Canzoni e… riferimenti sessuali, quando la musica è “hot”

Dai Doors ai Rolling Stones, da Patty Pravo a Donatella Rettore

canzoni
Donatella Rettore cantava "Kobra"
  • di Stefano Lucarelli:

Stavolta, in questo spazio dedicato alla musica, tratteremo di un argomento “hot”, ovvero il sesso – più o meno velato – presente in alcune canzoni (italiane e straniere). Cominciamo quindi con una cinquina estera.

LIGHT MY FIRE, The Doors, 1967

Iniziamo con Jim Morrison e soci. La canzone (considerata una delle migliori del secolo scorso) ha un testo all’apparenza semplice ma che rimanda esplicitamente alla sessualità “Come on baby, light my fire (forza piccola, accendi il mio fuoco)”. Ma vi è un altro verso che, forse meno evidente, rimanda al sesso ovvero: “Girl, we couldn’t get much higher”. “Get high” significa “diventare euforico” ma in questo caso assume il senso di “eccitarsi sessualmente”. Si dice che durante una puntata dell’Ed Sullivan Show fu chiesto a Jim Morrison di sostituire questo verso con “get much better”, ovvero “andare molto meglio” ma figuratevi se Jim Morrison dette retta a questo “consiglio” e cantò la canzone come l’aveva scritta suscitando le ire di Ed Sullivan.

BROWN SUGAR, Rolling Stones, 1971

La canzone, una delle più popolari degli Stones, ha un testo piuttosto complicato dove si parla dello “zucchero di canna”, termine abitualmente usato per identificare l’eroina. Ma nella canzone si parla anche e soprattutto di rapporti sessuali piuttosto torbidi come quello di un proprietario di schiavi che fa sesso con una ragazzina di colore. Poco tempo prima di inciderla lo stesso Jagger disse che era proprio sua intenzione identificare col termine “Brown Sugar” la ragazzina di colore. Avrebbe voluto intitolarla “Black Pussy”, ma gli pareva troppo esplicito.

GET UP (I FEEL LIKE BEING A) SEX MACHINE, James Brown, 1970

Il brano, 326° nella Top 500 di sempre edita da Rolling Stone, ha un testo palesemente, sfacciatamente, a carattere sessuale. Non ci sono dubbi e doppi sensi e già dal titolo (“Mi sento come una macchina del sesso”) si capisce dove James Brown voglia andare a parare. Man mano che si va avanti nel testo ancor più chiaramente si capisce gli intenti dell’autore allorché si trovano frasi come “posso tirarlo fuori”, “prendilo tutto” etc. che poco lasciano all’immaginazione.

WHOLE LOTTA LOVE, Led Zeppelin, 1969

Un riff entrato nella storia introduce questo brano dei Led Zeppelin che parla, senza tanti giri di parole, del desiderio da parte del protagonista, di fare sesso con una ragazza. Un sesso trasgressivo tant’è che Plant canta di un “backdoor man”, ovvero di un amante che entrando dalla porta di servizio, si presta a “re-insegnare” alla ragazza ciò che il fidanzato (o marito) non le hanno insegnato.

YOU SHOOK ME ALLA NIGHT LONG, Ac/Dc, 1980

La canzone, una delle più famose del gruppo di hard rock australiano, presenta riferimenti sessuali molto espliciti: “Mi hai sbattuto tutta la notte”, il significato del titolo della canzone scritta dal cantante Brian Johnson che, probabilmente piuttosto ingrifato, buttò giù il testo in poco più di mezz’ora. Testo che narra le vicende di un tale che ha un rapporto con una donna “mangiauomini” la quale “Non voleva un applauso, solo un altro giro” e se lo “mangiò in un sol boccone volendone ancora”. Poveretto!

Veniamo adesso a canzoni italiane per le quali ci sarà meno bisogno di spiegare il senso, facilmente intuibile…

PENSIERO STUPENDO, Patty Pravo, 1978

La canzone, composta da Oscar Prudente per la parte musicale, e Ivano Fossati per il testo, inizialmente fu pensata, a causa del suo testo trasgressivo, per Loredana Berté, all’epoca in piena ascesa, che però si rifiutò di inciderla. Fu così “passata” a Patty Pravo, al momento senza contratto, che la incise molto volentieri anche perché le ricordava una notte particolarmente trasgressiva passata, quando negli anni ’60 era la “regina del Piper”, con Nat e Nick del complesso beat dei Black Jack.

KOBRA, Donatella Rettore, 1980

Con questa canzone, dopo il sucesso di “Splendido splendente”, la Rettore si consacrò reginetta delle estati italiane grazie a brani particolarmente orecchiabili e ballabili. Kobra, scritta insieme al suo compagno, ha un testo pieno di allusioni sessuali e non lascia spazio a fraintendimenti. Quando la Rettore canta “il kobra non è un serpente, ma un pensiero frequente, che diventa indecente quando vedo te…” bisogna essere proprio degli ingenui sprovveduti se non si capisce che il cobra è… a voi la risposta.

L’IMPORTANTE È FINIRE, Mina, 1975

Scritta da quel “mariuolo” di Cristiano Malgioglio (che ritroveremo poco più avanti), per la musica di Alberto Anelli, la canzone più che allusiva risultava parecchio esplicita, basti pensare che il testo originale sembra dovesse essere, così raccontava Paolo Limiti, “L’importante è venire”. Esso parla di una donna che allude al rapporto con un uomo andando ben oltre le parole ed i temi all’epoca consentiti negli ambiti discografici, radiofonici e televisivi.

UNA CAREZZA IN UN PUGNO, Adriano Celentano, 1968

Una canzone amatissima dal pubblico italiano che assume due diversi significati secondo il parere di certi critici musicali: uno più romantico e poetico ed uno, invece, molto meno poetico, come nel caso del critico Luca Sofri, che vede nel testo un vero e proprio inno alla masturbazione: il pensiero di lei, il cuscino da stringere, la mano che diventa un pugno etc.. Sembra comunque che il critico Sofri sia arrivato a queste considerazioni dopo aver raccolto le dichiarazioni di uno degli autori del brano, ovvero il nipote di Celentano, Gino Santercole.

GELATO AL CIOCCOLATO, Pupo, 1979

Questa canzone, apparentemente “innocua”, nasconde invece un significato sessualmente esplicito, parlando di un rapporto omosessuale, ovvero quello avuto dal suo autore, Cristiano Malgioglio, (eccolo di nuovo) con un ragazzo tunisino. Il “povero” Pupo, durante un’intervista, dichiarò di essere arrivato a conoscere il vero significato della canzone da lui cantata, soltanto qualche anno dopo la sua pubblicazione.

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