“Modigliani ebreo livornese”, convegno internazionale al Museo di via Roma

Tra i temi affrontati anche quello del Bagitto

compelanno modì
Amedeo Modigliani
  • di Gianluca Donati

LIVORNO – Modigliani è il pittore più quotato al mondo dopo Picasso, ed è il più grande artista della storia della nostra città. A 100 anni dalla sua morte, Livorno ha celebrato il suo genio con la mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse” allestita nel Museo della Città, salutato come l’evento artistico – culturale labronico del secolo, e che ha avuto un enorme seguito. Collateralmente sono nate una miriade di eventi che direttamente o indirettamente si sono collegati a questa iniziativa, o comunque alla figura di Modì.

In questo contesto s’inserisce anche il convegno internazionale, “Modigliani ebreo livornese. Storia familiare e formazione di un genio”, che avrà luogo domani, 22 gennaio, e dopodomani, 23 gennaio, al Museo di Storia Naturale, via Roma, 234. L’idea è promossa dall’assessore Simone Lenzi insieme all’istituto Restellini di Parigi e con la collaborazione scientifica del Professor Paolo Edoardo Fornaciari.

Gli ospiti

Sarà un’occasione davvero imperidibile non solo perché verrà trattato il tema di Modigliani e della sua formazione nella comunità ebraica, ma anche per la presenza di studiosi e ricercatori di grande importanza provenienti da autorevoli università e istituti di ricerca d’Italia, Francia, Israele e USA. Parteciperanno nomi del calibro di Ariel Toaff, Dora Liscia, Marc Restellini, Asher Salah, David Meghnagi, Furio Aharon Biagini, Clémence Boulouque, con collaborazioni del genealogista livornese Matteo Giunti, del collezionista di foto del livornese Mario di Chiara, della docente del liceo classico Maria Antonietta Monaco che ha ritrovato le pagelle scolastiche di Amedeo Modigliani. Previsto anche un intervento musicale di Giada Liscia Garrison e Roberto Sbolci.

Il Bagitto

“Generalmente si pensa che Amedeo Modigliani sia diventato genio grazie a Parigi – esordisce il prof. Fornaciari – senza soffermarsi sul fatto che fosse un livornese ebreo, ed è stata proprio questa sua formazione nella comunità ebraica livornese che l’ha reso quello che fu, conoscitore e appassionato di Bagitto (dialetto giudeo-italiano in voga soprattutto a Livorno), Modigliani era intrinsecamente legato a Livorno, con la sua storia di città moderna, cosmopolita, multiculturale”. Poi Fornaciari conclude: “Dobbiamo domandarci quanto davvero Parigi influenzò la creatività di Modigliani, o quanto piuttosto fu Modì a influenzare gli altri artisti di Monparnasse, che erano tra l’altro tutti ebrei”.

Tra gli argomenti affrontati nel corso del convegno ci sarà anche una discussione sul Bagitto.

Il Programma

22 gennaio

10.00 Apertura – Saluti delle Autorità.
10.30 Prolusione – Marc Restellini – INALCO Paris.
11.30 Ariel Toaff – Bar Ilan Università di Tel Aviv: “Modigliani nella Keillah di Livorno. Crescita di un giovane ebreo“.
12’00 Discussione.
13.00 Pausa pranzo.

15.30 Matteo Giunti – Livorno delle nazioni: “Evidenze d’archivio sulle famiglie Modigliani e Garsin”.
16.00 Paolo E. Fornaciari – Università di Salento: “Il Bagitto dei Modigliani“.
16.30 David Meghnagi – Università Roma3: “L’immaginario sefardita”.
17.00 Discussione.

23 gennaio

10.00 Tavola rotonda: Dora Liscia (Università di Firenze) , Marc Restellini, Asher Salah (Bezalel Institut Jerusalem): “Arte ebraica, artisti ebrei. Fissazione dei concetti, nuove suggestioni“.
11.30 Discussione.
13.00 Pausa pranzo.

15.30 Furio A. Biagini – Uiversità di Salento – Lecce: “Luzzatto, Benamozegh, Mortara: il dibattito attorno al «caso» livornese“.
16.00 Marco Cassuto Morselli – Uiversità di Roma: “Gli insegnamenti di Benamozegh e la formazione dei giovani ebrei“.
16.30 Clémence Boulouque – Columbia University New York: “Modigliani et la kabbale“.
17.00 Discussione.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti (180).
Informazioni: 0586808001.

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