Michele Cecchini presenta il suo ultimo libro “E questo è niente”

La storia di un bambino che non si arrende alla sua condizione fisica

Michele Cecchini
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Pubblicato ore 16:00

LIVORNO – Questo pomeriggio, 12 giugno alle ore 18 il Caffè Il Palcoscenico di piazzetta Goldoni-via Mayer, appuntamento con lo scrittore Michele Cecchini e il suo nuovo romanzo “E questo è niente” (Bollati-Boringhieri 2021). Intervengono Sara Fisicaro, Massimo Ghirlanda e la Pernigotti Band. L’incontro è a cura di Erasmo Libri, Istituto Superiore Vespucci Colombo e Biblioteca Vespucci Colombo.

È una strana forma di letargia quella che coglie all’improvviso gli abitanti di via Cadorna, dove i più anziani sprofondano a turno in un sonno che dura ventiquattr’ore e poi svanisce senza lasciare traccia. Qui, in un piccolo borgo della campagna fiorentina alla metà degli anni Sessanta, vive Giulio, il nipote del dottore del paese. Giulio ha sedici anni e ne dimostra la metà. Non si muove e non parla. Si definisce “un coso che ha due braccia e due gambe, ma non funziona nulla”. È tetraplegico. Immobile nel suo lettino, Giulio osserva, rielabora gli scampoli di vita che gli capitano a tiro, intercetta parole e reinventa l’esistenza a modo suo. Insieme alle ipotesi che via via si dipanano sui motivi della letargia, Giulio racconta di sé e della sua famiglia – il nonno autoritario, il padre indolente, la madre a caccia di sogni – da cui emerge un quadro strampalato dei normali, “gli esseri più misteriosi e più scontenti di tutti”, messi straordinariamente a fuoco da chi normale non è, anzi si vede affibbiato l’epiteto di infelice. Improvvisamente per Giulio si apriranno le porte di un mondo nuovo e inaspettato grazie a uno dei medici che giravano per i paesi alla ricerca dei piccoli pazienti invisibili: un dottore alla rovescia ispirato alla figura di Adriano Milani, fratello di don Lorenzo, che a lungo si batté perché la sanità restituisse a questi bambini dignità di persona.

La scrittura di Michele Cecchini, lieve e insieme cruda, invita a entrare con coraggio nei pensieri e nell’universo di chi non ha voce. Una fiaba senza fiabesco, dal tono mai patetico e a tratti scanzonato. L’esistenza raccontata da un bambino che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla felicità e si lascia “amare dalla vita come viene viene”.

Michele Cecchini è nato a Lucca nel 1972. Insegna materie letterarie in una scuola superiore di Livorno, dove vive. Ha pubblicato per le Edizioni Erasmo Dall’Aprile a Shantih (2010) e Per il bene che ti voglio (2015); per Bollati Boringhieri nel 2019 ha pubblicato il romanzo Il cielo per ultimo.

L’iniziativa si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid

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