dalla famiglia ma che la portano tra le braccia di un donnaiolo – con conseguente, copioso, spargimento di lacrime – e ad avere sensi di colpa per aver creduto ingenuamente a chi si diceva innamorato di lei e che invece la prendeva in giro. Provata da queste cocenti delusioni la protagonista non riesce più ad avere fiducia nell’altro sesso anche se nel finale si capisce che una speranza c’è, ovvero quella di un cambiamento di mentalità rispetto a chi l’ha preceduto, da parte dell’attuale compagno.

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