Il MoMA di New York omaggia Antonioni con una retrospettiva

Oltre 40 pellicole, dai documentari ai grandi capolavori

moma antonioni
Michelangelo Antonioni
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NEW YORK – A dieci anni dalla morte di Michelangelo Antonioni, anche la Grande Mela rende omaggio al regista ferrarese con una retrospettiva al MoMA (Museum of Modern Art) e che durerà fino al 7 gennaio. Quasi 60 anni di cinema, oltre 40 pellicole: dai primi corti come “Gente del Po” del 1947, ai grandi capolavori come “Cronaca di un amore“, la “Trilogia dell’Incomunicabilità” con Monica Vitti (“L’Avventura“, “L’Eclissi“, “La Notte“), “Blow-up“, “Zabriskie Point” e “Professione: reporter“.

Ad aprire la kermesse sarà “Il Deserto Rosso” del 1964 che vide protagonisti Monica Vitti e Richard Harris, alla avverrà alla presenza della moglie di Antonioni, Enrica Fico.

Dopo New York la retrospettiva girerà nel 2018 nelle più importanti città dall’American Cinematheque di Los Angeles al Castro Theatre di San Francisco, dal Festival di Toronto, al SIFF Seattle, fino alla National Gallery of Art di Washington e al Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive.

A cura della redazione

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1 Comment

  1. esempio con la Mc Donald ecc.
    L’arch. Paola Antonelli, che dirige il settore ricerca e sviluppo del MoMa di Ny – museum of modern art http://www.moma.org – non è un cervello in fuga dall’Italia ma una donna coraggiosa che mentre lavorava per riviste di architettura, ha risposto ad un annuncio ed è stata scelta per l’incarico.
    Sin dall’inzio si è convinta che l’occasione della crisi del 2008 poteva essere utile a dimostrare :’’..come la cultura non sia ancella della onnipotenza della finanza e dell’industria.’’. E quindi capace di promuovere uno sviluppo a misura d’uomo.
    Considera i musei centri di ricerca e di sviluppo della società, e non accetta cha quando c’è da risparmiare il primo settore dove si taglia sia sempre la cultura.
    Dopo aver curato mostre di grande rilievo internazionale sulla linea di mettere il design al passo con la tecnologia, ha creato il dipartimento ‘ricerca’.
    Lo scopo è integrare le innovazioni all’interno del museo, e lavorare al contempo per iniziative all’esterno organizzando almeno ogni due mesi incontri dedicati a temi che ‘considera essenziali per la società e sui quali il museo può dare un contributo di comprensione.’
    I seminari – chiamati saloon – iniziano con una reading list e prevedeono quattro relatori e due ore di dscussione tra un pubblico composto di artisti, scienziati,designer e giornalisti oltre a dipendenti del MoMa. L’elenco degli inviti è giunto ad oltre duemila.

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