Livorno nel modello in legno del maggio 1849: grande cura di particolari e un viaggio nella storia

Potrà essere ammirato da tutti già a partire da Effetto Venezia

Marzino Macchi presenta il modello della città di Livorno. Sulla sn. Silvia Ghelardi
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Pubblicato ore 20:21

  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – Un modello in legno raffigurante la città di Livorno, nel periodo in cui i suoi cittadini cercarono di difenderla dall’attacco degli austriaci il 10 e 11 maggio 1849, è stato presentato questa mattina, 23 giugno, nella sede del Comitato Palio Marinaro (Scali Finocchietti, 2).

Il modello a cura di Marzino Macchi e Luigi Donolo, restaurato dai volontari del Palio Marinaro, si trova su una delle pareti nella suggestiva sala che accoglie anche il Capitano Launaro, il gozzo a 10 remi più antico di Livorno.

Il Capitano Launaro

Un minuzioso lavoro, realizzato facendo attenzione a ogni particolare, frutto di un lavoro certosino di ricerca sia urbanistica che militare tanto che sono presenti alcuni particolari come la disposizione delle finestre delle case proprio com’era allora e in alcuni casi è ancora oggi, oppure il leone di Porta San Marco e i Quattro Mori realizzati dallo scultore Costantino Giannetti. Le ricerche sono state fatte da Marzino Macchi e da Luigi Donolo all’Archivio di Stato, mentre per la parte militare, legata alla presenza delle navi che allora erano in rada, Luigi Donnolo ha studiato le antiche carte.

Il modello della città di Livorno era finora posto in un scatolone alle intemperie e poteva deteriorarsi, essendo in legno, per questo la scelta di donarlo al Comitato Palio Marinaro.

“In molte altre regioni d’Italia si celebrava il valore risorgimentale – ha commentato Marzino Macchi – e allora noi ci siamo chiesti perché in Toscana non celebriamo il nostro Risorgimento? Quindi nel 2012 chiedemmo, come Comitato, ai consiglieri regionali dell’epoca Marta Gasparri di Italia dei Valori, Marco Ruggeri del PD e Marco Taradash di Forza Italia di poter fare qualcosa al riguardo in Regione e nel 2014 la Regione varò una legge a tutela del valore risorgimentale anche in Toscana con contributi per progetti. Pensammo a un progetto per portare Livorno in scala 1:600 facendo così una fotografia della situazione del maggio 1849. Livorno all’epoca era vista da diversi aerostati che hanno consentito a tanti pittori dell’epoca di fare immagini della città dall’alto e a questi abbiamo attinto anche noi”.

“Il modello rappresenta tre momenti della città che non c’è più perché era fatiscente e non più adatta alle esigenze dei tempi – ha proseguito Macchi – Il primo elemento non più presente è il quartiere di San Giovanni che parte dalla Darsena e arriva fino a piazza Grande, era il nucleo principale di Livorno e conteneva anche il Bagno Penale dove venivano messi i galeotti e ospitò fino a 3mila prigionieri”.

Un’altra zona demolita e che è presente nel modello, era il Lazzeretto di San Rocco che accoglieva chi veniva dall’Oriente ed era malato e il cimitero ebraico che si trovava dove adesso è la scuola ITI. “Il nostro scopo – ha concluso Marzino Macchi – era di rispondere a esigenze di tipo didattico, storico, turistico e urbanistico”. Il modello sarà visibile a tutti coloro che vorranno a partire da Effetto Venezia.

Cimitero ebraico ora sede dell’ITI

“La sede del Comitato – ha detto Salvetti – è il luogo ideale per mostrare ai livornesi e ai turisti un pezzo importante della storia della nostra città, ma anche la nostra memoria, grazie a una comunità che fa rete. E poi c’è un grande interesse per Livorno da parte della Regione Toscana, con il presidente Eugenio Giani, che sta dimostrando sempre maggiore attenzione verso Livorno”.

Alla presentazione hanno preso parte anche Maurizio Quercioli, presidente del Comitato Organizzatore Palio Marinaro, Silvia Ghelardi, Cecilia Marcella Gambacciani, presidente del Comitato per i valori risorgimentali di Livorno, Federico Eligi consigliere regionale, i figuranti della Livornina e del Comitato per i valori risorgimentali di Livorno.

Le foto sono di Valeria Cappelletti

  • Il cimitero ebraico ore sede dell'ITI

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