Donne e musica: le canzoni dedicate all’universo femminile

Dai Beach Boys ai Rolling Stones, fino a Tozzi e Vasco Rossi

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  • di Stefano Lucarelli:

Ieri, 8 marzo è stato, come consuetudine, il giorno dedicato alla donna, una festa che da sempre è fonte di discussioni per il significato dato alla stessa, che per molte/i dovrebbe avere valenza di celebrazione, mentre per altre/i è proprio un’occasione di festa e divertimento.
Visto che noi parliamo di musica e canzoni, prendiamo spunto da questa ricorrenza e parliamo di famose canzoni (italiane e straniere) dedicate all’universo femminile.

BARBARA ANN, Beach Boys (1965)

Scritta nel 1961 e originariamente pubblicata dal gruppo statunitense dei Regents, venne portata al successo quattro anni dopo dai ben più noti Beach Boys, che raggiunsero il secondo posto nelle classifiche statunitensi ed il terzo in quelle del Regno Unito. La canzone, che in Italia venne usata per la pubblicità di un famosissimo dentifricio, nel 1966 venne incisa in italiano dai Pop Seven, dei quali faceva parte Roberto Vecchioni, autore del testo. Barbara Ann ha avuto molte cover da parte di vari gruppi: The Who, Blind Guardian e perfino gli italiani Skiantos.

ELEANOR RIGBY, The Beatles (1966)

Eleanor Rigby fa parte dell’album Revolver, pubblicato dai Beatles il 5 agosto del 1966, ed è una canzone che, sebbene accreditata come quasi tutte quelle dei Fab Four, a Lennon/Mc Carteney, è stata quasi totalmente pensata e scritta dal Paul Mc Cartney. È una canzone che tratta il tema della solitudine: Eleanor Rigby è una donna che in chiesa raccoglie il riso gettato durante i matrimoni. La stessa solitudine di Eleanor è vissuta anche dal parroco della chiesa frequentatata dalla donna, Padre MacKenzie, che scrive sermoni che nessuno ascolterà. Eleonor Rigby muore proprio in quella chiesa e viene seppellita dal parroco durante un funerale al quale nessuno partecipa. Il nome Eleanor Rigby fu usato da Paul McCartney che lo vide citato sulla tomba della famiglia Rigby nel cimitero di Woolton a Liverpool.

PROUD MARY, Credence Clearwater Revival (1969)

Proud Mary è stata scritta dal cantante e chitarrista statunitense John Fogerty e ottenne un grande successo piazzandosi al secondo posto (i Credence nella loro carriera non sono mai andati oltre il secondo posto in classifica, ndr) della U.S. Pop Chart. Famosissimo il riff chitarristico presente nella canzone, come l’assolo di chitarra per il quale John Fogerty disse di essersi ispirato a Steve Cropper (Booker T. & M.G.’s, Blues Brothers). Di Proud Mary esiste anche una travolgente versione “soul” di Ike & Tina Turner.

LAYLA, Derek & The Dominos (1970)

Layla è un brano diviso in due parti: la prima composta da Eric Clapton e caratterizzata dalle chitarre dello stesso Clapton e Duane Allman, la seconda composta dal batterista Jim Gordon. È una canzone ispirata dall’amore, all’epoca non corrisposto, di Eric Clapton per Patty Boyd, una modella moglie dell’amico George Harrison, e quando venne pubblicata non ebbe un grande successo. Successivamente però ebbe ottimi riscontri di critica e di pubblico, tanto che nel 2004 la rivista Rolling Stone l’ha addirittura inserita al 27° posto fra le 500 migliori canzoni di tutti i tempi. PS: una nota “gossip”, Gorge Harrison e Patty Boyd divorziarono nel 1977 e la bionda modella si unì in matrimonio con Eric Clapton nel 1979, dal quale si separò nel 1989.

ANGIE, Rolling Stones (1972)

Angie è una canzone scritta principalmente da Keith Richards. È una ballata che racconta la fine di un amore ed il conseguente, inevitabile, dolore. Pubblicata come singolo nell’agosto 1973, Angie raggiunse la vetta della Billboard Hot 100 statunitense e un grande successo internazionale. In Gran Bretagna si piazzò al 5° posto della locale hit parade. La canzone, che è ancora spesso suonata nei concerti degli Stones, qualcuno dice fosse dedicata alla prima moglie di David Bowie, Angela, altri sostengono invece che fosse stata scritta per l’attrice Angie Dickinson.

