Mario Puccini, apre al Museo della Città la mostra dedicata al Van Gogh involontario

Oggi, venerdì 2 luglio, inaugurazione alle ore 18

Puccini, Ponte con carro. Sezione Van Gogh involontario
Share

Pubblicato ore 07:00

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Livorno, i suoi tramonti, il porto, i paesaggi, i ritratti, oltre 140 opere che raccontano la vita artistica e personale di Mario Puccini.

Aprirà i battenti oggi, 2 luglio, al Museo della Città la mostra “Mario Puccini Van Gogh involontario“. Pittore livornese, nato nella nostra città nel 1869 e morto a Firenze nel 1920. Mario Puccini torna al centro di una esposizione a 60 anni di distanza dall’ultima che si tenne alla Casa della Cultura nel 1957 e a un anno dal centenario dalla morte.

“Mario Puccini Van Gogh involontario” è una mostra eccezionale che espone opere lontane dagli occhi del pubblico, in alcuni casi mai esposte e addirittura inedite, quasi tutte provenienti da collezioni private, molte di proprietà del collezionista Ugo Rangoni.

La mostra curata da Nadia Marchioni affiancata da un Comitato scientifico formato da Vincenzo Farinella, Gianni Schiavon e Carlo Sisi, si divide in otto sezioni, andiamo ad analizzarle:

Gli esordi

– la prima è dedicata agli esordi dell’artista che avvengono in un periodo storico in cui in Toscana due erano i grandi nomi di riferimento Giovanni Fattori e Silvestro Lega.

Puccini esordisce come ritrattista, risultando: “incredibilmente capace di restituire le qualità umane di ogni personalità – scrive Nadia Marchioni nel catalogo – immortalò l’immagine di collezionisti, mercanti, conoscitori, amici secondo il peculiare ritratto morale di ciascuno”. È un artista precocissimo, già “all’età di 14 anni aveva conseguito l’abilitazione all’insegnamento dopo aver frequentato la Scuola tecnica comunale di Livorno” e due anni dopo si iscrive a Firenze all’Accademia delle Belle Arti ed è qui che studia accanto a Fattori.

Puccini, ritratti

La crisi e il ricovero

– la seconda sezione documenta l’interruzione della sua ricerca artistica a causa di una crisi psichica che lo porta a essere ricoverato a soli 24 anni prima all’ospedale di Livorno e dopo al manicomio San Niccolò di Siena dove rimase per quattro anni dal 1894 al 1898.

In mostra sono presenti anche i documenti clinici relativi al ricovero appartenuti all’Archivio Storico Asl 7 di Siena. I primi sintomi arrivano nel 1893 e questa sua triste esperienza alimenterà la leggenda del “pittore pazzo – racconta Marchioni – primitivo, istintivo, e soprattutto, intorno al quale si è fondata la romanzata personalità del Van Gogh involontario”.

Giovanni Fattori

– la terza sezione dedicata al legame che unì Puccini a Fattori e al superamento del suo insegnamento. Sono presenti, in questa sezione, una serie di confronti tra le opere di Puccini e di altri artisti fra cui Bartolena, Benvenuti, Ghiglia, Ulvi Liegi , Micheli e lo stesso Fattori.

Puccini e Fattori a confronto

Il paesaggio e il Caffè Bardi

– la quarta sezione mostra il suo ritorno alla pittura e l’attenzione dell’artista si sposta sul paesaggio, quindi non più concertata sul ritratto come agli esordi;

– la quinta sezione è dedicata ai dipinti di grandi dimensioni che Puccini realizzerà per il Caffè Bardi, ritrovo di intellettuali e artisti dal 1909 e sito in piazza Cavour, di cui oggi resta una targa. A lui e ad altri pittori livornesi furono commissionate le decorazioni interne, sono presenti le opere di Renato Natali, Gino Romiti, Corrado Michelozzi.

Puccini, Caffè Bardi, Darsena-barcone in porto

– la sesta sezione vede Puccini a confronto con diversi paesaggi realizzati in Versilia, Seravezza, Maremma, Castiglioncello.

Il popolo e le nature morte

– la settima riguarda l’analisi del mondo quotidiano del popolo e dei contadini, dei campi, sulle orme di Fattori;

– l’ottava sezione è dedicata alle nature morte.

Puccini, Tappeto e vaso con amarilli

Van Gogh

– infine, una sezione speciale evoca l’opera di Van Gogh “Il giardiniere” esposta oggi alla Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma, prima opera dell’artista olandese esposta in Italia, a Firenze alla mostra italiana dell’Impressionismo nel 1910 dopo essere stata acquistata da Gustavo Sforni e che Puccini poté ammirare. Quest’opera rappresenta il più significativo commento alla parole di molti critici che hanno evocato il nome di Van Gogh in riferimento all’opera di Puccini, tanto che il critico letterario e critico d’arte italiano Emilio Cecchi lo definì, appunto, “Van Gogh involontario”.

Così scrisse Cecchi alla moglie: “Una rivelazione per me sono state le cose di Mario Puccini, un selvaggio pittore livornese allievo del Fattori: ha circa 50 anni. È un Van Gogh involontario: fortissimo; tu vedessi che colori, tu vedessi che fiere, che paesi, che mari, che barche in porto, ammassate, catramose”.

“Ma Puccini non era involontario – afferma Marchioni – era ben dentro l’arte di quel tempo”. Sono pochissime le fonti e i documenti su Puccini: “L’estrema rarità di fonti primarie e l’esistenza turbata dell’artista hanno stimolato nella letteratura pucciniana un proliferare di notizie e aneddoti non verificabili, favorendo la costruzione della fittizia figura di un Puccini pazzo e primitivo”.

Puccini, Il fienaiolo, Van Gogh involontario

“All’arte – dice Simone Lenzi, assessore alla cultura – chiedo di stupirmi e credo che Puccini sia un pittore stupefacente. È il punto più alto di una tradizione pittorica livornese ben precisa che da un lato vede Modigliani e dall’altro vede appunto Puccini”.

“Livorno tra Ottocento e Novecento, per la sua collocazione sul mare, assunse un ruolo fondamentale, investì negli stabilimenti balneari e negli alberghi. Offrirà luoghi nuovi ai pittori, ai poeti; sarà fonte di ispirazione per i pittori ed ecco la macchia, la campagna maremmana, il porto, tutti elementi che ritroviamo anche in Puccini” dice Olimpia Vaccari, storica d’arte e presidente di Fondazione Livorno Arte e Cultura.

Informazioni e biglietti

La mostra rimarrà visitabile fino al 19 settembre.
Orari: Dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 20.00; sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.00. Gli orari della mostra potranno subire modifiche anche per eventuali disposizioni normative connesse all’emergenza sanitaria Covid-19

Biglietti: intero € 8,00; biglietto ridotto € 5,00 (meno di 18 anni, più di 65); cumulativo con visita al Museo civico “G. Fattori” € 12,00; visita guidata € 2,00 a persona (per gruppi di almeno 10 persone).
Informazioni: 0586824551 – museodellacitta@comune.livorno.it.

Le immagini sono state scattate da Valeria Cappelletti

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*