ROSANNA, Toto (1982)

Rosanna è un singolo dei Toto, tratto dall’album Toto IV e insieme ad Africa e Georgy Porgy è probabilmente il brano più famoso del gruppo, che nel 1982 è stato premiato con tre Grammy Awards: miglior registrazione, miglior canzone, miglior arrangiamento vocale. La canzone è stata scritta da David Paich e non era dedicata all’attrice Rosanna Arquette come si andava dicendo. L’autore al momento di scrivere il testo era alla ricerca di un nome femminile un nome femminile che potesse star bene col ritmo della canzone, e Rosanna risultò essere il più adatto. Rosanna esordì al secondo posto nella Billboard Hot 100 e al dodicesimo nella UK Singles Chart.

NON È FRANCESCA, Lucio Battisti (1967)

Era il lato B di un 45 giri che sul lato A aveva “Un’avventura”, brano con cui Battisti aveva partecipato per la prima e unica volta al Festival di Sanremo del 1969. “Non è Francesca”, era già stata interpretata dal complesso dei Balordi nel dicembre del 1967. Il testo della canzone narra della risposta data dal protagonista ad un amico, il quale riferisce del comportamento poco corretto di Francesca, la sua ragazza, ma nonostante i gravissimi indizi presentati dall’amico impiccione, lo sventurato protagonista continua con ostinazione a voler credere alla fedeltà della sua amata.

ALICE, Francesco De Gregari (1973)

È la canzone che ha reso famoso Francesco De Gregori e nella quale è presente un testo di difficile comprensione, un testo così complicato tanto da decretare, da parte della giuria, un verdetto che valse ad Alice l’ultimo posto su 54 canzoni concorrenti al Disco per l’Estate del 1973. Nonostante questo risultato negativo, in breve tempo il brano, probabilmente proprio per il testo e per la sua poetica innovativa, raccolse un successo di pubblico sempre crescente.

SARA, Antonello Venditti (1978)

Sara esce come brano facente parte dell’album “Sotto il segno dei pesci” e come lato B del 45 giri che sul lato A vede il brano che dà il titolo all’album, 45 giri che ottenne così tanto successo da arrivare al primo posto fra quelli più venduti. È la storia di un’adolescente, in dolce attesa, che vive passivamente il cinismo del suo ragazzo che intanto si deve laureare e poi, forse, un giorno la sposerà e parla del nascituro come il “suo” (di lei) bambino e non del “nostro”. Simona Izzo, ex moglie del cantautore romano raccontò che la canzone era ispirata ad una reale compagna di classe dell’attrice quando frequentava il liceo Mamiani.

GLORIA, Umberto Tozzi (1979)

La canzone che è stata tratta dall’album omonimo del 1979 e che ottenne un enorme successo in tutta Europa, soprattutto – ovviamente – in Italia dove raggiunse la seconda posizione e venne premiata con sette dischi di platino per un totale di circa 700.000 copie. Gloria risulta una delle canzoni in lingua italiana più vendute al mondo ed ha avuto numerose rivisitazioni in diverse lingue, come quella in inglese nel 1982 ad opera di Laura Branigan che arrivò al secondo posto della Billboard Hot 100. Ne esistono altre “cover” in italiano da parte dei Ricchi e Poveri e di Fiorello e versioni strumentali ad opera delle orchestre di Frank Pourcel e Paul Muriat.

ANNA VERRÀ, Pino Daniele (1989)

“Anna verrà” dall’album “Mascalzone latino” del 1989 è una canzone con la quale il mai troppo compianto Pino Daniele, intendeva ricordare la figura dell’attrice Anna Magnani scomparsa nel 1973. Prendendo spunto dalla figura della grande attrice romana, e soprattutto al personaggio che le valse il Nastro d’Argento per il film di Roberto Rossellini, “Roma Città Aperta” Pino Daniele intende lanciare un messaggio di speranza per il futuro del mondo auspicando la fine di ogni guerra ed il ritorno alla pace.

SALLY, Vasco Rossi (1996)

Sally è un brano contenuto nell’album “Nessun pericolo… per te” pubblicato nel 1996 che racconta la tragica storia di una donna che ha subito un abuso sessuale ed a causa del quale vive piena di sensi di colpa ed in profonda solitudine. Rossi raccontò di aver scritto la canzone in brevissimo tempo durante una vacanza a Saint-Tropez, dopo aver frequentato un locale nel quale era presente una notevole quantità di donne bellissime. Successivamente il rocker italiano disse di essersi reso conto che, nonostante nella canzone si parlasse di una donna sui 35 anni, era presente molto di lui.

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